Mozilla Foundation


Invito tutti a leggere e commentare la “lettera aperta” scritta in merito da Mitchell Baker (Presidente Mozilla) e John Lilly (CEO Mozilla) visitando il sito OpenToChoice.org.

Buona lettura! :)

Ballot screenSta assumendo sempre più i toni di una vera e propria sceneggiata la “battaglia” che ormai si protrae da mesi riguardo la complessa questione del garantire parità di accesso a tutti i principali browser sul mercato funzionanti su piattaforma Windows.

La situazione sembrava essere praticamente chiusa quando Microsoft, l’imputata della vicenda, aveva annunciato l’adozione del cosiddetto ballot screen, ovvero uno strumento che dovrebbe presentare, in un’apposita schermata, una panoramica dei vari browser disponibili, con una piccola descrizione per ognuno e tanto di link per consentirne il download.

Diciamo che la questione sembrava risolta anche perché le ultime modifiche avevano convinto pure la Commissione Europea, la quale aveva fortemente fatto pressione su Microsoft negli anni scorsi per porre fine alla presunta posizione dominante atta a favorire il proprio browser, Internet Explorer, rispetto ai concorrenti.

Non sembrano però dello stesso parere le tre concorrenti principali, ovvero Google, Mozilla e Opera, che hanno detto di voler presentare una richiesta affinché la Commissione Europea non dia il via libera all’implementazione del ballot screen così come Microsoft l’ha presentato, giudicando chiaramente inefficace la sua utilità rispetto all’obiettivo di garantire eque condizioni di mercato a tutti i concorrenti.

Così un rappresentante di Opera è intervenuto sulla questione:

Speriamo che la commissione sia aperta a risolvere i problemi. Pensiamo sia molto importante che questo rimedio funzioni. una opportunità unica per garantire che il mercato dei browser funzioni.

I punti richiesti dai tre sono essenzialmente quelli di avere una schermata di scelta del browser assolutamente anonima, senza alcun richiamo, nella grafica così come nei loghi usati, a Microsoft e al proprio programma per la navigazione, oltre all’implementazione di una funzione che disponga i browser nella finestra del ballot screen in maniera casuale ogni volta che viene attivata, evitando quindi favoritismi di tipo “alfabetico” o altri condizionamenti dettati dall’abitudine.

Adesso la decisione, che si annuncia difficile, spetta alla Commissione. Di certo c’è che questa vicenda, partita con le premesse di una giusta domanda di condizioni eque per tutti, sta diventando una vera e propria telenovela con una trama ricca di colpi di scena imprevedibili quanto improbabili e poco credibili.

Google, Mozilla e Opera puntanto spesso, nelle loro dichiarazioni, a far notare come l’utente possa scegliere Internet Explorer anche solo per “abitudine”, un aspetto che secondo loro potrebbe sfavorire la concorrenza, ma che al tempo stesso non sembra possa risolversi con le proposte fin qui fatte.

Se l’utente dovesse infatti scegliere “ad occhio”, che l’icona di Internet Explorer sia la prima o che sia l’ultima, la scelta ricadrà sempre su questa in base al ragionamento di prima, pertanto queste ulteriori polemiche appaiono più pretesti per “allungare” il discorso e tenere alta l’attenzione sui propri prodotti più che richieste veramente sensate.

In fondo, se proprio dà fastidio che un qualche richiamo a Microsoft possa influenzare la scelta, forse il prossimo passo potrebbe essere di creare un ballot screen che presenti tutti i browser tranne Internet Explorer, probabilmente in questo modo la scelta sarebbe, a detta delle “tre sorelle”, la più equa e giusta possibile…

Fonte: OneWindows

Open Web tool Directory

La Mozilla Foundation è da sempre impegnata non solo nello sviluppo di software per il Web ma anche nella standardizzazione, sviluppo, cura e guida di strumenti per il Web. In quest’ottica va letta la nuova iniziativa “Open Web tool Directory” che è stata lanciata proprio in questi giorni.

Open Web tool Directory è un progetto ambizioso che ha come obiettivo quello di mettere ordine tra la miriade di strumenti per il Web diffusi in giro per Internet. Usando un browser moderno con supporto Canvas (Firefox 3.5, Safari 4, Chrome 2, o Opera 9) è possibile accedere all’universo di Open Web tool Directory.

