Safari


Défilée di browser

A discutere di quale web browser bruci la concorrenza in termini di velocità, generalmente si corre il concreto rischio di dare alle fiamme la propria sudata reputazione: posto che si riesca a definire un significato univoco di velocità in questo contesto, toccherà poi procurarsi una serie di benchmark attendibili, predisporre un ambiente uniforme per ciascuno dei test e garantire condizioni invariabili al succedersi degli applicativi in prova. Un atroce mal di testa. Per qualche anno ha fatto scuola l’unica analisi indipendente di un certo spessore tecnico rintracciabile sulla Rete, il cui autore ha tuttavia gettato la spugna per sopraggiunta insopprimibile nausea. Oggi ci riprovano altrove, con la scusa niente affatto peregrina di stabilire se il nuovo motore di rendering adottato da Opera 9.5 (Kestrel) sia o meno migliore del predecessore (Merlin).

Se le specifiche di questo test sono francamente discutibili e la misurazione di alcune variabili apparirà addirittura censurabile, il risultato merita comunque un’occhiata. Non fosse altro che per concludere in favore di Kestrel, liberarsi di certe leggendarie balle disseminate dalla critica intorno alle prestazioni di Internet Explorer, fare tanto d’occhi allo stato di rifinitura del motore di Firefox 3 e seppellire per sempre quell’emerita porcheria nota con il nome di Safari.

di Casper, via Casperize

Il browser Firefox ha raggiunto una popolarità molto elevata sorpassando, la scorsa settimana, i 400 milioni di download. Lo sviluppo del browser non sarebbe possibile senza le donazioni, gran parte delle quali effettuate da Google.

Il legame tra le due aziende è molto forte e a fronte delle donazioni, Google ottiene l’integrazione come homepage personalizzata e la titolarità del box di ricerca integrato nel browser.

Il rapporto tra Mozilla e Google potrebbe tuttavia incrinarsi, secondo il New York York Times. A causare malumore tra le parti dovrebbe esserci AdBlock Plus, un’estensione capace di bloccare il caricamento delle campagne pubblicitarie, comprese quelle Google AdSense. L’estensione è disponibile per il download dal sito Mozilla, tra quelle raccomandate e più popolari.

La pubblicità, specie in quelli gratuiti come il nostro, serve a finanziare un servizio offerto in maniera gratuita agli utenti: AdBlock blocca le pubblicità e di conseguenza impedisce l’offerta gratuita di contenuti a tutti gli utenti della rete. Il meccanismo, rapportato a Google, rappresenta un danno evidente per un’azienda quotata in borsa.

"Google conferma il suo supporto a Mozilla e Firefox", questa è stata la risposta dell’azienda al Times, ma gli esperti del settore rimangono scettici. Danny Carlton, sviluppatore web, ha messo a punto una tecnologia che non permette l’accesso al suo sito agli utenti con l’estensione AdBlock Plus installata.

"Qualsiasi proprietario di un sito ha il diritto di fare la stessa cosa", ha dichiarato Carlton.

Il Times ritiene che Google possa ridurre le donazioni a Mozilla, la quale si vedrebbe costretta a ridimensionare il progetto o addirittura a chiuderlo. L’azienda di Mountain View non perderà i 400 milioni di utenti del browser e per ovviare alla morte di Firefox potrebbe acquisire aziende del settore o crearsi un browser proprietario.

La visione del Times rimane tale, Google ha smentito e Mozilla non ha rilasciato dichiarazioni. L’associazione si è esposta su tutt’altro argomento al sito web TechCrunch, lanciando un appello ad Apple per una partnership che la porti ad abbandonare Safari per passare a Firefox. Il nemico comune è stato identificato, senza sorpresa, in Microsoft. Apple raccoglierà l’invito?

Fonte: Tom’s Hardware

"Il mio sogno è che loro (Apple, ndr.) scelgano la combinazione Mozilla – Gecko – Webkit e lascino perdere Safari. Noi vediamo Safari e Firefox alleati nel portare diversità al Web". Così Tristan Nitot, presidente di Mozilla Europe, in una breve intervista rilasciata a TechCrunch.

Il grande "nemico"? Microsoft ovviamente. "Non siamo contro Microsoft – specifica Nitot – siamo contro il monopolio di Microsoft". A suo dire, parafrasando il film "Spiderman", "ai livelli più bassi di Microsoft ci sono persone proprio come me, gente che capisce la rete e la forza degli standard web, gente che capisce che, citando Spiderman, da un grande potere deriva una grande responsabilità".

E il DRM? "Non credo che il DRM abbia un futuro – spiega Nitot – trattare i propri clienti come ladri non fa bene agli affari. Oggi il cliente è il Re, ma (in quel caso, ndr.) vengono prima considerati dei ladri".

