Mozilla Corporation


Sin dalla presentazione di Chrome analisti e utenti avevano cominciato ad interrogarsi sul futuro della collaborazione tra Google e Mozilla: è infatti risaputo che buona parte degli introiti di quest’ultima arrivano direttamente da Mountain View, che ricompensa la Corporation per la scelta di Google come motore di ricerca predefinito.

Per ogni ricerca effettuata con Google attraverso Firefox, Mozilla riceve un compenso dal gigante dei motori di ricerca, che moltiplicato per il numero di utenti del panda rosso rende immediatamente chiaro quanti interessi ci siano in ballo; nel 2007 Mozilla ha ottenuto da Google ben 75 milioni di dollari, pari all’88% del suo fatturato totale.

Molti sostengono che difficilmente il gigante dei motori di ricerca porrà fine all’accordo con Mozilla sia perché Chrome possiede una piccolissima fetta di mercato (~1% contro il ~22% di Firefox) sia perché un concorrente (come Yahoo) potrebbe prendere il posto di Google e arrecare un danno economico ben più grande.

Mozilla è comunque alla ricerca di possibili alternative a Google e, stando a quanto riferito da Mitchell Baker, un’azienda avrebbe addirittura offerto un assegno in bianco per prendere il posto del noto motore di ricerca; Baker non ha voluto comunicare il nome di tale azienda ma ha negato che si tratti di Microsoft (che potrebbe sponsorizzare il suo Live Search), accennando al fatto che anche motori di ricerca “minori” potrebbero essere interessati alla posizione, visto l’enorme traffico generato dalle ricerche effettuate attraverso Firefox.

E voi, utenti di Firefox, accettereste di buon grado il passaggio ad un altro motore di ricerca?

Fonte: OneOpensource

Quelli di Mozilla si sono messi in testa di conoscere meglio i loro utenti. Nasce in quest’ottica Test Pilot, un’idea più che un progetto, con cui la mamma di Firefox & C. vorrebbe raccogliere in maniera sistematica i feedback degli utenti, compresi quelli involontari che derivano dal comportamento del navigatore (quante schede aperte in media, utilizzo della barra di ricerca e così via). Come realizzare tutto questo? Ovviamente con un’estensione, che secondo le intenzioni dovrebbe riuscire a ingolosire almeno l’1% degli utenti.

La Mascotte di Test Pilot

Va da sé che la cosa ha delle implicazioni importanti, soprattutto sulla privacy. È per questo che Mozilla pensa che Test Pilot non debba raccogliere alcun dato personale: al primo avvio l’estensione dovrà chiedere all’utente solo dati impersonali, come il livello di esperienza col computer e la lingua parlata. Anche in seguito tutti i dati saranno raccolti anonimamente, in maniera non molto dissimile alle classiche statistiche di utilizzo che molti software già raccolgono.

Rispetto alle attuali soluzioni, Test Pilot cercherà di andare oltre. Mozilla prevede che possa essere utilizzato per proporre diversi esperimenti, ognuno con un prelievo più o meno approfondito di informazioni (tutto sempre e solo in forma anonima, poiché «la privacy è considerata sacra») a cui l’utente potrà scegliere se e come partecipare.

A differenziarsi dal resto della massa sarà anche il trattamento e la disponibilità dei dati raccolti: le statistiche saranno infatti accessibili a tutti e pubblicate online, ovviamente in un formato aperto. Aperto sarà anche il codice dell’estensione, una scelta ovvia per Mozilla, ma altrettanto significativa per l’utente che potrà controllare esattamente come viene spiato e dove finiscono le informazioni raccolte. Ovvero: spia sì, agente segreto no.

Una miniera di buoni propositi per Mozilla, per l’utente e addirittura per le altre aziende. Una miniera che però bisogna ancora cominciare a scavare: nulla è stato definito e tutto resta al livello di visione. Mozilla però ci crede, tanto che in barba a qualunque crisi si è messa addirittura in testa di voler assumere qualcuno che ci lavori a tempo pieno.

Fonte: blog.webnews.it

In una recente intervista, il CEO di Mozilla ha confidato come i rapporti tra la sua società e Google si siano in parte complicati dopo l’arrivo di Chrome. Il nuovo soggetto nella guerra dei browser potrebbe cambiare presto gli equilibri.

Da quando c’è Chrome i nostri rapporti con Google si sono complicati. Potrebbe essere riassunto così il pensiero di John Lilly, il CEO di Mozilla, impegnato a contenere la politica progressivamente più aggressiva di Mountain View nel comparto dei browser. La fine della fase beta, la pubblicità dell’applicativo all’interno di portali importanti come YouTube e la possibilità di stringere accordi esclusivi con gli OEM potrebbero consentire a Chrome di affermarsi più rapidamente sul mercato, sottraendo utenti al fortunato Firefox di Mozilla.