Gli ideatori del progetto hanno voluto realizzare un database dall’interfaccia innovativa. Piuttosto che utilizzare il classico schema che elenca le applicazioni in una tabella di un wiki o di una pagina Web, si è deciso di utilizzare una interfaccia 3D. Ciascun progetto è rappresentato da una icona e viene inserito in una “costellazione virtuale” da navigare. Più è importante, più è noto, più è usato il Web-Tools, tanto più grande risulterà l’icona associata.

L’idea, infatti, non è solo quella di elencare i Web-Tools esistenti, ma è soprattutto quella di indicizzarli alla maniera dei “social network”. Gli sviluppatori, gli utenti possono votare un progetto, lasciare un commento. In pratica far lievitare o sprofondare la quotazione del Web-Tools.

Chi vuole può segnalare il proprio Web-Tools usando l’apposito form preparato dalla Mozilla Foundation e, come per magia, vedrà il proprio lavoro entrare a far parte di questo universo virtuale. A questo punto dovete anche ingegnarvi per diventare degli ottimi astroturfers.

Fonte: OneOpenSource

Grazie ad una intervista esclusiva a Tristan Nitot, Presidente Mozilla Europe, è stato possibile scavare sotto la superficie tecnologica del gruppo per capire qualcosa di più dell’anima non profit e del cuore open source di Firefox.

Tristan Nitot. Sposato, due figli, fondatore e Presidente di Mozilla Europe. La sua è una lunga esperienza nel mondo dei browser: nel Maggio del 1997 è già in Netscape, pochi anni dopo annusa il profumo di Mozilla, dal 2003 ne è alla guida della divisione europea.

Ma Mozilla è un elemento a sé stante nel quadro che analizziamo ogni giorno: ha cuore open source, anima non profit, carattere arrembante e pedigree nobile. Il browser ha spiazzato il mercato riuscendo ove nessun altro era mai riuscito: sfidare Internet Explorer. Il gruppo, per questo motivo, ha solleticato un’idea tale per cui una nuova possibilità potesse esistere, un’alternativa fosse possibile. Oggi Firefox ha cifre in continua crescita mentre Internet Explorer si è ormai adagiato su una nuova dimensione, allontanandosi giorno dopo giorno dalla vecchia posizione di predominio mantenuta per molti anni (gli ultimi dati fotografano un ulteriore -0.7% nel mese di Aprile per IE con parallelo 0.4% per FF).

Tristan Nitot

Ma con la crisi economica che grava sul mercato, e con una crescente concorrenza che mette ulteriore pressione sul mondo dei browser, capire come sta procedendo l’attività di Mozilla significa carpirne l’essenza. Significa arrivare a vederne le fondamenta. Mozilla è una mosca bianca in un mercato tanto caleidoscopico quanto indifferenziato e merita pertanto una analisi a sé. Della tecnologia sappiamo tutto o quasi; Firefox è parte integrante della cultura condivisa; Prism lo abbiamo imparato a conoscere oggi stesso, Fennec lo incontreremo a breve. Grazie all’intervista esclusiva concessaci da Tristan Nitot, Presidente Mozilla Europe, abbiamo pertanto tentato di scavare un po’ sotto la superficie.

E ne è uscita materia di studio del tutto interessante: da Chrome ai rapporti con Google, dalla posizione sulle indagini relative ad Internet Explorer fino alla sostenibilità della dimensione social del Web.

Quando la crisi economica ha iniziato a far pressioni sul mercato, in molti si sono chiesti quale fosse la reale sostenibilità di quelle che sono le aziende che si basano su business meno tradizionali e meno collaudati. Andando al cuore del problema: come sta rispondendo la Mozilla Foundation alle pressioni della crisi economica?
«La maggior parte delle entrate di Mozilla deriva da accordi con motori di ricerca partner. I motori ricevono traffico dal box di ricerca della start page di Firefox (nell’angolo in alto a destra sul browser) e pagano Mozilla per questo. Per questo motivo non siamo così colpiti dalla crisi. Siamo stati una azienda molto parsimoniosa fin dall’inizio, per cui siamo pronti ad affrontare la crisi se dovesse giungere a colpirci»

