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	<title>BlogZilla &#187; Mozilla Foundation</title>
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	<description>Chiacchiere, novità  e pettegolezzi sul mondo Mozilla</description>
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		<title>La scelta del browser conta!</title>
		<link>http://www.blogzilla.info/2010/02/23/la-scelta-del-browser-conta/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 07:13:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ballot screen]]></category>
		<category><![CDATA[John Lilly]]></category>
		<category><![CDATA[Mitchell Baker]]></category>
		<category><![CDATA[Mozilla Foundation]]></category>
		<category><![CDATA[OpenToChoice]]></category>

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		<description><![CDATA[Invito tutti a leggere e commentare la &#8220;lettera aperta&#8221; scritta in merito da Mitchell Baker (Presidente Mozilla) e John Lilly (CEO Mozilla) visitando il sito OpenToChoice.org. Buona lettura!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Invito tutti a leggere e commentare la &#8220;<em>lettera aperta</em>&#8221; scritta in merito da Mitchell Baker (Presidente Mozilla) e John Lilly (CEO Mozilla) visitando il sito <a href="http://opentochoice.org/it/" target="_blank">OpenToChoice.org</a>.</p>
<p>Buona lettura! <img src='http://www.blogzilla.info/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Google, Mozilla e Opera contestano il ballot screen: continua la “telenovela”</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 11:08:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ballot screen]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Mozilla Foundation]]></category>
		<category><![CDATA[Opera]]></category>
		<category><![CDATA[Windows 7]]></category>

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		<description><![CDATA[Sta assumendo sempre più i toni di una vera e propria sceneggiata la “battaglia” che ormai si protrae da mesi riguardo la complessa questione del garantire parità di accesso a tutti i principali browser sul mercato funzionanti su piattaforma Windows. La situazione sembrava essere praticamente chiusa quando Microsoft, l’imputata della vicenda, aveva annunciato l’adozione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" title="Ballot screen" src="http://www.onewindows.it/wp-content/onevista.it_uploads/2009/07/ballotscreen.jpg" alt="Ballot screen" />Sta assumendo sempre più i toni di una vera e propria sceneggiata la “battaglia” che ormai si protrae da mesi riguardo la complessa questione del garantire parità di accesso a tutti i principali browser sul mercato funzionanti su piattaforma Windows.</p>
<p>La situazione sembrava essere praticamente chiusa quando Microsoft, l’imputata della vicenda, aveva annunciato l’adozione del cosiddetto <a title="I post sul ballot screen su oneWindows" href="http://www.onewindows.it/tag/ballot-screen/">ballot screen</a>, ovvero uno strumento che dovrebbe presentare, in un’apposita schermata, una panoramica dei vari browser disponibili, con una piccola descrizione per ognuno e tanto di link per consentirne il download.</p>
<p>Diciamo che la questione sembrava risolta anche perché le ultime modifiche avevano <a title="L'Unione d'accordo con le ultime modifiche, si chiude la guerra dei browser?" href="http://www.onewindows.it/07/10/2009/novita-per-il-ballot-screen-di-microsoft-anche-lue-si-dice-soddisfatta/">convinto pure la Commissione Europea</a>, la quale aveva fortemente fatto pressione su Microsoft negli anni scorsi per porre fine alla presunta <strong>posizione dominante</strong> atta a favorire il proprio browser, Internet Explorer, rispetto ai concorrenti.</p>
<p>Non sembrano però dello stesso parere le tre concorrenti principali, ovvero <a title="Google, Mozilla e Opera contro il Ballot Screen" href="http://www.webnews.it/news/leggi/11804/google-mozilla-e-opera-contro-il-ballot-screen/">Google, Mozilla e Opera</a>, che hanno detto di voler presentare una richiesta affinché la Commissione Europea non dia il via libera all’implementazione del ballot screen così come Microsoft l’ha presentato, giudicando chiaramente inefficace la sua utilità rispetto all’obiettivo di garantire eque condizioni di mercato a tutti i concorrenti.</p>
<p>Così un rappresentante di Opera è intervenuto sulla questione:</p>
<blockquote><p>Speriamo che la commissione sia aperta a risolvere i problemi. Pensiamo sia molto importante che questo rimedio funzioni. una opportunità unica per garantire che il mercato dei browser funzioni.</p></blockquote>
<p><strong>I punti richiesti</strong> dai tre sono essenzialmente quelli di avere una schermata di scelta del browser assolutamente anonima, senza alcun richiamo, nella grafica così come nei loghi usati, a Microsoft e al proprio programma per la navigazione, oltre all’implementazione di una funzione che disponga i browser nella finestra del ballot screen in maniera casuale ogni volta che viene attivata, evitando quindi favoritismi di tipo “alfabetico” o altri condizionamenti dettati dall’abitudine.</p>
<p>Adesso la decisione, che si annuncia difficile, spetta alla Commissione. Di certo c’è che questa vicenda, partita con le premesse di una giusta domanda di <strong>condizioni eque</strong> per tutti, sta diventando una vera e propria telenovela con una trama ricca di colpi di scena imprevedibili quanto improbabili e poco credibili.</p>
<p>Google, Mozilla e Opera puntanto spesso, nelle loro dichiarazioni, a far notare come l’utente possa scegliere Internet Explorer anche solo per “abitudine”, un aspetto che secondo loro potrebbe sfavorire la concorrenza, ma che al tempo stesso non sembra possa risolversi con le proposte fin qui fatte.</p>
<p>Se l’utente dovesse infatti scegliere “ad occhio”, che l’icona di Internet Explorer sia la prima o che sia l’ultima, la scelta ricadrà sempre su questa in base al ragionamento di prima, pertanto queste ulteriori polemiche appaiono più pretesti per “allungare” il discorso e tenere alta l’attenzione sui propri prodotti più che richieste veramente sensate.</p>
<p>In fondo, se proprio dà fastidio che un qualche richiamo a Microsoft possa influenzare la scelta, forse il prossimo passo potrebbe essere di creare un ballot screen che presenti tutti i browser tranne Internet Explorer, probabilmente in questo modo la scelta sarebbe, a detta delle “tre sorelle”, la più equa e giusta possibile…</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.onewindows.it/06/11/2009/google-mozilla-e-opera-contestano-il-ballot-screen-continua-la-telenovela/">OneWindows</a></em></p>
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		<title>Open Web tool Directory: i migliori programmi di sviluppo secondo Mozilla</title>
		<link>http://www.blogzilla.info/2009/07/13/open-web-tool-directory/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 11:29:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mozilla Foundation]]></category>
		<category><![CDATA[Mozilla Labs]]></category>
		<category><![CDATA[Open Web Tool Directory]]></category>

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		<description><![CDATA[La Mozilla Foundation è da sempre impegnata non solo nello sviluppo di software per il Web ma anche nella standardizzazione, sviluppo, cura e guida di strumenti per il Web. In quest’ottica va letta la nuova iniziativa “Open Web tool Directory” che è stata lanciata proprio in questi giorni. Open Web tool Directory è un progetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" title="Open Web tool Directory" src="http://www.oneopensource.it/wp-content/oneopensource.it_uploads/2009/07/post_090707_3.jpg" alt="Open Web tool Directory" /></p>
<p>La <strong>Mozilla Foundation</strong> è da sempre impegnata non solo nello sviluppo di software per il Web ma anche nella standardizzazione, sviluppo, cura e guida di strumenti per il <strong>Web</strong>. In quest’ottica va letta la nuova iniziativa <a title="Open Web tool Directory" href="http://tools.mozilla.com/">“Open Web tool Directory”</a> che è stata lanciata proprio in questi giorni.</p>
<p>Open Web tool Directory è un progetto ambizioso che ha come obiettivo quello di mettere ordine tra la miriade di strumenti per il Web diffusi in giro per Internet. Usando un browser moderno con supporto <a title="Canvas su Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Canvas_%28HTML_element%29">Canvas</a> (Firefox 3.5, Safari 4, Chrome 2, o Opera 9) è possibile accedere all’universo di Open Web tool Directory.</p>
