Statistiche diffusione


Un browser su cinque è Firefox. Questo è quanto affermano i dati che vengono diffusi in queste ore da Net Applications attraverso il proprio osservatorio specializzato. Dati secondo cui l’erosione della leadership nel settore di Microsoft Internet Explorer non si è fermata.

A segnalare che Firefox potrebbe aver superato una "soglia psicologica" e raggiunto un traguardo storico è TGDaily, che osserva come da diverso tempo il browser open source di casa Mozilla abbia esitato attorno a quota 20 per cento, quota che però sembra ormai raggiunta.

la torta

Se in Europa Firefox è tradizionalmente assai più diffuso che altrove, e combatte oltre quota 30 per cento, i dati di Net Applications hanno l’ambizione di disegnare un quadro più globale. Lo stesso osservatorio assegnava a Firefox a fine 2006 uno share globale del 14 per cento.

Secondo le rilevazioni di Net Applications tra il 5 e il 26 ottobre Firefox ha oscillato tra il 19,89 per cento e il 20,06 per cento dello share: sebbene la media del mese sia 19,7 per cento, la "sensazione" è che il 20 per cento costituisca ormai un dato acquisito.

Ma, a voler prendere per buoni i dati dell’osservatorio di instant marketing, un altro dato rilevante è quella che si potrebbe a spanne definire la rimonta di Opera su Chrome. Secondo i dati di Net Applications, infatti, Opera browser batte Google Chrome di qualche percentuale, in particolare nella media mensile per ottobre Opera è a quota 0,75 per cento e Chrome a 0,74.

classifiche

Dati più ad effetto quelli che riguardano Safari: come probabile conseguenza di una leggera contrazione che l’osservatorio denuncia dei sistemi Mac connessi alla rete (dall’8,23 per cento di settembre all’8,21 di ottobre), il browser di casa Apple è arretrato a quota 6,57 per cento, dato che lo mantiene come terzo competitor nella "guerra dei browser" ad enorme di distanza dal suo diretto inseguitore, Opera.

Il dato che però colpisce secondo gli esperti dell’osservatorio è quello di Internet Explorer: pur rimanendo ampiamente il browser globalmente più utilizzato, lo share del client Microsoft è calato dal 71,52 al 71,27 per cento nel giro di un mese, ed è considerato il più drastico calo di diffusione nel gruppo dei primi sei browser.

Fonte: Punto Informatico

Stamattina in azienda si discuteva di Mozilla e del suo rapporto con Google. Io -come sempre- tendo a stare zitto più tempo possibile cercando di non radere al suolo colleghi che si informano su siti che “per sentito dire” spacciano notizie fasulle, incomplete, a volte inventate pur di realizzare inesistenti scoop sfruttando un nome ormai sulla bocca di tutti dopo la fatica fatta per renderlo un marchio vincente.

Premessa: sono di parte, passo parte del mio tempo libero collaborando attivamente con Mozilla Italia, sono un consigliere dell’associazione, conosco i fatti veri senza necessità di inventare cagate da raccontare in giro, so cose “voi umani non potete neanche immaginare” :P

Mettiamola così: Google finanzia in modo massiccio la Mozilla Foundation. Ci crede, pensa che Firefox possa davvero combattere il predominio di Microsoft Windows Explorer (ex Internet Explorer). Il software è valido, i programmatori sanno il fatto loro e sono stati in grado di tirare fuori un applicativo che ha velocemente conquistato l’approvazione del pubblico di massa togliendo una buona fetta di utenza sia dal fronte Microsoft (con tutte le varianti di Explorer) che dall’Operiano (mi si conceda licenza poetica ;) ).

Google NON è Mozilla. Durante l’ultimo incontro con Tristan Nitot più volte è stata avanzata l’ipotesi o fatta la fatidica domanda “e se Google decidesse di abbandonarvi?” ma la risposta è sempre stata la stessa: “Google è un donatore, non un datore di lavoro“. Fino a qualche tempo fa (neanche tanto) la sopravvivenza e tutti gli introiti dell’azienda venivano dalla vendita dei gadget, dal tempo libero dei programmatori e/o dei gruppi di assistenza tecnica, dal supporto morale / fisico / finanziario della comunità. Nell’agosto del 2005 Mozilla decise di fondare una Corporation per far si che grosse aziende potessero finalmente dare il loro supporto in modo trasparente. La prima fu AOL, a seguire tutte le altre. La nascita di una “S.p.a.” era necessaria. Anche in Italia le leggi sono parecchio restrittive nei confronti delle associazioni senza scopo di lucro (lo sappiamo fin troppo bene in Mozilla Italia): non si possono ricevere soldi come sponsorizzazione, tutte le uscite devono essere giustificate ed utilizzate per sostenere l’attività dell’associazione stessa, non si hanno guadagni di alcun tipo.