In passato vi sono state molte speculazioni relativamente alla dipendenza di Mozilla dai capitali provenienti da Google. Oggi il rapporto tra le parti quanto pesa sul computo totale degli introiti del gruppo? «È vero che Google è il nostro partner numero uno in quanto ad entrate, circa l’80%. Una cosa poco risaputa è il fatto che Mozilla mette da parte una significativa quota delle entrate in un “fondo di riserva” tale per cui se uno dei nostri partner dovesse improvvisamente lasciarci, non dovremmo cercare un nuovo partner presi dall’emergenza. Stiamo anche lavorando per diversificare le nostre entrate»

Come interpreta Mozilla l’avvento di Chrome e come può essere il rapporto tra i due browser e le due aziende nei prossimi anni? «Chrome è chiaramente un concorrente, e Google è certamente un gruppo che capisce a fondo il Web, ha ingegneri illuminati, un buon brand e molto denaro. Per questo motivo anche se Chrome non ha una significativa quota di mercato, ha comunque un forte potenziale e può diventare un serio concorrente in futuro. Penso che Chrome abbia l’obiettivo di soppiantare Internet Explorer, perché è pericoloso per Google dipendere dal rivale Microsoft nel mettere a disposizione i propri servizi. Inoltre Internet Explorer, in qualità di browser, è in ritardo dal punto di vista delle funzionalità e ciò limita la capacità di Google di innovare e mettere a disposizione nuovi servizi. Dall’altra parte Firefox è innovativo e veloce, e non appartiene a Microsoft. Per Google è Internet Explorer il target, non Firefox»

Tutti contro Internet Explorer: la denuncia di Opera presso la Commissione Europea è destinata a far discutere ancora per molto tempo. Se l’UE accordasse le tesi dell’accusa, quale potrebbe il nuovo quadro della situazione? «È una discussione molto complessa da affrontare. Come tutti sappiamo, Microsoft è colpevole per aver violato la legge antitrust statunitense, e ha abusato del proprio potere monopolistico con Windows estendendolo ai browser, il che è illegale. Per questo motivo il mercato è fortemente corrotto. Ora, il problema è che i regolamenti per la tecnologia sono molto complessi da formulare. In certi casi non sono utili, mentre in altri vanno a peggiorare i problemi stessi che tentano di risolvere. Mitchell Baker sta discutendo tutte queste cose sul proprio blog. È possibile leggere una serie di suoi post correlati qui»

Mozilla sta per approdare sul mobile. In un’ottica di lungo periodo quale potrebbe essere il comparto maggiormente remunerativo: desktop o mobilità?
«È difficile da dire, e Mozilla non approccia le cose in questo modo. Siamo una organizzazione non-profit, perciò non perseguiamo la massimizzazione dei profitti. La ragione per cui vogliamo costruire un browser per il mobile è nel fatto che il mobile è veramente importante e sempre più persone useranno il Web dai loro telefoni (o Mobile Internet Device), perciò se Mozilla vuole rimanere rilevante ovunque e spingere la propria missione in linea con il Manifesto Mozilla, abbiamo bisogno di essere importanti anche nel Mobile. Questo è il motivo per cui lavoriamo duro sul nostro browser mobile, nome in codice Fennec. Dovremmo vederne presto una versione per Nokia N810 (che gira su Linux), quindi una versione per Windows Mobile, quindi Symbian»

Second Life. Facebook. YouTube. Tutti grandi progetti, tutti con i conti in rosso. La parte “social” della Rete, insomma, ancora non ha dimostrato di essere matura. In cosa si differenzia un progetto come Mozilla?
«Mozilla è molto differente in almeno tre cose:

  1. Come dicevo prima, siamo una organizzazione non profit. Abbiamo bisogno di far soldi per operare, ma non è il nostro obiettivo. I servizi menzionati sono compagnie “for profit”. Non sto dicendo che siamo migliori di queste, ma che siamo molto differenti, tanto negli obiettivi quanto nel modo di operare;
  2. Abbiamo già raggiunto la sostenibilità molti anni fa e sicuramente i piani sono di rimanere sostenibili;
  3. Un’altra cosa è che siamo Open Source. Ciò che facciamo è pubblico, trasparente, basato sulla community e riusabile da altri. Se vuoi costruire un rivale di Firefox, puoi scaricare il nostro codice sorgente, trovare un nuovo nome per esso (non potrai chiamare il tuo browser “Firefox”) e sei a posto. Non puoi invece fare questa cosa con Second Life, Facebook o YouTube…»