<p>Gli ideatori del progetto hanno voluto <a title="Annuncio del progetto Open Web tool Directory" href="https://labs.mozilla.com/2009/07/open-web-tools-directory/">realizzare</a> un database dall’interfaccia innovativa. Piuttosto che utilizzare il classico schema che elenca le applicazioni in una tabella di un wiki o di una pagina Web, si è deciso di utilizzare una <strong>interfaccia 3D</strong>. Ciascun progetto è rappresentato da una icona e viene inserito in una “costellazione virtuale” da navigare. Più è importante, più è noto, più è usato il Web-Tools, tanto più grande risulterà l’icona associata.</p>
<p>L’idea, infatti, non è solo quella di elencare i Web-Tools esistenti, ma è soprattutto quella di indicizzarli alla maniera dei “social network”. Gli sviluppatori, gli utenti possono votare un progetto, lasciare un commento. In pratica far lievitare o sprofondare la quotazione del Web-Tools.</p>
<p>Chi vuole può segnalare il proprio Web-Tools usando l’apposito <a title="Form per la segnalazione del proprio progetto" href="http://spreadsheets.google.com/viewform?formkey=cjJTMzFrOGUtcXRYRm9rcUQtTDd4UkE6MA..">form</a> preparato dalla Mozilla Foundation e, come per magia, vedrà il proprio lavoro entrare a far parte di questo universo virtuale. A questo punto dovete anche ingegnarvi per diventare degli ottimi <a title="Astroturfing su Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Astroturfing">astroturfers</a>.</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.oneopensource.it/13/07/2009/open-web-tools-directory/">OneOpenSource</a></em></p>
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		<title>Cuore open source, anima non profit</title>
		<link>http://www.blogzilla.info/2009/05/13/cuore-open-source-anima-non-profit/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 06:46:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fennec]]></category>
		<category><![CDATA[Firefox]]></category>
		<category><![CDATA[Google Chrome]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra dei browser]]></category>
		<category><![CDATA[Internet Explorer]]></category>
		<category><![CDATA[Mozilla Foundation]]></category>
		<category><![CDATA[Tristan Nitot]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie ad una intervista esclusiva a Tristan Nitot, Presidente Mozilla Europe, è stato possibile scavare sotto la superficie tecnologica del gruppo per capire qualcosa di più dell&#8217;anima non profit e del cuore open source di Firefox. Tristan Nitot. Sposato, due figli, fondatore e Presidente di Mozilla Europe. La sua è una lunga esperienza nel mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><span>Grazie ad una intervista esclusiva a Tristan Nitot, Presidente Mozilla Europe, è stato possibile scavare sotto la superficie tecnologica del gruppo per capire qualcosa di più dell&#8217;anima non profit e del cuore open source di Firefox.</span></em></strong></p>
<p><strong>Tristan Nitot</strong>. Sposato, due figli, fondatore e <strong>Presidente di Mozilla Europe</strong>. La sua è una lunga <a href="http://www.nitot.com/cv/" target="_blank">esperienza</a> nel mondo dei browser: nel Maggio del 1997 è già in Netscape, pochi anni dopo annusa il profumo di Mozilla, dal 2003 ne è alla guida della divisione europea.</p>
<p>Ma Mozilla è un elemento a sé stante nel quadro che analizziamo ogni giorno: ha cuore open source, anima non profit, carattere arrembante e pedigree nobile. Il browser ha spiazzato il mercato riuscendo ove nessun altro era mai riuscito: sfidare Internet Explorer. Il gruppo, per questo motivo, ha solleticato un&#8217;idea tale per cui <strong>una nuova possibilità potesse esistere, un&#8217;alternativa fosse possibile</strong>. Oggi Firefox ha cifre in continua crescita mentre Internet Explorer si è ormai adagiato su una nuova dimensione, allontanandosi giorno dopo giorno dalla vecchia posizione di predominio mantenuta per molti anni (gli ultimi <a href="http://marketshare.hitslink.com/browser-market-share.aspx?qprid=1" target="_blank">dati</a> fotografano un ulteriore -0.7% nel mese di Aprile per IE con parallelo  0.4% per FF).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" style="width: 150px; height: 164px;" src="http://www.webnews.it/img/news/nitot_01.jpg" alt="Tristan Nitot" /></p>
<p>Ma con la crisi economica che grava sul mercato, e con una crescente concorrenza che mette ulteriore pressione sul mondo dei browser, <strong>capire come sta procedendo l&#8217;attività di Mozilla significa carpirne l&#8217;essenza</strong>. Significa arrivare a vederne le fondamenta. Mozilla è una mosca bianca in un mercato tanto caleidoscopico quanto indifferenziato e merita pertanto una analisi a sé. Della tecnologia sappiamo tutto o quasi; <a href="http://www.webnews.it/news/tag/firefox/">Firefox</a> è parte integrante della cultura condivisa; <a href="http://www.webnews.it/news/leggi/10735/mozilla-prism-il-web-diventa-applicazione/">Prism</a> lo abbiamo imparato a conoscere oggi stesso, <a href="http://www.webnews.it/news/leggi/9814/mozilla-fennec-arrivera-solo-su-symbian/">Fennec</a> lo incontreremo a breve. Grazie all&#8217;<strong>intervista esclusiva concessaci da Tristan Nitot</strong>, Presidente Mozilla Europe, abbiamo pertanto tentato di scavare un po&#8217; sotto la superficie.</p>
<p>E ne è uscita materia di studio del tutto interessante: da Chrome ai rapporti con Google, dalla posizione sulle indagini relative ad Internet Explorer fino alla sostenibilità della dimensione social del Web.</p>
<div class="column-sx-box-content"><strong>Quando la crisi economica ha iniziato a far pressioni sul mercato, in molti si sono chiesti quale fosse la reale sostenibilità di quelle che sono le aziende che si basano su business meno tradizionali e meno collaudati. Andando al cuore del problema: come sta rispondendo la Mozilla Foundation alle pressioni della crisi economica?</strong><br />
«La maggior parte delle entrate di Mozilla deriva da accordi con motori di ricerca partner. I motori ricevono traffico dal box di ricerca della start page di Firefox (nell&#8217;angolo in alto a destra sul browser) e pagano Mozilla per questo. Per questo motivo non siamo così colpiti dalla crisi. Siamo stati una azienda molto parsimoniosa fin dall&#8217;inizio, per cui siamo pronti ad affrontare la crisi se dovesse giungere a colpirci»</div>
<p><strong>In passato vi sono state molte speculazioni relativamente alla dipendenza di Mozilla dai capitali provenienti da Google. Oggi il rapporto tra le parti quanto pesa sul computo totale degli introiti del gruppo?</strong> «È vero che Google è il nostro partner numero uno in quanto ad entrate, circa l&#8217;80%. Una cosa poco risaputa è il fatto che Mozilla mette da parte una significativa quota delle entrate in un &#8220;fondo di riserva&#8221; tale per cui se uno dei nostri partner dovesse improvvisamente lasciarci, non dovremmo cercare un nuovo partner presi dall&#8217;emergenza. Stiamo anche lavorando per diversificare le nostre entrate»  <strong></strong></p>
<p><strong>Come interpreta Mozilla l&#8217;avvento di Chrome e come può essere il rapporto tra i due browser e le due aziende nei prossimi anni?</strong> «Chrome è chiaramente un concorrente, e Google è certamente un gruppo che capisce a fondo il Web, ha ingegneri illuminati, un buon brand e molto denaro. Per questo motivo anche se Chrome non ha una significativa quota di mercato, ha comunque un forte potenziale e può diventare un serio concorrente in futuro. Penso che Chrome abbia l&#8217;obiettivo di soppiantare Internet Explorer, perché è pericoloso per Google dipendere dal rivale Microsoft nel mettere a disposizione i propri servizi. Inoltre Internet Explorer, in qualità di browser, è in ritardo dal punto di vista delle funzionalità e ciò limita la capacità di Google di innovare e mettere a disposizione nuovi servizi. Dall&#8217;altra parte Firefox è innovativo e veloce, e non appartiene a Microsoft. Per Google è Internet Explorer il target, non Firefox»</p>
<div class="column-sx-box-content"><strong>Tutti contro Internet Explorer: la denuncia di Opera presso la Commissione Europea è destinata a far discutere ancora per molto tempo. Se l&#8217;UE accordasse le tesi dell&#8217;accusa, quale potrebbe il nuovo quadro della situazione?</strong> «È una discussione molto complessa da affrontare. Come tutti sappiamo, Microsoft è colpevole per aver violato la legge antitrust statunitense, e ha abusato del proprio potere monopolistico con Windows estendendolo ai browser, il che è illegale. Per questo motivo il mercato è fortemente corrotto. Ora, il problema è che i regolamenti per la tecnologia sono molto complessi da formulare. In certi casi non sono utili, mentre in altri vanno a peggiorare i problemi stessi che tentano di risolvere. Mitchell Baker sta discutendo tutte queste cose sul proprio blog. È possibile leggere una serie di suoi post correlati <a href="http://blog.lizardwrangler.com/tag/ec/" target="_blank">qui</a>»</div>
