Mozilla annuncia i Developer Tools Labs

Le fila dei collaboratori Mozilla si arricchisce di due nuovi importanti elementi: si tratta di Dion Almaer e Ben Galbraith, fondatori di Ajaxian, considerati dei veri e propri guru nel mondo delle applicazioni Web, e che con la loro esperienza apporteranno sicuramente un contributo positivo allo sviluppo del software Mozilla.

Il loro inserimento, in particolare, va letto alla luce dell’annuncio di un nuovo team, il Developer Tools Labs, di cui Almaer e Galbraith saranno i coordinatori.

Gli sforzi di questo nuovo gruppo saranno principalmente concentrati sulla ricerca e la realizzazione di strumenti per sviluppatori Web, con l’intento di rendere più semplice la creazione di applicazioni Web conformi agli standard aperti in vigore.

Dion Almaer, che per entrare in questo team ha abbandonato un importante posto che occupava in Google, ha espresso tutto il suo entusiasmo per questo progetto sul suo blog:

To say that I am excited is a huge understatement. Ben and I have been talking about developer tools from the first day that we met on the No Fluff tour. For a very brief period I consulted together with him, and got to start on a vision for a productive Java stack. When consulting, I always saw huge productivity problems, and wanted to think of ways to solve them. Tools are one way to go, and the developer tools group at Mozilla is going to be different.

Insomma, i presupposti per far sì che questo progetto decolli e possa contribuire in maniera decisa e positiva al mondo delle applicazioni Web ci sono. Non ci resta altro da fare che attendere i primi sviluppi, e avere fiducia in Mozilla.

Fonte: OneOpenSource

  • Digg
  • Del.icio.us
  • StumbleUpon
  • Reddit
  • Twitter
  • RSS
Comments

Impact Mozilla: scaricateci, ma non scaricateci!

Scaricateci, ma non scaricateci. Ovvero, fate il download, ma poi non abbandonateci. Insomma: ma si può sapere cosa c’è che non vi piace in Firefox?

Mozilla ha un grosso problema: nonostante possa sbandierare con orgoglio continui record sul numero di download registrati, poi però non riesce a trattenere l’utenza attirata. Ogni 4 download, infatti, si trattiene un utente solo, mentre gli altri 3 tornano alle proprie abitudini di navigazione precedenti.

Poco tempo fa definimmo questa tendenza come “inerzia“. Chi ha idea di come combatterla ora può suggerire la cosa a Mozilla, partecipando al contest Impact Mozilla:

Introduciamo un nuovo progetto di marketing opensource – un contest che vi darà la possibilità di mettere la vostra firma su Firefox. Stiamo cercando strade alternative per assicurarci che la gente che scarica Firefox diventi utenza abituale. Interessa?

Mozilla mette a disposizione 3000 dollari per chi saprà fornire il lampo di genio per convincere gli utenti a rimanere con Firefox. Deadline per le proposte: 24 ottobre. Il 19 dicembre sarà proclamato il vincitore, il quale potrà così firmare il proprio assegno da 3000 dollari… ed un passo importante nella storia di Firefox.

Fonte: WebNews blog

  • Digg
  • Del.icio.us
  • StumbleUpon
  • Reddit
  • Twitter
  • RSS
Comments

Mozilla: ecco la guida all’uso del logo di Firefox

Regole chiare ed inequivocabili per chi vuole promuovere o parlare del browser aperto e sicuro: perché la riconquista del web passa anche attraverso un’attenta gestione dell’immagine.

Marchio e logotipo di Firefox sono disponibili ed aperti all’impiego da parte della comunità online ma solo a patto di venire usati con responsabilità. È così che si accolgono i visitatori di una nuova sezione del sito Mozilla comparsa qualche giorno fa e dedicata a fornire indicazioni chiare e precise su quando e come usare il logo e il nome di Firefox.