Fonte: Punto Informatico

Cosa dice la borsa del browser? Chi scende e chi sale? Da anni usiamo l’espressione ‘la guerra dei browser’ per spiegare la sfida all’ultima release trai piu’ grandi programmi di navigazione web. E lo scontro vede sempre nuovi protagonisti, nuove alleanze, nuove strategie commerciali. Uno scatto decisivo alla guerra dei browser e’ arrivato dal debutto di Safari (Apple) su piattaforma Windows. Gli ultimi dati di NetApplications danno in crescita la matricola di casa Apple, che sale al 4,82% del mercato. Cresce anche Internet Explorer e consolida la sua leadership con il 78,67%. A perdere terreno e’ invece sorprendentemente Firefox, che mantiene il secondo posto in classifica ma scendendo al 14,54%. Alcuni analisti vedono in questa nuova tendenza, i primi segnali di realizzazione della previsione manifestata da Steve Jobs all’ultimo Worldwide Developers Conference, in cui il guru di Apple prefigurava un futuro della navigazione su Internet dominato si’ da Explorer, ma con un unico rivale, ovviamente Safari.

Altra fonte, altre indicazioni (ma in linea con le altre ricerche). Secondo OneStat.com da gennaio a tutto maggio Firefox avrebbe guadagnato un punto percentuale; secondo NetApplications Firefox aveva si’ guadagnato fino a maggio, ma uno scivolone l’aveva fatto calare dal 15,42% al 14,55%, per poi rimanere stabile a giugno. Invece Opera sorpassa Netscape e sale da 0,74% al 0,91%. Opera Mini si piazza inoltre al sesto posto con lo 0,21%. Secondo OneStat.com, IE7 avrebbe una quota di mercato globale pari al 27,71% (contro l’84,66% di Internet Explorer globale). Ecco poi i numeri di Firefox in Italia: al 18,38% (+2,49%), mentre Internet Explorer e’ inflessione al 78,11% (-1,37%). In Germania, secondo OneStat, Firefox ha gia’ una quota del 27% rispetto al 68,84% di Internet Explorer. Infine una annotazione tecnica su Firefox 3: la terza versione del browser open source (alias Gran Paradiso) vedra’ la collaborazione attiva di Google, impegnata nello sviluppo di un supporto per l’utilizzo off line di applicazioni basate sul Web. Mozilla scommette sul prossimo Firefox 3 per tentare una piu’ robusta scalata contro il browser di Microsoft.

A differenza delle precedenti, questa nuova versione di Gran Paradiso non introduce novita’ di particolare rilievo: oltre a correggere i bug, gli sviluppatori hanno aggiornato alcuni componenti (tra i quali il motore di database SQLite e il motore di rendering Gecko), hanno aggiunto qualche dettaglio qui e la’, ed hanno affinato le funzionalita’ preesistenti. Tra queste ultime c’e’ Places, il nuovo gestore unificato di bookmark e cronologia che utilizza SQLite.

Fonte: Interfree

Luca Conti ci segnala un articolo comparso sul "Corriere Economia" di ieri. Pubblichiamo il PDF dell’articolo dedicato a Safari, Jobs e la sua voglia di battere Firefox sul mercato:

Leggi PDF

In un recente confronto che ho fatto tra Firefox e Safari per Windows, mi sono dimenticato di citare un’estensione che aggiunge a Firefox, almeno in parte, le funzionalità di SnapBack.

Per quelli che non l’hanno ancora provata, SnapBack è un’interessante funzionalità che contrassegna determinate pagine web come "punti di ripristino" ai quali è possibile ritornare se ci si è allontanati troppo nella navigazione.

E’ possibile impostare qualunque pagina web visitata con SnapBack. Oltre a questo, Safari contrassegna in modo automatico per SnapBack gli indirizzi web inseriti manualmente nella barra degli indirizzi e i risultati delle ricerche ottenuti con query nella barra di ricerca.

SnapBack è anche il nome di un’estensione per Firefox sviluppata da Philipp E. Imhof che consente agli utenti di contrassegnare le pagine web come punti di ripristino. Tuttavia, nessuna pagina web è contrassegnata in automatico.

Altra nota rilevante è la possibilità di configurare anche delle scorciatoie da tastiera per contrassegnare la pagine e ritornare alle pagine contrassegnate. Normalmente è possibile utilizzare le voci presenti nel menu Strumenti, cliccare di destro e scorrere le voci nel menu contestuale delle pagina oppure trascinare il pulsante di SnapBack alla barra degli indirizzi (da menu Visualizza/Barra degli strumenti/Personalizza).

Usabilità 5/5
Utilità 4/5
Funzionalità 3/5

Di Percy Cabello e tradotto da Rossano Orlandini, tratto da mozilla links – edizione italiana

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