<div class="column-sx-box-content">
<p><strong>Mozilla sta per approdare sul mobile. In un&#8217;ottica di lungo periodo quale potrebbe essere il comparto maggiormente remunerativo: desktop o mobilità?</strong><br />
«È difficile da dire, e Mozilla non approccia le cose in questo modo. Siamo una organizzazione non-profit, perciò non perseguiamo la massimizzazione dei profitti. La ragione per cui vogliamo costruire un browser per il mobile è nel fatto che il mobile è veramente importante e sempre più persone useranno il Web dai loro telefoni (o Mobile Internet Device), perciò se Mozilla vuole rimanere rilevante ovunque e spingere la propria missione in linea con il <a href="http://www.mozilla.org/about/manifesto.it.html" target="_blank">Manifesto Mozilla</a>, abbiamo bisogno di essere importanti anche nel Mobile. Questo è il motivo per cui lavoriamo duro sul nostro browser mobile, nome in codice Fennec. Dovremmo vederne presto una versione per Nokia N810 (che gira su Linux), quindi una versione per Windows Mobile, quindi Symbian»</p>
<p><strong>Second Life. Facebook. YouTube. Tutti grandi progetti, tutti con i conti in rosso. La parte &#8220;social&#8221; della Rete, insomma, ancora non ha dimostrato di essere matura. In cosa si differenzia un progetto come Mozilla?</strong><br />
«Mozilla è molto differente in almeno tre cose:</p>
<ol>
<li>Come dicevo prima, siamo una organizzazione non profit. Abbiamo bisogno di far soldi per operare, ma non è il nostro obiettivo. I servizi menzionati sono compagnie &#8220;for profit&#8221;. Non sto dicendo che siamo migliori di queste, ma che siamo molto differenti, tanto negli obiettivi quanto nel modo di operare;</li>
<li>Abbiamo già raggiunto la sostenibilità molti anni fa e sicuramente i piani sono di rimanere sostenibili;</li>
<li>Un&#8217;altra cosa è che siamo Open Source. Ciò che facciamo è pubblico, trasparente, basato sulla community e riusabile da altri. Se vuoi costruire un rivale di Firefox, puoi scaricare il nostro codice sorgente, trovare un nuovo nome per esso (non potrai chiamare il tuo browser &#8220;Firefox&#8221;) e sei a posto. Non puoi invece fare questa cosa con Second Life, Facebook o YouTube&#8230;»</li>
</ol>
<p><strong>Se Tristan Nitot fosse costretto ad affiancare sul proprio desktop un secondo browser al Firefox d&#8217;ordinanza, quale sceglierebbe e perché?</strong><br />
«Questa è una domanda veramente interessante. Amo la capacità di Firefox di essere personalizzabile tramite add-on (estensioni e temi), e sono sicuro che avrei tempi difficili se dovessi usare altri browser. Mi piace provare le nuove estensioni e rimango affascinato dall&#8217;innovazione che permettono. Poiché è facile creare estensioni, le persone con idee interessanti se ne escono con prototipi veramente &#8220;cool&#8221; di idee pazze. Penso userei <a href="http://www.seamonkey-project.org/" target="_blank">Seamonkey</a>, perché ha le estensioni, o <a href="http://caminobrowser.org/" target="_blank">Camino</a> su Mac. Sono entrambi basati su Firefox. Se usi Windows Chrome è niente male, mentre se hai un Mac Safari è carino (non mi piace su Windows però). Ho usato a volte anche Opera, che gira su tutte e tre le piattaforme»</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://business.webnews.it/news/leggi/10738/cuore-open-source-anima-non-profit/">WebNews</a></em></div>
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		<title>SUMO 1.0 per ricevere assistenza da Mozilla</title>
		<link>http://www.blogzilla.info/2009/04/07/sumo-10-per-ricevere-assistenza-da-mozilla/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 06:56:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mozilla Foundation]]></category>
		<category><![CDATA[S.U.M.O.]]></category>
		<category><![CDATA[Supporto]]></category>

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		<description><![CDATA[Il portale di supporto fornito da Mozilla per i suoi prodotti si amplia e si evolve alla versione 1.0: SUMO, alla base di tale strumento di aiuto, è arrivato finalmente in cifra tonda, e gli sviluppatori si preparano già per iniziare i lavori di miglioramento in vista delle future versioni. SUMO è uno dei diversi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="entry">
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.oneopensource.it/wp-content/oneopensource.it_uploads/2009/01/mozilla-foundation-bw.png" alt="Mozilla Foundation" /></p>
<p>Il <a title="Firefox Support" href="http://support.mozilla.com/it/">portale di supporto</a> fornito da Mozilla per i suoi prodotti si amplia e si evolve alla versione 1.0: <strong>SUMO</strong>, alla base di tale strumento di aiuto, è arrivato finalmente in cifra tonda, e gli sviluppatori si preparano già per iniziare i lavori di miglioramento in vista delle future versioni.</p>
<p>SUMO è uno dei diversi progetti realizzati da Mozilla per rendere più efficiente ed efficace il supporto fornito agli utenti, e in tal senso bisogna ammettere che il rilascio di <strong>SUMO 1.0</strong> è riuscito a cogliere l’obiettivo prefissato.</p>
<p>Questa versione permette sia ai collaboratori di svolgere in maniera migliore il proprio lavoro, fornendo versioni localizzate in tantissime lingue della documentazione e delle pagine di help, sia agli utenti di reperire informazioni in maniera rapida e semplice all’interno di un vasto catalogo di articoli.</p>
<p>Molto interessante è anche il progetto <a title="Live Chat" href="http://support.mozilla.com/en-US/kb/Live+Chat?new_chat">Live Chat</a>, che permette di ricevere <strong>supporto in tempo reale</strong> dai volontari o dallo staff Mozilla. Altre informazioni riguardanti SUMO sono reperibili tramite il <a title="SUMO Blog" href="http://blog.mozilla.com/sumo/">blog ufficiale</a>, mentre la <a title="SUMO RoadMap" href="https://wiki.mozilla.org/Support/SumoDevRoadmap2009">RoadMap</a> per la versione 2.0 è già pronta per essere seguita.</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.oneopensource.it/07/04/2009/sumo-10-per-ricevere-assistenza-da-mozilla/">OneOpensource</a></em></div>
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		</item>
		<item>
		<title>Mozilla e Khronos progettano il Web 3D</title>
		<link>http://www.blogzilla.info/2009/03/27/mozilla-e-khronos-progettano-il-web-3d/</link>
		<comments>http://www.blogzilla.info/2009/03/27/mozilla-e-khronos-progettano-il-web-3d/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 17:46:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Khronos Group]]></category>
		<category><![CDATA[Mozilla Foundation]]></category>
		<category><![CDATA[Web 3D]]></category>

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		<description><![CDATA[Mozilla Foundation e Khronos Group hanno deciso di collaborare allo sviluppo di applicazioni Web 3D. Khronos Group, ovvero il consorzio che si occupa anche di standardizzare parte delle OpenGL, ha in realtà esteso l’invito anche a tutte le aziende e le comunità Open Source che intendono sviluppare un sistema royalty-free per la modellazione di contenuti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mozilla Foundation</strong> e <a title="Khronos Group Home Page" href="http://www.khronos.org/">Khronos Group</a> hanno deciso di collaborare allo sviluppo di applicazioni <strong>Web 3D</strong>. Khronos Group, ovvero il consorzio che si occupa anche di standardizzare parte delle <strong>OpenGL</strong>, ha in realtà esteso l’invito anche a tutte le aziende e le comunità Open Source che intendono sviluppare un sistema <strong>royalty-free</strong> per la modellazione di contenuti 3D integrati nel contesto Web.</p>
<p>Leggendo <a title="collaborazione tra Mozilla e Khronos" href="http://arstechnica.com/web/news/2009/03/mozilla-and-khronos-to-bring-standards-based-3d-to-the-web.ars">l’articolo apparso su Ars Technica</a> si apprende che Mozilla e Khronos uniranno i loro sforzi per rendere accessibile la tecnologia <strong>OpenGL</strong> all’interno delle <strong>pagine Web</strong> utilizzando per l’appunto <strong>Javascript</strong>.</p>