«Abbiamo un rapporto buono e ragionevole, ma mentirei se non dicessi che negli ultimi tempi le cose sono più complicate di quanto non lo fossero un tempo» ha dichiarato con schiettezza John Lilly al sito di informazione online Computerworld. Che i rapporti fossero destinati a deteriorarsi almeno in parte era, del resto, evidente già a pochi giorni di distanza dal rilascio della prima versione beta di Chrome. L’ingresso di Google nel comparto dei browser era destinato a rendere più labile la stretta partnership con Mozilla, che basava sugli accordi per le ricerche e la presenza nel Google Pack la propria forza. Mentre il patto sulle ricerche rimane in vita, Mountain View ha deciso recentemente di sostituire Firefox con Chrome nel pacchetto di software consigliati per i suoi utenti, una decisione che potrebbe avere conseguenze importanti per il livello di download dell’applicativo di Mozilla.

Il CEO ha poi ricordato come gli accordi stipulati pochi mesi fa con Google rientrino in un periodo di tempo determinato, ma non potranno certo essere eterni: «Il nostro obiettivo è di essere protagonisti del Web per 50 o anche 100 anni, e non puoi dipendere sulla società di nessuno [per così tanto tempo, ndr]. Il nostro accordo triennale è il più lungo mai stipulato fino ad ora. Si tratta di un orizzonte a lungo termine, dunque non dobbiamo fare nulla nell’immediato, ma nei prossimi tre anni potremo continuare a sviluppare nuovi prodotti e creare nuovi flussi di guadagno».

Nel corso dell’intervista, John Lilly ha inoltre esternato le proprie preoccupazioni per le recenti dichiarazioni di Dean Hachamovitch, general manager di Internet Explorer, che ha sostanzialmente bollato come inutile la gara tra i browser per rendere sempre più veloci le performance di rendering per JavaScript. «HTML e JavaScript sono i linguaggi del Web. E ciò che potrebbe accadere se i moderni browser come Firefox e Chrome fuggissero da Internet Explorer non sarebbe molto salutare. Il 69% degli utenti utilizza ancora IE, e se JavaScript su IE continuasse a essere da tre a quattro volte più lento [rispetto agli altri browser, ndr], gli sviluppatori potrebbero pensarci due volte prima di portare JavaScript verso nuovi limiti».

Lo scenario che si prospetta per Firefox per il 2009 sembra essere denso di sfide e opportunità. Il browser di Mozilla dovrà difendersi dall’arrivo del nuovo Internet Explorer e, allo stesso tempo, si troverà nella necessità di arginare la crescita di Chrome, ora fuori dalla sua fase beta e destinato a maturare in fretta. John Lilly appare comunque ottimista: «A questo punto, un utente su cinque di Internet usa Firefox. Si tratta di un dato molto buono e ne andiamo fieri. Quando abbiamo lanciato Firefox 1.0, sembrava impossibile che potessimo raggiungere il 20% del mercato».

Fonte: business.webnews.it

Arrivano le prime opinioni e immagini sui test effettuati dagli utenti sulla Alpha 1 di Fennec il futuro Firefox Mobile sviluppato dalla Mozilla Foundation.

I laboratori della Mozilla Foundation sono ora mai al lavoro da diverso tempo sul futuro browser mobile Fennec; finalmente possiamo saggiarne le prime funzionalità.

Purtroppo però Fennec è ancora in fase di pre-sviluppo, ciò significa che i problemi di compatibilità saranno tante inoltre è installabile solamente sul dispositivo Nokia N810.

Fennec, "Mobile" Firefox

Fennec,

Mozilla ha però avuto la bella idea di creare versioni di testing compatibilità anche con i maggiori sistemi operativi, Windows-MacOSX-Linux, questo per dare la possibilità a tutti di testare il software e di rilasciare il proprio commento.

Il download della prima alpha di Fennec potete effettuarlo alla pagina ufficiale di Fennec sul sito della Mozilla Foundation.

È giusto ricordare che questa versione di Fennec è in fase di pre-sviluppo, per tanto potrebbe avere problemi di incompatibilità, bug e altri errori di programmazione. Chi è interessatto a testare questa versione alpha e vuole condividere le sue opinioni può farlo nel Newsgroup dedicato, oppure se trovasse qualche bug può segnalarlo su BugZilla.

Voci di corridoio pongono l’uscita ufficiale di Fennec nel 2010 ed entro la fine di quest’anno i laboratori Mozilla dovrebbero rilasciare una prima beta anche compatibile con la piattaforma Windows Mobile.

Al momento però non si hanno ulteriori notizie su quale sia il futuro di questa applicazione per la piattaforma Symbian.

Il download per piattaforme non mobili può avvenire tramite la pagina ufficiale, quella per Windows XP o Vista pesa all’incirca 8,8 MB e non necessita di installazione in quanto l’applicazione viene eseguita live.

IMMAGINI E DETTAGLI:

Come potete vedere dall’immagine la prima impressione che Fennec da di se stesso è quella di un software ben curato e preciso.

Anteprima Fennec

Anteprima Fennec

L’utilizzo di Fennec risulta intuitivo, anche se solo in lingua inglese. Per poter iniziare a navigare sul web vi basta cliccare sulla scritta “Welcome to Fennec” ed inserire l’indirizzo web. Il browser elaborerà la pagina e ve la mostrerà.

