La scelta del browser conta!
Invito tutti a leggere e commentare la “lettera aperta” scritta in merito da Mitchell Baker (Presidente Mozilla) e John Lilly (CEO Mozilla) visitando il sito OpenToChoice.org.
Buona lettura!
Invito tutti a leggere e commentare la “lettera aperta” scritta in merito da Mitchell Baker (Presidente Mozilla) e John Lilly (CEO Mozilla) visitando il sito OpenToChoice.org.
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In una recente intervista, il CEO di Mozilla ha confidato come i rapporti tra la sua società e Google si siano in parte complicati dopo l’arrivo di Chrome. Il nuovo soggetto nella guerra dei browser potrebbe cambiare presto gli equilibri.
Da quando c’è Chrome i nostri rapporti con Google si sono complicati. Potrebbe essere riassunto così il pensiero di John Lilly, il CEO di Mozilla, impegnato a contenere la politica progressivamente più aggressiva di Mountain View nel comparto dei browser. La fine della fase beta, la pubblicità dell’applicativo all’interno di portali importanti come YouTube e la possibilità di stringere accordi esclusivi con gli OEM potrebbero consentire a Chrome di affermarsi più rapidamente sul mercato, sottraendo utenti al fortunato Firefox di Mozilla.
«Abbiamo un rapporto buono e ragionevole, ma mentirei se non dicessi che negli ultimi tempi le cose sono più complicate di quanto non lo fossero un tempo» ha dichiarato con schiettezza John Lilly al sito di informazione online Computerworld. Che i rapporti fossero destinati a deteriorarsi almeno in parte era, del resto, evidente già a pochi giorni di distanza dal rilascio della prima versione beta di Chrome. L’ingresso di Google nel comparto dei browser era destinato a rendere più labile la stretta partnership con Mozilla, che basava sugli accordi per le ricerche e la presenza nel Google Pack la propria forza. Mentre il patto sulle ricerche rimane in vita, Mountain View ha deciso recentemente di sostituire Firefox con Chrome nel pacchetto di software consigliati per i suoi utenti, una decisione che potrebbe avere conseguenze importanti per il livello di download dell’applicativo di Mozilla.
Il CEO ha poi ricordato come gli accordi stipulati pochi mesi fa con Google rientrino in un periodo di tempo determinato, ma non potranno certo essere eterni: «Il nostro obiettivo è di essere protagonisti del Web per 50 o anche 100 anni, e non puoi dipendere sulla società di nessuno [per così tanto tempo, ndr]. Il nostro accordo triennale è il più lungo mai stipulato fino ad ora. Si tratta di un orizzonte a lungo termine, dunque non dobbiamo fare nulla nell’immediato, ma nei prossimi tre anni potremo continuare a sviluppare nuovi prodotti e creare nuovi flussi di guadagno».
Nel corso dell’intervista, John Lilly ha inoltre esternato le proprie preoccupazioni per le recenti dichiarazioni di Dean Hachamovitch, general manager di Internet Explorer, che ha sostanzialmente bollato come inutile la gara tra i browser per rendere sempre più veloci le performance di rendering per JavaScript. «HTML e JavaScript sono i linguaggi del Web. E ciò che potrebbe accadere se i moderni browser come Firefox e Chrome fuggissero da Internet Explorer non sarebbe molto salutare. Il 69% degli utenti utilizza ancora IE, e se JavaScript su IE continuasse a essere da tre a quattro volte più lento [rispetto agli altri browser, ndr], gli sviluppatori potrebbero pensarci due volte prima di portare JavaScript verso nuovi limiti».
Lo scenario che si prospetta per Firefox per il 2009 sembra essere denso di sfide e opportunità. Il browser di Mozilla dovrà difendersi dall’arrivo del nuovo Internet Explorer e, allo stesso tempo, si troverà nella necessità di arginare la crescita di Chrome, ora fuori dalla sua fase beta e destinato a maturare in fretta. John Lilly appare comunque ottimista: «A questo punto, un utente su cinque di Internet usa Firefox. Si tratta di un dato molto buono e ne andiamo fieri. Quando abbiamo lanciato Firefox 1.0, sembrava impossibile che potessimo raggiungere il 20% del mercato».