<p>Di recente un po’ tutti browser, sia quelli proprietari che quelli Open Source, stanno puntando a migliorare le prestazioni dell’<strong>Engine Javascript</strong>. Questa “evoluzione tecnologica” si rende necessaria a causa della aumentata complessità delle applicazioni <strong>Web 2.0</strong>. La disponibilità di un sistema Javascript molto più veloce può esser visto come il punto di partenza per lavorare all’integrazione di contenuti <strong>Web 3D</strong>. Bisogna, a questo punto definire le modalità operative.</p>
<p>Mozilla Foundation in realtà sembra già aver iniziato a muovere le prime pedine con <a title="Canvas 3D Home Page" href="http://blog.vlad1.com/canvas-3d/">Canvas 3D</a> il progetto di <strong>Vladimir Vukićević</strong>, uno sviluppatore del gruppo Mozilla. Utilizzando un “HTML5 Canvas context” Vladimir è riuscito a sviluppare una prima estensione Javascript in grado di “esporre” le API OpenGL ES all’interno di una pagina Web. Come fa notare lo stesso sviluppatore sul proprio <a title="Blog di Vladimir V." href="http://blog.vlad1.com/2009/03/24/3d-on-the-web-its-go-time/">blog personale</a> c’è ancora molto lavoro da fare, ma si è comunque tracciato il percorso da seguire.</p>
<p>Ad oggi non è ancora stata definita una milestone temporale che indica il quando e il come inizieranno a comparire le prime applicazioni <strong>Web 3D</strong>. Mozilla, dal canto suo, ha solo annunciato che nella versione di <strong>Firefox</strong> successiva alla 3.5 saranno presenti esplicite <strong>estensioni</strong> per lo sviluppo e integrazione di <strong>applicazioni 3D</strong>. A questo bisogna aggiungere anche il fatto che gli attuali chipset utilizzati nelle piattaforme mobile (MID, netbook, smartphone) iniziano a supportare la tecnologia OpenGL. Quindi, la realizzazione di sistemi <strong>Web 3D</strong> sembra tecnicamente a “portata di mano”.</p>
<p>Nel frattempo anche <strong>Google</strong> ha <a title="Toward an open Web standard for 3D graphics" href="http://google-code-updates.blogspot.com/2009/03/toward-open-web-standard-for-3d.html">salutato positivamente l’accordo</a> tra Mozilla e Khronos per la creazione di <strong>API aperte per la grafica 3D</strong>.</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.oneopensource.it/27/03/2009/mozilla-e-khronos-progettano-il-web-3d/">OneOpensource</a></em></p>
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		</item>
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		<title>Mozilla e Skype difendono il jailbreaking</title>
		<link>http://www.blogzilla.info/2009/02/19/mozilla-e-skype-difendono-il-jailbreaking/</link>
		<comments>http://www.blogzilla.info/2009/02/19/mozilla-e-skype-difendono-il-jailbreaking/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 11:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Electronic Frontier Foundation]]></category>
		<category><![CDATA[Mozilla Foundation]]></category>
		<category><![CDATA[Skype]]></category>
		<category><![CDATA[jailbreaking]]></category>

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		<description><![CDATA[Mozilla e Skype appoggiano ufficialmente l&#8217;EFF nella battaglia contro Apple. Cupertino intende tagliare le gambe al jailbreaking. Mozilla e Skype invece invocano apertura e libertà, così che gli utenti possano installare sull&#8217;iPhone ciò che desiderano. Due documenti, disponibili online sotto forma di pdf, sono tutta la documentazione che porta Mozilla e Skype sul versante opposto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><span>Mozilla e Skype appoggiano ufficialmente l&#8217;EFF nella battaglia contro Apple. Cupertino intende tagliare le gambe al jailbreaking. Mozilla e Skype invece invocano apertura e libertà, così che gli utenti possano installare sull&#8217;iPhone ciò che desiderano.</span></em></strong></p>
<div class="column-sx-box-content">
<p>Due documenti, disponibili online sotto forma di pdf, sono tutta la documentazione che porta <strong>Mozilla e Skype sul versante opposto rispetto ad Apple</strong> nella <a href="http://www.webnews.it/news/leggi/10152/apple-contro-il-jailbreaking-viola-il-copyright/">battaglia</a> che vede la casa di Cupertino sfidare gli autori del &#8216;<strong>jailbreak</strong>&#8216;. Mozilla e Skype, insomma, si sono schierate ufficialmente dalla parte dell&#8217;<strong>Electronic Frontier Foundation</strong> (<a href="http://www.eff.org/" target="_blank">EFF</a>) in una battaglia che potrebbe significare molto per il telefono con la mela.</p>
<p>Il documento più completo è quello compilato da <strong>Mozilla</strong> (<a href="http://www.copyright.gov/1201/2008/responses/mozilla-corp-56.pdf" target="_blank">pdf</a>). Il gruppo apre il proprio manifesto spiegando come con Firefox sia riuscito a conquistare grandi fette di mercato facendo leva sull&#8217;etica open ed elargendo opportunità e libertà agli utenti. Nel nome del principio di <strong>apertura</strong>, pertanto, ora Mozilla chiede che anche il mondo mobile possa godere delle stesse opportunità. Solo l&#8217;apertura, infatti, permette un pieno accesso alla Rete ed un pieno sfruttamento delle opportunità derivabili. Il documento esplicita nel dettaglio come il blocco sui telefoni (nella fattispecie sull&#8217;iPhone) imponga invece vincoli determinati dalle volontà della casa costruttrice, il che costringe gli utenti a cercare le proprie libertà sfruttando il jailbreaking ed installando in seguito quanto desiderato.</p>
<p>Mozilla, peraltro, compie il proprio passo senza palesare apparenti interessi diretti. Alcune dichiarazioni <a href="http://www.computerworld.com/action/article.do?command=viewArticleBasic&amp;taxonomyName=Security&amp;articleId=9128119&amp;taxonomyId=17&amp;pageNumber=1" target="_blank">rilasciate</a> da John Lily (CEO Mozilla), ad esempio, spiegano che <strong>il gruppo non ha ad oggi grossi interessi nel vedere i propri software sul telefono Apple</strong>. La battaglia sarebbe dunque più che altro una battaglia di principio, che vede Apple come controparte ma che mira probabilmente anche al restante mondo degli smartphone e degli App Store che stanno nascendo. Non solo: secondo l&#8217;<a href="http://www.appleinsider.com/articles/09/02/18/mozilla_skype_support_effs_case_for_iphone_jailbreaking.html" target="_blank">analisi</a> AppleInsider, l&#8217;eccezione alla DMCA non determinerebbe la piena libertà di installare qualunque cosa sull&#8217;iPhone, anzi. Apple avrebbe comunque forti argomenti dalla propria parte, ma perderebbe invece l&#8217;arma più efficace per combattere i pirati.</p>
<p>Nel nome degli stessi principi declamati da Mozilla, <strong>Skype</strong> contribuisce alla battaglia apportando il proprio punto di vista legato più strettamente alla telefonia ed al VoIP (<a href="http://www.copyright.gov/1201/2008/responses/skype-communications-53.pdf" target="_blank">pdf</a>). Skype (da breve in <a href="http://www.webnews.it/news/leggi/10162/skype-in-partnership-con-nokia-sara-sulln97/">partnership</a> con Nokia e Sony per trovare posto sugli smartphone di nuova generazione), infatti, spiega come molte case costruttrici tentino di <strong>limitare il pieno accesso alle chiamate VoIP per interessi propri</strong>, interessi comunque alieni da quelli dei consumatori. Skype, in particolare, potrebbe essere tagliato fuori dai vincoli imposti al software, il tutto al fine di ritagliare un mercato proprio senza regalare l&#8217;utenza al gruppo leader nel settore ed in grado di catalizzare più di ogni altro la nuova utenza che intende sperimentarne il risparmio possibile. Così come in passato ha lottato contro i filtri sul traffico dati, ora Skype si trova a lottare anche contro le limitazioni software, altro orpello artificioso che potrebbe limitarne un mercato di grandi potenzialità.</p>
<p>Tanto per Mozilla quanto per Skype, dunque, Apple dovrebbe permettere agli utenti di installare ciò che meglio preferiscono sull&#8217;iPhone, o comunque senza imporre limiti capziosi. Apple ha in passato spiegato come i propri vincoli siano legati a problemi di sicurezza ed alla necessità di avere un dispositivo sempre efficiente ed equilibrato senza incorrere in malfunzionamenti causati da software esterno. L&#8217;appello alla DMCA è però ora osteggiato da tre nomi che pesano quali EFF, Mozilla Foundation e Skype. Il che non gioca a favore delle argomentazioni di Cupertino.</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://business.webnews.it/news/leggi/10179/mozilla-e-skype-difendono-il-jailbreaking/">Business.WebNews.it</a></em></div>