Google è solo un nome conosciuto che, se associato ad un altro grande logo, lascia spazio a facili supposizioni, a informazioni dubbie, a ipotesi infondate. Non fa eccezione nessuno (siti specializzati, blog, amici, colleghi, parenti). La cosa che più mi fa ridere è un’altra. Sono anni che macchine desktop e portatili nascono con sistemi operativi Microsoft forniti di Windows Internet Explorer. Articoli che parlano di “strani passaggi di dati verso Microsoft e simili” ce ne sono a bizzeffe, molto probabilmente fasulli anche loro. Perché quindi si grida allo scandalo contro Firefox? L’azienda (ed il software) è trasparente, qualunque programmatore con sufficienti capacità di interpretazione del codice può scorrere il sorgente e trovare ciò che gli interessa. Provate a farlo con Explorer.

Chiudo con un ultima riflessione riferita ad un particolare post del nostro forum:

http://forum.mozillaitalia.org/index.php?topic=29956.0

Ora: tralasciando la facile battuta sul nick dell’utente che ha cominciato la discussione, vorrei provare a buttare altre due righe oltre a quelle che gli ho dato “in risposta diretta“:

  • All’atto dell’installazione del browser vengono impostati due parametri fondamentali come predefiniti: home page di Google (personalizzato per Firefox) e barra di ricerca che punta allo stesso identico motore (in alto a destra). In entrambi i casi sarà possibile mettere mano alle impostazioni ed estirpare il noto motore di ricerca sia in pagina iniziale (mettendo la vostra pagina preferita) che nella search bar (installando plugin di decine di altri motori).
  • Google permette di proteggersi da siti malevoli (casi di phishing) attraverso un proprio database costantemente aggiornato. Da Strumenti / Opzioni / Sicurezza si può decidere di utilizzare una lista di siti sospetti senza fare appoggio a BigG. Per completezza di informazione, se si clicca sull’opzione “Verifica contattando Google…“, Firefox propone un messaggio che informa l’utente su quanto accadrà da quel momento in poi (fino alla successiva modifica dell’opzione).
  • Solo installando la toolbar di Google sarà possibile salvare e tenere attivo l’accesso a tutti i servizi del portale. Il software non si installa da solo, è l’utente a fare tutto.
  • La storia del cookie di Google valido fino al 2038 non dipende da Firefox, basterebbe informarsi in modo decente.

La smettiamo quindi di tirare fuori della gran fuffa? ;)

di Gioxx, via Gioxx’s Wall

Défilée di browser

A discutere di quale web browser bruci la concorrenza in termini di velocità, generalmente si corre il concreto rischio di dare alle fiamme la propria sudata reputazione: posto che si riesca a definire un significato univoco di velocità in questo contesto, toccherà poi procurarsi una serie di benchmark attendibili, predisporre un ambiente uniforme per ciascuno dei test e garantire condizioni invariabili al succedersi degli applicativi in prova. Un atroce mal di testa. Per qualche anno ha fatto scuola l’unica analisi indipendente di un certo spessore tecnico rintracciabile sulla Rete, il cui autore ha tuttavia gettato la spugna per sopraggiunta insopprimibile nausea. Oggi ci riprovano altrove, con la scusa niente affatto peregrina di stabilire se il nuovo motore di rendering adottato da Opera 9.5 (Kestrel) sia o meno migliore del predecessore (Merlin).

Se le specifiche di questo test sono francamente discutibili e la misurazione di alcune variabili apparirà addirittura censurabile, il risultato merita comunque un’occhiata. Non fosse altro che per concludere in favore di Kestrel, liberarsi di certe leggendarie balle disseminate dalla critica intorno alle prestazioni di Internet Explorer, fare tanto d’occhi allo stato di rifinitura del motore di Firefox 3 e seppellire per sempre quell’emerita porcheria nota con il nome di Safari.

di Casper, via Casperize

Sono trascorsi meno di due anni da quando i supporter di Firefox annunciarono il raggiungimento dei 100 milioni di download del browser. Ora il contatore dei download ha oltrepassato cifra 400 milioni, un traguardo che, secondo quanto si legge su spreadfirefox.com, "dimostra come nemmeno le più potenti aziende al mondo possano impedire alla gente di avere un’esperienza di navigazione migliore, più sicura e più veloce".

Sebbene 400 milioni sia effettivamente una cifra impressionante, va tenuto conto che questa non esprime il numero totale di installazioni e tantomeno di utenti. Ciò non toglie che in questi ultimi anni Firefox non solo sia diventato il secondo browser più utilizzato al mondo, ma sia anche riuscito a erodere una significativa quota di mercato ad Internet Explorer, storico dominatore del settore.

il panda rossoStando alle statistiche riportate da alcune società, in paesi come Slovenia e Finlandia il browser di Mozilla è vicinissimo a raggiungere una quota di diffusione del 50%. Una percentuale peraltro già ampiamente superata nelle statistiche di accesso dei siti maggiormente frequentati da nerd e sviluppatori, come ad esempio WordPress.org.

Se dal rilascio di Firefox 1.0 sono trascorsi meno di tre anni, non va dimenticato che lo sviluppo di questo browser è iniziato almeno un paio d’anni prima: era il lontano settembre del 2002 quando Punto Informatico diede notizia della nascita di Phoenix, "un fratellino" di Mozilla, come lo definivamo all’epoca, che avrebbe poi cambiato nome in Firebird e infine nell’attuale Firefox.