Fonte: business.webnews.it
Geode, una nuova estensione per il popolare browser open source, apre le porte ai servizi legati alla localizzazione anche su pc e laptop. Parallelamente Mozilla sta preparando anche l’attesa versione mobile di Firefox: questione di settimane.
È stata annunciata per i prossimi giorni l’uscita di un’estensione per Firefox prodotta direttamente dai Mozilla Labs e denominata Geode. Il suo compito sarebbe nell’identificare la posizione dell’utente e arricchire la sua navigazione con dati georeferenziati.
La definizione rimane molto vaga come vago è anche il suo utilizzo, specialmente considerando che è un’estensione per un browser che si usa su pc e non su device mobili. Non è chiaro nemmeno come possa l’estensione determinare con esattezza la posizione dell’utente, anche se è facile supporre che sia in grado di farlo o triangolando segnali WiFi oppure basandosi sulle informazioni fornite dall’indirizzo IP.
Di sicuro poi tali informazioni dovrebbero essere usate al pari del geotagging (ovvero l’arricchimento delle indicazioni geografiche sulle mappe con dati e informazioni). Ma più che uno strumento in sè Geode vuole essere una porta che consente lo sviluppo di altre applicazioni garantendo la possibilità di geolocalizzazione dell’utente.
Nonostante Firefox venga usato per lo più su PC in postazioni statiche, un modo automatico per rendere noto al computer la propria posizione nel mondo può comunque essere molto utile ed avere diversi utilizzi. Senza contare poi il grande numero di laptop che non sempre vengono utilizzati dalla medesima postazione. È questa un’altra strada, insomma, per l’arrivo dei servizi di localizzazione.
Ad ogni modo si accompagna alla notizia di Geode anche l’annuncio fatto da John Lilly CEO di Mozilla sul prossimo arrivo di una versione mobile di Firefox: «Vogliamo assicurarci che il mobile web sia più simile al web di quanto lo è ora, fatto com’è di reti chiuse e separate e di una certa difficoltà per gli utenti a trovare informazioni. Il primo passo è portare Firefox sui dispositivi mobili e ci stiamo lavorando». Questione di «poche settimane».
Fonte: WebNews.it
Mozilla Corporation ha annunciato la nomina di John Lilly a Chief Executive Officer, ruolo precedentemente ricoperto da Mitchell Baker che prosegue il proprio impegno in Mozilla nel ruolo di Chairman.
“John Lilly è la persona giusta per portare a compimento la maturazione di Mozilla” ha dichiarato Mitchell Baker. “John ha saputo sviluppare un’organizzazione che è integrata nel DNA di Mozilla e dell’open source e che è in grado di funzionare a un livello di efficienza estremamente elevato, un’esigenza imprescindibile nel nostro settore”.
In qualità di CEO l’attività di John sarà incentrata sul prodotto, sulla tecnologia e sulle attività di Mozilla Corporation. Il ruolo di Mitchell sarà invece maggiormente orientato a far sì che gli obiettivi e la vision di Mozilla contribuiscano ad apportare cambiamenti in alcuni aspetti dello sviluppo di Internet quali gli standard e l’interoperabilità, il trattamento dei dati e l’utilizzo di meccanismi di mercato a sostegno degli enti di pubblica utilità.
“Sono molto onorato e felice di portare avanti la mission di Mozilla, al cui cuore sta la crescita del Web partecipativo. Il Web costituisce l’innovazione più importante dei nostri tempi, poiché influenza tutto” ha dichiarato Lilly. “Con migliaia di contributori open source, oltre 125 milioni di utilizzatori e un numero infinito di organizzazioni che fanno affidamento sulla nostra community e sulla nostra tecnologia, Mozilla ha un ruolo unico in questo scenario”.