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		<title>Antitrust: anche Mozilla contro Microsoft</title>
		<link>http://www.blogzilla.info/2009/02/09/antitrust-anche-mozilla-contro-microsoft/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 17:03:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commissione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[Mitchell Baker]]></category>
		<category><![CDATA[Mozilla Foundation]]></category>

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		<description><![CDATA[Concesso alla società che gestisce Firefox il coinvolgimento nell&#8217;azione della Commissione Europea riguardante il bundle di Explorer con Windows La Commisione Europea ha concesso a Mozilla, la società che sta dietro al browser open source Firefox, il diritto di entrare nella sua azione antitrust contro Microsoft. Lo scorso mese la Commissione aveva accusato Microsoft di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Concesso alla società che gestisce Firefox il coinvolgimento nell&#8217;azione della Commissione Europea riguardante il bundle di Explorer con Windows</em></strong></p>
<p>La <strong>Commisione Europea</strong> ha concesso a <strong>Mozilla</strong>, la società che sta dietro al browser open source Firefox, il diritto di entrare nella sua azione antitrust contro Microsoft. Lo scorso mese la Commissione aveva accusato Microsoft di distorsione della concorrenza sul mercato dei web browser offrendo il suo Internet Explorer (IE) in bundle con il sistema operativo Windows. Nel caso le accuse dovessero portare a una condanna, Microsoft potrebbe essere costretta a modificare il modo in cui distribuisce IE, così come dover pagare una multa per abuso di monopolio.</p>
<p>Nel fine settimana <strong>Mitchell Baker</strong>, chair di Mozilla, aveva dichiarato su un blog di voler offrire l&#8217;expertise di Mozilla come risorsa per la Commissione Europea mentre considera quale potrebbe essere l&#8217;eventuale rimedio efficace. Secondo Baker &#8220;non esiste il minimo dubbio&#8221; che il legame di IE con Widnows &#8220;danneggi la concorrenza tra web browser, mini l&#8217;innovazione di prodotto e alla fine riduca anche la scelta dei consumatori&#8221;.</p>
<p>A Mozilla è stato assegnato lo stato di &#8220;terza parte interessata&#8221; nel caso, il che le permette di presentare argomenti alla Commisione, per vedere la statement of objections confidenziale che la Commissione stessa ha inviato a Microsoft <strong>lo scorso mese</strong> e partecipare all&#8217;udienza faccia faccia qualora fosse richiesta. L&#8217;indagine è partita dalla norvegese Opera Software che oltre un anno fa si era lamentata delle pratiche di Microsoft sul mercato browser.</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.cwi.it/notizia/16816/2009-02-09/Antitrust-anche-Mozilla-contro-Microsoft.html">Computerworld</a></em></p>
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		<title>Mozilla Foundation contribuisce allo sviluppo di Ogg Theora</title>
		<link>http://www.blogzilla.info/2009/01/27/mozilla-foundation-contribuisce-allo-sviluppo-di-ogg-theora/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 16:55:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mozilla Foundation]]></category>
		<category><![CDATA[Ogg Theora]]></category>
		<category><![CDATA[Wikimedia Foundation]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei laboratori Mozilla sembra essere scoppiato un “colpo di fulmine” con Ogg Theora: dopo l’introduzione del supporto nativo al codec open source in Firefox 3, infatti, ecco che la Mozilla Foundation promuove il suo sviluppo donando la notevole cifra di 100.000 dollari. Destinataria di tale donazione è la Wikimedia Foundation, mamma della celeberrima Wikipedia, nota [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei laboratori Mozilla sembra essere scoppiato un “colpo di fulmine” con <a title="Theora" href="http://www.theora.org/">Ogg Theora</a>: dopo l’introduzione del <a title="Supporto nativo ad Ogg" href="http://mozillalinks.org/wp/2007/06/firefox-3-to-feature-native-audio-video-support/">supporto nativo</a> al codec open source in <a title="Firefox 3" href="http://www.oneopensource.it/tag/firefox-3">Firefox 3</a>, infatti, ecco che la Mozilla Foundation promuove il suo sviluppo donando la notevole cifra di <strong>100.000 dollari</strong>.</p>
<p>Destinataria di tale donazione è la <a title="Wikimedia Foundation" href="http://wikimediafoundation.org/wiki/Pagina_Principale">Wikimedia Foundation</a>, mamma della celeberrima Wikipedia, nota per utilizzare tale codec per la fruizione dei contenuti multimediali all’interno delle proprie pagine.</p>
<blockquote><p>Questa donazione sarà usata per supportare lo sviluppo di encoder Theora migliorati e librerie più potenti per la riproduzione dei contenuti. Questi miglioramenti porteranno benefici alle future versioni di Firefox, e a chiunque altro voglia supportare l’<strong>open video sul Web</strong>.</p></blockquote>
<p>Sono queste le parole con cui Mike Shaver, ingegnere Mozilla, ha annunciato tale evento, che rappresenta l’ennesima prova di quanto Mozilla voglia contribuire allo sviluppo e alla diffusione di <strong>formati</strong> e <strong>standard aperti</strong>, soprattutto nel Web.</p>
<p>La speranza è quella di riuscire a strappare allo standard di casa Adobe, il noto Flash, una buona fetta nella percentuale di utilizzo a livello globale. Per ora, Ogg Theora è molto indietro, ma forse con questo aiuto può avere tutte le carte in regola per iniziare la sua scalata.</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.oneopensource.it/27/01/2009/mozilla-foundation-contribuisce-allo-sviluppo-di-ogg-theora/">OneOpensource</a></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La crisi economica non ferma Mozilla</title>
		<link>http://www.blogzilla.info/2008/11/22/la-crisi-economica-non-ferma-mozilla/</link>
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		<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 13:37:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Mozilla Foundation]]></category>

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		<description><![CDATA[Mozilla &#232; forte e in continua crescita, oltre ad essere potenzialmente al riparo dalla turbolenza che ha investito l&#8217;economia. E&#8217; il ritratto della fondazione effettuato dal suo presidente Mitchell Baker in occasione dei risultati finanziari. Mozilla Foundation gode di ottima salute, avendo tutte le carte in regola per mantenersi vitale ed efficiente nonostante la turbolenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span><em>Mozilla &egrave; forte e in continua crescita, oltre ad essere potenzialmente al riparo dalla turbolenza che ha investito l&#8217;economia. E&#8217; il ritratto della fondazione effettuato dal suo presidente Mitchell Baker in occasione dei risultati finanziari.</em></p>
<p></span></p>
<div class="column-sx-box-content">
<p><strong>Mozilla Foundation gode di ottima salute</strong>, avendo tutte le carte in regola per mantenersi vitale ed efficiente nonostante la turbolenza che ha investito l&#8217;economia a livello globale. Il 2007 &egrave; stata un&#8217;ottima annata per Mozilla, sia dal punto di vista finanziario che organizzativo, con <strong>ricavi per oltre 75 milioni di dollari</strong>, registrando cos&igrave; una crescita del 12% rispetto ai 67 milioni ottenuti nel 2006. <strong>Mitchell Baker</strong>, presidente di Mozilla Foundation, coglie l&#8217;occasione per <a href="http://blog.lizardwrangler.com/2008/11/19/sustainability-in-uncertain-times/" target="_blank">svelare</a> all&#8217;interno del suo blog la parte pi&ugrave; intima della fondazione.</p>
<p><strong>A garanzia delle entrate vi &egrave; sempre Google</strong>, grazie all&#8217;accordo tra le due societ&agrave; sul piano della ricerca (di recente esteso sino al 2011), ma anche il <strong>Mozilla Store</strong>, con il suo merchandising, sembra aver dato il suo contributo. <strong>Le spese sostenute nel 2007 sono state pari a 33 milioni di dollari</strong>, circa il 68% in pi&ugrave; rispetto ai 20 milioni del 2006. I soldi in uscita sono serviti ad alimentare due aree principali: <strong>persone e infrastrutture</strong>; a fine 2007, erano ben <strong>150 i lavoratori a tempo pieno o part-time</strong> impiegati presso Mozilla, concentrati per la maggior parte in Stati Uniti, Canada e Francia. Parte dei 33 milioni di dollari sono serviti a sostenere alcuni <strong>programmi di finanziamento</strong> portati avanti dalla fondazione: <strong>700.000 dollari</strong> sono infatti andati a sostengo di progetti come mozdev.org, un portale incaricato di raccogliere applicativi ed estensioni gratuiti per i prodotti Mozilla, NonVisual Desktop Access (NVDA), uno screen reader gratuito per Windows e GNOME. In aggiunta, Mozilla Corporation ha contribuito con <strong>321.326 dollari</strong> a sostenere progetti open source indipendenti, la comunit&agrave; Bugzilla, Creative Commons, la Oregon State University e altri ancora.</p>