Se Tristan Nitot fosse costretto ad affiancare sul proprio desktop un secondo browser al Firefox d’ordinanza, quale sceglierebbe e perché?
«Questa è una domanda veramente interessante. Amo la capacità di Firefox di essere personalizzabile tramite add-on (estensioni e temi), e sono sicuro che avrei tempi difficili se dovessi usare altri browser. Mi piace provare le nuove estensioni e rimango affascinato dall’innovazione che permettono. Poiché è facile creare estensioni, le persone con idee interessanti se ne escono con prototipi veramente “cool” di idee pazze. Penso userei Seamonkey, perché ha le estensioni, o Camino su Mac. Sono entrambi basati su Firefox. Se usi Windows Chrome è niente male, mentre se hai un Mac Safari è carino (non mi piace su Windows però). Ho usato a volte anche Opera, che gira su tutte e tre le piattaforme»

Fonte: WebNews

Mozilla Foundation

Il portale di supporto fornito da Mozilla per i suoi prodotti si amplia e si evolve alla versione 1.0: SUMO, alla base di tale strumento di aiuto, è arrivato finalmente in cifra tonda, e gli sviluppatori si preparano già per iniziare i lavori di miglioramento in vista delle future versioni.

SUMO è uno dei diversi progetti realizzati da Mozilla per rendere più efficiente ed efficace il supporto fornito agli utenti, e in tal senso bisogna ammettere che il rilascio di SUMO 1.0 è riuscito a cogliere l’obiettivo prefissato.

Questa versione permette sia ai collaboratori di svolgere in maniera migliore il proprio lavoro, fornendo versioni localizzate in tantissime lingue della documentazione e delle pagine di help, sia agli utenti di reperire informazioni in maniera rapida e semplice all’interno di un vasto catalogo di articoli.

Molto interessante è anche il progetto Live Chat, che permette di ricevere supporto in tempo reale dai volontari o dallo staff Mozilla. Altre informazioni riguardanti SUMO sono reperibili tramite il blog ufficiale, mentre la RoadMap per la versione 2.0 è già pronta per essere seguita.

Fonte: OneOpensource

Mozilla Foundation e Khronos Group hanno deciso di collaborare allo sviluppo di applicazioni Web 3D. Khronos Group, ovvero il consorzio che si occupa anche di standardizzare parte delle OpenGL, ha in realtà esteso l’invito anche a tutte le aziende e le comunità Open Source che intendono sviluppare un sistema royalty-free per la modellazione di contenuti 3D integrati nel contesto Web.

Leggendo l’articolo apparso su Ars Technica si apprende che Mozilla e Khronos uniranno i loro sforzi per rendere accessibile la tecnologia OpenGL all’interno delle pagine Web utilizzando per l’appunto Javascript.

Di recente un po’ tutti browser, sia quelli proprietari che quelli Open Source, stanno puntando a migliorare le prestazioni dell’Engine Javascript. Questa “evoluzione tecnologica” si rende necessaria a causa della aumentata complessità delle applicazioni Web 2.0. La disponibilità di un sistema Javascript molto più veloce può esser visto come il punto di partenza per lavorare all’integrazione di contenuti Web 3D. Bisogna, a questo punto definire le modalità operative.

Mozilla Foundation in realtà sembra già aver iniziato a muovere le prime pedine con Canvas 3D il progetto di Vladimir Vukićević, uno sviluppatore del gruppo Mozilla. Utilizzando un “HTML5 Canvas context” Vladimir è riuscito a sviluppare una prima estensione Javascript in grado di “esporre” le API OpenGL ES all’interno di una pagina Web. Come fa notare lo stesso sviluppatore sul proprio blog personale c’è ancora molto lavoro da fare, ma si è comunque tracciato il percorso da seguire.

Ad oggi non è ancora stata definita una milestone temporale che indica il quando e il come inizieranno a comparire le prime applicazioni Web 3D. Mozilla, dal canto suo, ha solo annunciato che nella versione di Firefox successiva alla 3.5 saranno presenti esplicite estensioni per lo sviluppo e integrazione di applicazioni 3D. A questo bisogna aggiungere anche il fatto che gli attuali chipset utilizzati nelle piattaforme mobile (MID, netbook, smartphone) iniziano a supportare la tecnologia OpenGL. Quindi, la realizzazione di sistemi Web 3D sembra tecnicamente a “portata di mano”.

Nel frattempo anche Google ha salutato positivamente l’accordo tra Mozilla e Khronos per la creazione di API aperte per la grafica 3D.

Fonte: OneOpensource

Pagina successiva »