Il successo del browser open source del resto è anche merito di una notevole attenzione all’immagine ed è incontestabile che il logo di Firefox sia ormai “uno dei marchi più noti nel settore informatico” oltre che “simbolo della fondazione”. È perciò comprensibile la crescente attenzione di Mozilla all’uso della sua iconografia, attenzione emersa chiaramente già alcuni mesi fa nel concorso per creare la t-shirt ufficiale di Firefox 3. Ora regole, restrizioni e linee guida sono ulteriormente evidenziate e esposte con un livello di dettagli impressionante, al livello di aziende commerciali quali Adobe o Apple.

Nel nuovo sito si trovano diverse sezioni di cui una è intitolata in maniera eloquente “stop alla crudeltà contro il logo” e contiene ben dodici esempi di modifiche, manipolazioni e riproduzioni non consentite della volpe di fuoco. In altre pagine troviamo informazioni sull’impiego di immagini e scritte, dimensioni minime e disposizione e ancora gli elementi stilistici da seguire con le specifiche sui colori e caratteri. Troviamo poi tutta la parte legale (con coordinate per gli approfondimenti su licenze e policy) e una pagina con i file grafici ufficiali da scaricare ed usare, tutti nel formato -aperto- Png.

Fonte: MyTech.it

  • Digg
  • Del.icio.us
  • StumbleUpon
  • Reddit
  • Twitter
  • RSS
Comments

Sui PC HP Firefox diventa virtuale

“HP propone sui desktop HP Compaq dc7900 un particolare ambiente virtuale dedicato a Firefox e alla navigazione web sicura”

Da qualche mese, già ne parlavamo in occasione di un importante evento, HP sta divulgando interessanti informazioni in merito alle tecnologie per la virtualizzazione. Oggi il consolidamento dei server è ormai pratica assodata e sempre più spesso si parla di applicazioni virtualizzate e centralizzate accessibili da singoli client; HP aggiunge a questo scenario un altro importante tassello: la virtualizzazione come soluzione per aumentare la sicurezza.

Un progetto sviluppato da HP in collaborazione con Mozilla Foundation prevede la realizzazione di un browser in grado di lavorare in un ambiente virtualizzato, quindi esponendo il sistema host in modo minimale. Inoltre, qualora dovesse insorgere qualsiasi problema di sicurezza sarà molto semplice ripristinare l’ambiente virtuale ad una condizione sicura.

Come preannunciato dell’evento di Berlino, HP intende diffondere queste soluzioni all’interno delle aziende. Alcune indagini hanno confermato che i pc aziendali sono spesso utilizzati anche per operazioni di natura personale: navigazione web o altri servizi online sono operazioni decisamente comuni oggi e inibirle potrebbe anche portare a risultati sconvenienti.

Partendo da questo presupposto HP ha lavorato per creare un ambiente utilizzabile dal dipendente, senza però esporre a rischi l’azienda. In realtà HP ha presento a grandi linee un progetto assai più ampio che va ben oltre la semplice navigazione web, ma per tali evoluzioni è necessario attendere ancora qualche tempo.

A ben guardare HP non propone nulla di concettualmente innovativo: VMware da tempo distribuisce la browser appliance – un approfondimento dedicato è disponibile qui – usabile in abbinamento a VMware Player, ma anche altre opzioni sono disponibili da lunga data. Ad HP va riconosciuto il merito di aver portato questo tipo di soluzioni, tipicamente molto di nicchia, a un livello mainstream e preinstallate sui propri pc dedicato al comparto aziendale.

Fonte: Hardware Upgrade

  • Digg
  • Del.icio.us
  • StumbleUpon
  • Reddit
  • Twitter
  • RSS
Comments

Mozilla: gli obiettivi per il futuro

Promozione, sviluppo e spinta sul versante cellulari online ma anche una maggiore presa di coscienza sul potenziale della Rete e dei suoi utenti.