<p>&laquo;Noi crediamo che la struttura di Mozilla e la sua gestione finanziaria ci permetteranno di continuare con una relativa stabilit&agrave;, nonostante le preoccupanti condizioni economiche di quest&#8217;estate e dell&#8217;autunno 2008&raquo;, spiega Baker all&#8217;interno del suo blog. &laquo;Non ci sono garanzie e naturalmente Mozilla non &egrave; invulnerabile. Certamente sentiremo gli effetti della situazione economica&raquo;. Tuttavia, Mozilla possiede alcune caratteristiche che la rendono diversa dalle altre organizzazioni e <strong>potenzialmente meno soggetta ad essere travolta dalla turbolenza che ha investito l&#8217;economia</strong>. Innanzitutto, <strong>obiettivo finanziario di Mozilla &egrave; la sostenibilit&agrave;</strong>, non il ritorno finanziario o gli investimenti, mentre la struttura di organizzazione non-profit comporta il non avere una valutazione di mercato legata alle azioni e quindi non essere coinvolta dai ribassi che hanno colpito la borsa internazionale. <strong>Le risorse finanziarie costituiscono solamente uno strumento per ottenere un ritorno degli investimenti, ma non costituiscono l&#8217;unico mezzo e non sono l&#8217;unico obiettivo</strong>; lo sviluppo di software open source &egrave; volto ad alimentare un Internet aperto, partecipativo ed innovativo. Infine, lo stile manageriale adottato da Mozilla impone che ogni persona pagata per lavorare costituisca una risorsa per molte altre persone.</p>
<p>&laquo;Mozilla &egrave; forte. Stiamo crescendo&raquo;, grida ad alta voce Baker. &laquo;Stiamo provando nuove cose. Il 2007 e 2008 sono stati importanti e ricchi di successo per Mozilla&raquo;, lo riprova una comunit&agrave; a tutt&#8217;oggi in buona salute e vibrante, la base utenti in continua crescita e iniziative importanti quali <strong>l&#8217;entrata nel mercato dei dispositivi mobile e la sperimentazione portata avanti con Mozilla Labs</strong>. &laquo;Siamo eccitati per cosa faremo. Internet &egrave; ancora giovane e in una fase di formazione. Mozilla continuer&agrave; a dare la forza a tutti noi di fare di Internet un posto migliore&raquo;.</p>
</div>
<p><em>Fonte: <a href="http://business.webnews.it/news/leggi/9618/la-crisi-economica-non-ferma-mozilla/">Business.WebNews.it</a></em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Si scrive Mozilla, si legge Google</title>
		<link>http://www.blogzilla.info/2008/11/21/si-scrive-mozilla-si-legge-google/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 11:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Mozilla Foundation]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2007 &#232; stato un ottimo anno per Mozilla: 75 milioni di dollari sono finiti nelle sue casse, il cui 88 per cento &#8211; pari a 66 milioni &#8211; &#232; frutto degli accordi con il gigante del search di Mountain View. Un valore in crescita rispetto all&#8217;anno passato, e che lega sempre di pi&#249; Mozilla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2007 &egrave; stato un ottimo anno per Mozilla: <strong>75 milioni di dollari sono finiti nelle sue casse</strong>, il cui 88 per cento &#8211; pari a 66 milioni &#8211; <a href="http://www.theregister.co.uk/2008/11/20/mozilla_2007_financials/" target="_blank">&egrave; frutto</a> degli accordi con il gigante del search di Mountain View. Un valore in crescita rispetto all&#8217;anno passato, e che lega sempre di pi&ugrave; Mozilla e la sopravvivenza di Firefox ai generosi contributi di Google: la situazione, in ogni caso, fa comodo a chi lavora per e con <a href="http://www.mozilla.org/" target="_blank">Mozilla Foundation</a>.</p>
<p><a href="http://punto-informatico.it/2097694/PI/Brevi/mozilla-si-coi-soldi-google.aspx" target="_blank">Rispetto al 2006</a>, gli introiti hanno fatto segnare un interessante <strong>aumento del 12 per cento</strong> (pi&ugrave; 8 milioni): l&#8217;anno scorso, il contributo di Google si era fermato all&#8217;85 per cento del totale, poco meno di 60 milioni, e gi&agrave; allora le polemiche erano infuriate. Dalla Foundation voci autorevoli <a href="http://punto-informatico.it/2116190/PI/News/mozilla-google-non-ci-ha-comprato.aspx" target="_blank">si erano levate</a> per difendere la filosofia e gli obiettivi di Mozilla: ma &egrave; indubbio che quei quattrini, qualunque sia la provenienza, facciano maledettamente bene allo sviluppo di Firefox, Thunderbird e tutti i progetti collegati direttamente e indirettamente alla Foundation.</p>
<p>Basti <a href="http://arstechnica.com/news.ars/post/20081119-mozilla-revenue-75-million-in-2007-up-12-percent.html" target="_blank">ricordare</a> che <strong>sia Gnome che Creative Commons sono tra i destinatari delle donazioni di Mozilla</strong>, e si tratta in entrambi i casi di progetti che rivestono una certa importanza per la community dell&#8217;open source e in ogni caso in linea con la mission della Foundation: vale a dire lo sviluppo e la diffusione del web secondo standard condivisi, obiettivi che ne fanno (o forse ne hanno fatto fino ad oggi) un&#8217;organizzazione non profit che gode anche di notevoli benefici fiscali.  </p>
<p>A quanto pare, per&ograve;, l&#8217;<strong>ufficio delle imposte</strong> statunitense (IRS) <a href="http://www.techcrunch.com/2008/11/19/google-makes-up-88-percent-of-mozillas-revenues-threatens-its-non-profit-status/" target="_blank">starebbe pensando</a> di <strong>rivalutare la posizione di Mozilla</strong> in tal senso: la crescita vertiginosa dei bilanci, la diversificazione degli impegni e quindi il successo della Foundation sembrano aver convinto l&#8217;organo di controllo a rivedere la definizione &quot;non profit&quot; della organizzazione, nonostante nel frattempo sia nata anche la <a href="http://www.mozilla.com/en-US/" target="_blank">Corporation</a> proprio per tenere in regola i conti. In ogni caso, fanno sapere da Mozilla, le tasse arretrate non dovrebbero superare di molto l&#8217;ordine delle centinaia di migliaia di dollari, e un cospicuo fondo cassa era stato gi&agrave; accantonato proprio in questa prospettiva.</p>
<p>Il presidente della Foundation, <strong>Mitchell Baker</strong>, ha <a href="http://blog.lizardwrangler.com/2008/11/19/sustainability-in-uncertain-times/" target="_blank">espresso</a> la sua soddisfazione per i conti di Mozilla: il progetto &egrave; in buona salute, <a href="http://blogs.zdnet.com/community/?p=133" target="_blank">lavora</a> alacremente alla diffusione del software anche grazie alle localizzazioni, la community &egrave; sana e rigogliosa e contribuisce ad oltre il 40 per cento di tutto il codice scritto per il browser, il numero di utenti che utilizzano quotidianamente Firefox &egrave; cresciuto fino a quasi 50 milioni (il doppio rispetto al 2006). </p>
<p>Nel futuro, poi, ci sono il mercato mobile (<a href="http://punto-informatico.it/cerca.aspx?s=fennec&amp;t=4&amp;o=0" target="_blank">Fennec</a> scalpita), una nuova attesa versione di Thunderbird e tanto, tanto lavoro per <a href="http://www.0xdeadbeef.com/weblog/?p=881" target="_blank">continuare</a> a <strong>irrobustire la community</strong> che ruota attorno alla Foundation: cos&igrave; da garantire un futuro solido a Firefox anche quando <strong>Chrome</strong> <a href="http://news.zdnet.co.uk/internet/0,1000000097,39557929,00.htm?r=2" target="_blank">dovesse</a> sottrarre un po&#8217; di spazio sulla scena, e magari anche un po&#8217; dei soldi di Google.</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://punto-informatico.it/2482363/PI/News/si-scrive-mozilla-si-legge-google.aspx">Punto Informatico</a></em></p>
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		<item>
		<title>Sui PC HP Firefox diventa virtuale</title>
		<link>http://www.blogzilla.info/2008/09/30/sui-pc-hp-firefox-diventa-virtuale-versione-stampabile-sui-pc-hp-firefox-diventa-virtuale/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 10:26:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Firefox]]></category>
		<category><![CDATA[HP]]></category>
		<category><![CDATA[HP Compaq dc7900]]></category>