Un fratellino che, appena qualche anno dopo, ha preso il posto del suo progenitore come browser ufficiale di Mozilla Foundation.

Fonte: Punto Informatico

In un post del suo “PhotoMatt blog”, Matthew Mullenweg, creatore di wordpress e wordpress.com, ha pubblicato un interessante statistica a proposito dei browser utilizzati per navigare in wordpress.com, uno dei più importanti servizi di blogging: il 69° sito più visitato del web secondo Alexa con circa 11 milioni di pagine viste al giorno secondo Google Analytics.

Secondo il post di Matthew, Firefox sarebbe utilizzato da circa il 30% dei visitatori.
La cosa è interessante se pensiamo che i contenuti di wordpress.com (e quindi anche i visitatori) sono differenti tra di loro.

Il risultato della statistica proviene da 115 milioni di visite cioè, approssimamente, un mese (sempre secondo Matt).
Senza stupore, WordPress.org, il sito del progetto opensource “wordpress”, presenta dati completamente diversi, infatti il 53% degli utenti utilizza Firefox ed il 37% Internet Explorer.

Fonte: Nicopi

Secondo i dati di analisi riportati dalla società francese XiTi Monitor, Mozilla Firefox, il popolare browser open-source, è molto vicino al raggiungimento del traguardo del 28% in quota di utilizzo tra gli utenti europei.

I dati, che si riferiscono ad uno studio condotto ad inizio Luglio, evidenziano un avanzamento sul mercato del browser in tutti i 32 paesi europei presi in esame. Lo share di visite eseguite con Firefox in Europa ha guadagnato quasi 7 punti in un anno e 3.7 punti solo negli ultimi 4 mesi. Nello specifico la quota di utilizzo di Firefox nel vecchio continente ha raggiunto il 27.8% durante la settimana iniziata il 2 Luglio 2007, contro il 24.1% rilevato a Marzo 2007 ed il 21.1% di Luglio 2006.

Da quanto emerge dai dati di XiTi Monitor, Firefox continua ad avanzare in popolarità in tutta Europa, con picchi di utilizzo in Slovenia e Finlandia, dove la quota di utilizzo ha sorpassato il 45%. L’Irlanda ha fatto segnare un progresso record: dal 24.9% (di Marzo) al 38.6% (di Luglio) (+13.7 punti). Il secondo paese che vanta un maggiore aumento di utenti del browser di Mozilla è l’Ungheria dal 27.2% al 39.7% (+12.5 punti), che si piazza così al quarto posto nella classifica dei paesi europei con più utenti di Firefox. Le due capolista, Slovenia e Finlandia, fanno segnare un progresso più contenuto, rispettivamente +3.3 punti (47.9%) e +4.1 (45.4%). La Slovacchia guadagna invece il terzo posto in questa speciale classifica con una quota del 40.4% (+5.1).

Se la quota di utilizzo di Firefox in Francia (23.9%) è più bassa rispetto al resto dell’Europa, questo è ancor più vero per l’Italia (18,3%, sestultima tra i paesi presi in esame) che tuttavia fa segnare un progresso di +2.8 punti (+18%) rispetto a Marzo, più alto della media europea (+15%) e del dato francese (+7%). In coda alla classifica troviamo Danimarca e Olanda con quote di utilizzo rispettivamente di 15.2% e 14.6%.

Ad ogni modo i dati di XiTi Monitor confermano la leadership del browser Internet Explorer di Microsoft in quote di utilizzo in Europa, ma fanno registrare una perdita di terreno costante. Tra il 2 e l’8 Luglio 2007 la media di visite eseguite con IE in Europa è stata del 66.5%, contro il 73.3% rilevato il 3 Luglio 2006. Il terzo contendente di mercato è Opera, comunque ampiamente distaccato da Firefox (share di visite 3.5%).

Per quanto riguarda la tendenza globale nel globo, tutti i continenti mostrano un aumento significativo di utenti di Firefox. L’Oceania si conferma il continente con più alta quota d’utilizzo del prodotto (28.9%) e fa registrare un incremento di +4.1 punti rispetto a Marzo. Da segnalare l’importante progresso del Sud America (+30% – 15.5%) che sorpassa l’Africa (+12% – 14.7%). Un recente report di W3Counters sembra confermare i dati di Xiti Monitor su scala globale.

Infine XiTi Monitor evidenzia un lieve ma significativo aumento dell’utilizzo di Firefox durante i giorni infrasettimanali (+21%), sebbene la percentuale di utilizzo del browser rimanga più alta nel week-end (29.1% contro 27.4%). Come evidenziato tempo fa da Tristan Nitot, presidente di Mozilla Europe, in commento a precedenti dati sempre di Xiti, Firefox viene utilizzato meno durante la settimana, perchè le aziende in generale tendono ad essere più "conservative" riguardo all’uso di un nuovo browser.

Di Netquik, tratto da Tweakness.net

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