In alternativa potete scorrere lateralmente, come indicato dalle freccie, per accedere alle opzioni.

Molte sono le cose ancora da migliorare, per esempio sembra che non sia possibile capire quando una parola o frase è un link dato che l’icona non cambia.

Navigazione web con Fennec

Navigazione web con Fennec

Da notare le novità introdotte, cioè la gestione dei segnalibri, tramite il pulsante in alto a destra e la tecnologia di ricerca intelligente dei dati tra la cronologia e i segnalibri; un po’ come avviene per Firefox.

Si può notare anche elevati controlli dei certificati di sicurezza, cliccando sul logo del sito web visitato è possibile analizzare il certificato. Lo scorrimento della pagina (almeno per la versione adattata a Windows) avviene tenendo premuto il pulsante del mouse muovendolo poi in basso o in alto. Mentre per accedere ai menù basta cliccare e spostarsi o a destra o a sinistra.

Come sempre c’è qualcosa in queste anteprime che non funziona, prima di tutto se clicchiamo ai collegamenti veloci (compaiono quando digitiamo qualcosa nella barra degli URL) per accedere a Google verrà ricercato nel noto motore di ricerca quello che rimane nella barra degli indirizzi, provocando non pochi disguidi (vedi immagine a seguito).

Piccoli problemi con Fennec

Piccoli problemi con Fennec

Introdotto anche un sistema di gestione degli add-ons e dei temi, proprio come Firefox.

Gestione Add-ons con Fennec

Gestione Add-ons con Fennec

Nel lato sinistro dello schermo invece abbiamo la gestione della navigazione per schede, come potete vedere dall’immagine ci viene presentata una piccola anteprima della tab aperta prima di visualizarla.

Gestione Schede con Fennec

Gestione Schede con Fennec

Fonte: Orebla.it

I più curiosi possono finalmente provare Fennec, un browser mobile basato su Firefox di cui Mozilla ha appena rilasciato una prima alpha pubblica. Tale release è al momento disponibile esclusivamente per gli Internet Tablet N810 e N880 di Nokia, ma chi non possiede tali device non deve disperarsi: è possibile scaricare una versione del brower capace di girare sui principali sistemi operativi desktop (Windows, Linux e Mac OS X).

Gli sviluppatori avvertono che il software è ancora immaturo, e che molte funzionalità ancora mancano: tra queste il supporto a Flash. Di recente Mitchell Baker, chairman della Mozilla Foundation, ha dichiarato che il rilascio della versione 1.0 di Fennec dovrebbe avvenire non prima del 2010.

Entro la fine dell’anno Mozilla dovrebbe rilasciare una release preliminare di Fennec anche per la piattaforma Windows Mobile, mentre al momento non si hanno notizie circa un’eventuale versione Symbian.

Le note di rilascio dell’attuale beta sono state pubblicate qui, ed elencano le novità di questa versione: tra queste il supporto a bookmark e tag, una barra degli URL intelligente in stile "awesome bar" di Firefox, anteprima dei tab aperti, ricerca web integrata, zoom, password manager, popub blocker, modalità di navigazione sicura ecc.

Una prima recensione di Fennec Alpha 1 è stata pubblicata da Mashable, mentre qui è possibile leggere un approfondimento sul nuovo browser apparso su queste stesse pagine.

Fonte: Punto Informatico

Nota del blogger: sostituito il termine "beta" dell’articolo originale con il più corretto "alpha", come da documentazione Mozilla.

Le fila dei collaboratori Mozilla si arricchisce di due nuovi importanti elementi: si tratta di Dion Almaer e Ben Galbraith, fondatori di Ajaxian, considerati dei veri e propri guru nel mondo delle applicazioni Web, e che con la loro esperienza apporteranno sicuramente un contributo positivo allo sviluppo del software Mozilla.

Il loro inserimento, in particolare, va letto alla luce dell’annuncio di un nuovo team, il Developer Tools Labs, di cui Almaer e Galbraith saranno i coordinatori.

Gli sforzi di questo nuovo gruppo saranno principalmente concentrati sulla ricerca e la realizzazione di strumenti per sviluppatori Web, con l’intento di rendere più semplice la creazione di applicazioni Web conformi agli standard aperti in vigore.

Dion Almaer, che per entrare in questo team ha abbandonato un importante posto che occupava in Google, ha espresso tutto il suo entusiasmo per questo progetto sul suo blog:

To say that I am excited is a huge understatement. Ben and I have been talking about developer tools from the first day that we met on the No Fluff tour. For a very brief period I consulted together with him, and got to start on a vision for a productive Java stack. When consulting, I always saw huge productivity problems, and wanted to think of ways to solve them. Tools are one way to go, and the developer tools group at Mozilla is going to be different.

Insomma, i presupposti per far sì che questo progetto decolli e possa contribuire in maniera decisa e positiva al mondo delle applicazioni Web ci sono. Non ci resta altro da fare che attendere i primi sviluppi, e avere fiducia in Mozilla.

Fonte: OneOpenSource

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