		<category><![CDATA[Mozilla Corporation]]></category>
		<category><![CDATA[Mozilla Foundation]]></category>
		<category><![CDATA[Virtualizzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;HP propone sui desktop HP Compaq dc7900 un particolare ambiente virtuale dedicato a Firefox e alla navigazione web sicura&#8221; Da qualche mese, gi&#224; ne parlavamo in occasione di un importante evento, HP sta divulgando interessanti informazioni in merito alle tecnologie per la virtualizzazione. Oggi il consolidamento dei server &#232; ormai pratica assodata e sempre pi&#249; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 0pt 0pt 10px; text-align: justify;"><em>&ldquo;HP propone sui desktop  HP Compaq dc7900 un particolare ambiente virtuale dedicato a Firefox e alla navigazione web sicura&rdquo;</p>
<p></em></p>
<p>Da qualche mese, gi&agrave; ne parlavamo in occasione di un importante <a href="http://www.hwupgrade.it/news/software/hp-pc-sicuri-con-la-virtualizzazione_25658.html" target="_blank"> evento</a>, HP sta divulgando interessanti informazioni in merito alle  tecnologie per la virtualizzazione. Oggi il consolidamento dei server &egrave; ormai  pratica assodata e sempre pi&ugrave; spesso si parla di applicazioni virtualizzate e  centralizzate accessibili da singoli client; HP aggiunge a questo scenario  un altro importante tassello: la <strong>virtualizzazione come soluzione per aumentare  la sicurezza.</strong></p>
<p align="center"> <img border="0" src="http://www.hwupgrade.it/immagini/hp_virt_2.jpg" alt="" /></p>
<p>Un progetto sviluppato da <strong>HP in collaborazione con Mozilla Foundation </strong>prevede  la realizzazione di un browser in grado di lavorare in un ambiente virtualizzato,  quindi esponendo il sistema host in modo minimale. Inoltre, qualora dovesse  insorgere qualsiasi problema di sicurezza sar&agrave; molto semplice ripristinare  l&#8217;ambiente virtuale ad una condizione sicura.</p>
<p>Come preannunciato dell&#8217;evento di Berlino, HP intende diffondere queste  soluzioni all&#8217;interno delle aziende. Alcune indagini hanno confermato che i pc  aziendali sono spesso utilizzati anche per operazioni di natura personale:  navigazione web o altri servizi online sono operazioni decisamente comuni oggi e  inibirle potrebbe anche portare a risultati sconvenienti.</p>
<p>Partendo da questo presupposto HP ha lavorato per creare un ambiente  utilizzabile dal dipendente, senza per&ograve; esporre a rischi l&#8217;azienda. In realt&agrave; HP  ha presento a grandi linee un progetto assai pi&ugrave; ampio che va ben oltre la  semplice navigazione web, ma per tali evoluzioni &egrave; necessario attendere ancora  qualche tempo.</p>
<p>A ben guardare HP non propone nulla di concettualmente innovativo: VMware da  tempo distribuisce la browser appliance &#8211; un approfondimento dedicato &egrave;  disponibile <a href="http://www.hwupgrade.it/articoli/software/1469/vmware-player-approccio-semplice-alla-virtualizzazione_4.html" target="_blank"> qui</a> &#8211; usabile in abbinamento a VMware Player, ma  anche altre opzioni sono disponibili da lunga data. Ad <strong>HP va riconosciuto il  merito</strong> di aver portato questo tipo di soluzioni, tipicamente molto di nicchia, a  un livello mainstream e preinstallate sui propri pc dedicato al comparto  aziendale.</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.hwupgrade.it/news/software/sui-pc-hp-firefox-diventa-virtuale_26672.html">Hardware Upgrade</a></em></p>
</div>
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		<title>Incontro a Roma con Aza Raskin</title>
		<link>http://www.blogzilla.info/2008/07/15/incontro-a-roma-con-aza-raskin/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 17:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aza Raskin]]></category>
		<category><![CDATA[Fennec]]></category>
		<category><![CDATA[Firefox Mobile]]></category>
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		<description><![CDATA[Un post davvero diverso dal solito. Venerd&#236; scorsa, alle 10 di sera, abbiamo avuto il piacere di ospitare Aza Raskin dei Mozilla Labs a Roma. Non solo il ragazzo &#232; un tipo fuori dal comune come cervello, ma &#232; anche molto simpatico.Avevamo preparato il locale per accogliere orde di persone, ma visto lo scarso preavviso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un post davvero diverso dal solito.</p>
<p>Venerd&igrave; scorsa, alle 10 di sera, abbiamo avuto il piacere di ospitare <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Aza_Raskin">Aza Raskin</a> dei <a href="http://labs.mozilla.com/">Mozilla Labs</a> a Roma. Non solo il ragazzo &egrave; un tipo fuori dal comune come cervello, ma &egrave; anche molto simpatico.<br />Avevamo preparato il locale per accogliere orde di persone, ma visto lo scarso preavviso e il periodo non proprio felice, alla fine ci siamo ritrovati tutti seduti intorno ad un tavolo, e forse questo non &egrave; stato affatto un male&#8230;<br />A parte la presentazione fatta la mattina davanti a 300 persone, ma di cui non sono riuscito a scucire i dettagli, che Aza ci ha fatto vedere e illustrato nella sua parte pi&ugrave; generale, terminandola con un sunto della <a href="http://azarask.in/blog/post/firefox-mobile-concept-video/">famosa demo</a> sull&#8217;interfaccia di FF mobile ancora in gestazione, il piccolo genio ci ha fatto sbavare in lungo e in largo con delle anticipazioni di ci&ograve; che potrebbe essere il futuro non solo di Firefox ma del web in genere.<br />Una piccola appendice grafica, ma pur sempre emozionante, la trovate con il nome di <a href="http://azarask.in/projects/algorithm-ink">Algorithm Ink</a>.<br />Ma il vero nocciolo della serata &egrave; stata la presentazione, per quanto monca perch&eacute; priva di collegamento ad internet, di <a href="http://wiki.mozilla.org/Labs/Ubiquity">Ubiquity</a>. Leggendo la paginetta wiki, sembra una sciocchezza. Vedendola all&#8217;opera, si rimane semplicemente sconvolti&#8230; Se avete visto <a href="http://humanized.com/enso_demo.php">Enso</a>, sempre partorito dalla mente fenomenale di Aza, provate a unirci insieme Mozilla <a href="http://labs.mozilla.com/projects/weave/">Weave</a>, <a href="http://www.mozilla.org/projects/tamarin/">Tamarin</a> e ad ampliare lo spazio di applicazione di Enso non al desktop, ma all&#8217;intera rete. Ottenete cos&igrave; un Enso all&#8217;ennesima potenza, personalizzabile senza limiti grazie a Tamarin, e che pu&ograve; colloquiare con applicazioni locali, remote o via web, con contenuti web da origini molteplici, e cos&igrave; via, tutto tramite una semplice riga di comando.<br />Un esempio stupido perch&eacute; al momento non me ne viene altro: selezionate del testo o delle immagini sul web, aprite ubiquity e scrivete &quot;scrivi a pippo via yahoo&quot;: voil&agrave;, il testo e le immagini selezionate vengono spedite a pippo tramite la webmail di Yahoo&#8230;<br />Oppure potete scrivere una piccola azione per conto vostro tipo &quot;disturba&quot;: si apre la console con il sorgente e aggiungete la vostra funzione disturba() alla lista dei comandi preimpostati, usando un linguaggio simil JavaScript, con cui poter svolgere montagne di operazioni. Il bello &egrave; che Ubiquity impara ci&ograve; che gli volete far fare e tramite Weave tutto viene salvato sui server centrali di mozilla con una doppia cifratura, in modo che solo e soltanto voi possiate accedere a tutti quei dati e quelle operazioni. Volete condividere la nuova funzione con altri? Semplice, la rendete pubblica! E&#8217; davvero difficile spiegare a parole un qualcosa che va visto con i propri occhi: forse un&#8217;altra similitudine che posso usare sono le pipe Unix per connettere diverse applicazioni insieme e gestire il flusso delle informazioni. Ecco, forse &egrave; questa l&#8217;idea che descrive meglio cosa &egrave; Ubiquity, anche se sembra cos&igrave; poco sbalorditivo se non lo si vede all&#8217;opera.<br />Per darvi un&#8217;altra idea minima circa le possibilit&agrave; dell&#8217;aggeggio diabolico, pensate a ubiquity come all&#8217;attrezzo che vi permetter&agrave; di personalizzare non solo la navigazione dei siti, ma anche la presentazione dei loro contenuti (microsummaries, microformats, ecc.). Le possibilit&agrave; sembrano essere davvero infinite.<br />Oh, dimenticavo, direi che sono gi&agrave; oltre la milestone 2 come segnalato dalla pagina wiki&#8230; <img src='http://www.blogzilla.info/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> <br />Oh, e la cosa funziona gi&agrave; sia in locale su FF3 che in remoto sul sito di ubiquity stesso&#8230;<br />Volete sapere quanto &egrave; grosso ubiquity nella sua versione &quot;base&quot;? Circa un paio di cento righe di codice, comprese righe vuote e righe contenenti le sole parentesi graffe di chiusura delle funzioni&#8230; Pi&ugrave; espressivo di cos&igrave;&#8230;<br />Altri due dettagli interessanti a mio avviso sono la creazione, si spera a breve, di una pagina dei suggerimenti come avviene gi&agrave; con Dell e altri, in modo che tutti possano proporre idee nuove e discutere le idee degli altri, e la speranza di veder presto una maggiore attenzione verso le comunit&agrave; locali che sono il primo serbatoio di idee a disposizione di Mozilla.<br />Insomma, da una parte mi dispiace che il riscontro di pubblico non sia stato all&#8217;altezza, dall&#8217;altra credo sia stata una esperienza entusiasmante!<br />Alla prossima Aza, e grazie! <img src='http://www.blogzilla.info/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> <br /><em><br />Fonte: <a href="http://mondozilla.blogspot.com/2008/07/incontro-roma-con-aza-raskin.html">Mondozilla</a></em></p>