È un piano biennale che punta su quattro punti da raggiungere entro il 2010 quello delineato da Mitchell Baker, la combattiva direttrice della Mozilla Foundation. Presentato originariamente al Firefox Summit, il piano è riassumibile nel voler promuovere e far progredire l’universo Mozilla ed al contempo Internet stessa, spingendola sempre più verso la “visione di un posto aperto, decentralizzato e basato sulla partecipazione”.

Il primo punto è quello di rafforzare il ruolo di Mozilla come centro e stimolo della Rete: sostenere progetti e innovazioni ma anche le comunità, il web aperto e sociale e la portabilità nella vita online.
Al centro del punto due ci sono infatti proprio i dati e l’aiutare le persone a esercitare i diritti alla privacy coniugandoli al contempo con la condividivisione pubblica ed anonima delle informazioni utili raccolte.
Il più concreto è il terzo punto che verte sul settore cellulare e sulla necessità di rendere i telefonini che vanno su Internet veramente parte del web, anche tramite lo sviluppo di nuovo software nello specifico di un prodotto targato Moziila da lanciare al più presto sul mercato. Per fortuna -aggiungiamo noi- su questo versante ci sono buone notizie con progressi nel porting per processori Arm (usati da molti smartphone e palmari) di Tracemonkey, il motore Javascript di nuova generazione di Mozilla. Se ne sta occupando lo sviluppatore Vladimir Vukicevic e il suo operato sarà incluso nella prossima e attesa versione alpha di Fennec, il Firefox per cellulari.

Il quarto ed ultimo punto è smaccatamente promozionale. Secondo la Baker bisogna continuare ad accrescere la visibilità, popolarità e percentuali di mercato di Firefox, attualmente ai massimi storici grazie al Download Day.

I vari punti, e in generale tutto il piano e gli obiettivi sono disponibili anche sotto forma di wiki, aperto a discussioni e integrazioni.

Fonte: MyTech.it

  • Digg
  • Del.icio.us
  • StumbleUpon
  • Reddit
  • Twitter
  • RSS
Comments

Mozilla depenna l’EULA di Firefox

Con una mossa pensata per placare gli animi dei sostenitori di Ubuntu, negli scorsi giorni il CEO di Mozilla, Mitchell Backer, ha deciso di cancellare la nuova EULA (End User License Agreement) di Firefox e di eliminare l’obbligo, per le distribuzioni Linux come Ubuntu, di visualizzare il testo della licenza al primo avvio del browser.

Di fatto, dunque, Backer ha ritrattato tutte le novità all’EULA di Firefox che avrebbero dovuto accompagnare l’imminente versione 3.0.2. Quelle stesse novità che, all’inizio della settimana, hanno scatenato una forte ostilità da parte della comunità di Ubuntu: tanto che Mark Shuttleworth, fondatore di Ubuntu, è dovuto intervenire in veste di paciere e promettere l’avvio di una discussione con Mozilla per risolvere la questione.

Nel proprio blog, Backer afferma di comprendere "che qualsiasi tipo di EULA è fastidiosa, persino quando il contenuto è basato su codice FLOSS". Il boss di Mozilla sostiene che quella inclusa di recente in Firefox non era una vera e propria EULA, ma un semplice avviso con cui la propria società voleva informare gli utenti sul tipo di licenza che accompagna Firefox e sui servizi che questo integra.

Da un lato Backer ha acconsentito ad eliminare l’EULA – pardon, l’"avviso" – dall’altro ritiene però che ci sia ancora la necessità di informare gli utenti sulla natura e i contenuti di Firefox, nonché sul fatto che il nome e il logo del browser sono un marchio registrato di Mozilla.

Su quest’ultimo punto si era già scontrata Debian, che per aggirare le imposizioni di Mozilla ha sfornato una versione di Firefox con un logo e un nome – IceWeasel – differenti. Questo è stato fatto anche per Thunderbird, SeaMonkey e Calendar, diventati rispettivamente IceDove, IceApe e IceOwl.

Fonte: Punto Informatico

  • Digg
  • Del.icio.us
  • StumbleUpon
  • Reddit
  • Twitter
  • RSS
Comments