<blockquote><p><strong>N.d.B.:</strong> sul <a href="http://blogs.mozilla-europe.org/?post/2008/07/15/Meeting-in-Rome-with-Aza-Raskin">blog di Mozilla Europe</a> &egrave; possibile trovare la traduzione dello stesso articolo di Giacomo Magnini con incluso il video della presentazione eseguita da Aza.</p></blockquote>
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		<title>Incontro a Roma con Aza Raskin di Mozilla Labs</title>
		<link>http://www.blogzilla.info/2008/07/09/incontro-a-roma-con-aza-raskin-di-mozilla-labs/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 11:07:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aza Raskin]]></category>
		<category><![CDATA[Fennec]]></category>
		<category><![CDATA[Mozilla Corporation]]></category>
		<category><![CDATA[Mozilla Foundation]]></category>
		<category><![CDATA[Mozilla Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mozilla Labs]]></category>

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		<description><![CDATA[Mozilla Italia &#232; lieta di annunciare un incontro con Aza Raskin di Mozilla Labs, dove verranno illustrate alcune novit&#224; riguardo l&#8217;interfaccia grafica di Firefox e soprattutto di Fennec, la versione mobile del noto browser. Avrete la possibilit&#224; di togliervi qualche curiosit&#224; e di fare quattro chiacchiere amichevoli (e magari fare un brindisi) con chi ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: bold;">Mozilla Italia</span> &egrave; lieta di annunciare un incontro con <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Aza_Raskin">Aza Raskin</a> di Mozilla Labs, dove verranno illustrate alcune novit&agrave; riguardo l&#8217;interfaccia grafica di Firefox e soprattutto di Fennec, la versione mobile del noto browser.</p>
<p> Avrete la possibilit&agrave; di togliervi qualche curiosit&agrave; e di fare quattro chiacchiere amichevoli (e magari fare un brindisi) con chi ogni giorno si sforza di darvi un prodotto all&#8217;avanguardia.</p>
<p> QUANDO: venerd&igrave; 11 Luglio 2008, ore 21.30<br /> DOVE: La Cantina &#8211; Music Box, Via Lucrino 28b (via Eritrea/Piazza Santa Emerenziana)<br /> COME: per facilitare l&#8217;organizzazione in cos&igrave; poco tempo, vi preghiamo di inviare una mail di conferma di partecipazione a: <a href="mailto:incontro.aza@gmail.com">incontro.aza@gmail.com</a><br /> QUANTO: ingresso gratuito</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.mozillaitalia.it/legginews.php?id=311">Mozilla Italia</a></em></p>
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		<title>Mozilla, così si misura la sicurezza</title>
		<link>http://www.blogzilla.info/2008/07/09/mozilla-cosi-si-misura-la-sicurezza/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 10:07:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mozilla Corporation]]></category>
		<category><![CDATA[Mozilla Foundation]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Mozilla &#232; allo studio di un nuovo modello per misurare la sicurezza del software. Il modello si baser&#224; su dati statistici riguardanti i bachi presenti nei programmi, la velocit&#224; con cui vengono rilasciate le patch per la correzione delle vulnerabilit&#224;, e il tempo che occorre per distribuire le patch ad una certa percentuale di utenti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mozilla &egrave; allo studio di un <strong>nuovo <a href="http://blog.mozilla.com/security/2008/07/02/mozilla-security-metrics-project/" target="_blank">modello</a> per misurare la sicurezza del software</strong>. Il modello si baser&agrave; su dati statistici riguardanti i bachi presenti nei programmi, la velocit&agrave; con cui vengono rilasciate le patch per la correzione delle vulnerabilit&agrave;, e il tempo che occorre per distribuire le patch ad una certa percentuale di utenti. Le metriche terranno inoltre conto del metodo di sviluppo del software e delle tecniche per rendere tale processo pi&ugrave; orientato alla sicurezza.</p>
<p>Il progetto &egrave; sviluppato principalmente a uso interno e sar&agrave; impiegato sostanzialmente per avere a disposizione una base su cui <strong>misurare in maniera oggettiva la sicurezza del browser Firefox</strong>, prodotto di punta di casa Mozilla. Il modello permetter&agrave; anche di indirizzare meglio le fasi di sviluppo e di test, e misurer&agrave; inoltre l&#8217;esposizione degli utenti Firefox alle vulnerabilit&agrave;.</p>
<p>Per l&#8217;occasione Mozilla ha deciso di lavorare a stretto contatto con <a href="http://securosis.com/2008/07/03/the-mozilla-metrics-project/" target="_blank">Rich Mogull</a>, ricercatore indipendente con diciassette anni di esperienza nel campo della sicurezza, che si &egrave; detto particolarmente entusiasta di partecipare al progetto. La collaborazione &egrave; iniziata gi&agrave; da alcuni mesi e ha prodotto come primo risultato un foglio di calcolo con alcune indicazioni sui dati da misurare. Al momento il contenuto del documento &egrave; abbastanza scarno ma Mozilla conta di raccogliere commenti e di utilizzarlo come base per ulteriori affinamenti.</p>
<p><strong>Il progetto sar&agrave; sviluppato in maniera aperta a collaborazioni esterne e sar&agrave; liberamente utilizzabile anche per altri software</strong>. Window Snyder, capo del reparto sicurezza di Mozilla, spera che anche altre organizzazioni e societ&agrave; possano adattare la metrica alle loro esigenze ed applicarla ai propri prodotti. Snyder indica inoltre tra i fini del progetto lo sviluppo di un modello aperto che possa essere standardizzato ed esteso ad altro software.</p>
<p>Le intenzioni di Mozilla sembrano quindi andare ben oltre il semplice monitoraggio dello sviluppo del proprio browser Firefox, e potrebbero avere ripercussioni anche in ambito mediatico: gi&agrave; in passato infatti la stessa Snyder aveva <a href="http://blog.mozilla.com/security/2007/11/30/critical-vulnerability-in-microsoft-metrics/" target="_blank">puntato il dito</a> contro le <a href="http://www.webnews.it/news/leggi/7277/le-vulnerabilita-di-ie-e-firefox/">statistiche</a> pubblicate da Microsoft che evidenziavano come Internet Explorer fosse il browser pi&ugrave; sicuro, <strong>criticando la metrica usata da Redmond che si basava solo sulle patch rilasciate e non sulle vulnerabilit&agrave; effettive del software</strong> (un software con molte vulnerabilit&agrave; e senza alcuna patch sarebbe risultato estremamente sicuro). Il modello sviluppato da Mozilla dovr&agrave; comunque cercare un ampio consenso per potersi proporre come standard e non essere tacciato a sua volta di tirare l&#8217;acqua al proprio mulino.</p>
<p>Una versione preliminare del lavoro fin qui svolto &egrave; scaricabile sia in formato Microsoft Excel, sia in <a href="http://securosis.com/publications/MozillaProject2.ods" target="_blank">OpenDocument</a>. Un modello simile, dedicato ai sistemi operativi e basato sul tempo di esposizione a vulnerabilit&agrave; in attesa di correzioni, &egrave; stato <a href="http://www.heise-online.co.uk/security/Black-Hat-new-operating-systems-security-metric--/news/110423" target="_blank">presentato</a> alcuni mesi fa alla conferenza mondiale sulla sicurezza Black Hat 2008.</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.webnews.it/news/leggi/8757/mozilla-cosi-si-misura-la-sicurezza/">WebNews</a></em></p>
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