“Ho lavorato per diversi anni sia con Mitchell che con John e appoggio pienamente queste scelta, che consentirà alla nostra organizzazione di fare ancora più cose di prima e di farle bene” ha dichiarato Mitch Kapor, membro del board ed ex chairman di Mozilla Foundation.
John Lilly – nota biografica:
John Lilly entra in Mozilla Corporation nel 2005 in qualità di Vice President Business Development e dal 2006 assume il ruolo di COO e membro del Consiglio di Amministrazione. In precedenza John Lilly era stato fondatore, CEO, CTO e VP prodotti di Reactivity, una software house acquisita da Cisco Systems nel 2007. Prima ancora era stato in Apple, Sun Microsystems e Trilogy Software. Lilly ha partecipato attivamente a progetti open source in qualità di membro dei board per Open Source Applications Foundation e la Participatory Culture Foundation. Lilly si è laureato e ha conseguito il master in informatica presso la Stanford University.
Ulteriori informazioni sono disponibili ai seguenti indirizzi: blog di Mitchell Baker e blog di John Lilly.
Luca Conti ci segnala un articolo comparso sul "Corriere Economia" di ieri. Pubblichiamo il PDF dell’articolo dedicato a Safari, Jobs e la sua voglia di battere Firefox sul mercato:
Mozilla non ci sta e respinge le previsioni di Steve Jobs: Safari non avrà successo, Firefox conserverà la propria posizione di mercato e il duopolio non s’ha da farsi. La guerra dei browser sembra essere tutt’altro che finita, insomma
Una settimana fa nasceva il nuovo Safari 3.0 e per la prima volta il browser che fino al giorno prima era un privilegio per utenti Mac diventa di pubblico dominio: la versione per Windows è annunciata al WWDC e nel giro di poche ore 1 milione di download era già stato avviato. Più in fretta si sale, però, più pesantemente si cade: nelle stesse ore una moltitudine di vulnerabilità è stata scoperta nel browser e da più parti è giunto il pollice verso per una release che avrebbe dovuto rimanere ai box ancora per un po’ (tanto che la 3.0.1 è stata immediatamente rilasciata per mettere una pezza almeno ai problemi più gravi ed evidenti).
A distanza di una settimana giunge una nuova pesante bocciatura a Safari. La firma è quella di John Lilly, chief operating officer Mozilla. Ed è una bocciatura, prima ancora che tecnica, di principio: l’idea stessa di portare Safari su Windows è vista negativamente e le ambizioni palesate sono respinte con fermezza. Il tutto in un equilibrio di competizioni e cooperazioni di difficile lettura ma di importanza determinante.
Ciò che non è andato assolutamente giù a John Lilly è una slide del keynote di Steve Jobs (keynote particolarmente sfortunato: in molti lo hanno etichettato come il meno "wow" della serie, ed ora arrivano anche le critiche specifiche di Mozilla).
Le ambizioni Safari nel keynote di Jobs
Jobs ha reso manifeste le proprie previsioni per il futuro: Safari sostituirà in toto Firefox scalzandolo dal mercato e andando ad occupare quel 22% che Internet Explorer ancora non ha fatto proprio. Nella seconda slide, in particolare, vige una situazione di totale duopolio: Explorer conferma la propria leadership, Apple si mangia la fetta restante, Firefox scompare. Anni di innovazione bruciati in 5 minuti di beta: Jobs pensa in grande e lo dice chiaramente, senza mezzi termini («Well we dream big. We would love for Safari’s marketshare to grow substantially. That’s what we’d love»).
«Fantastico!», commenta John Lilly: «immaginate un mondo in cui l’accesso al web sia controllato da sole due aziende – e perchè no, le due aziende che dominano il mondo dei sistemi operativi». Secondo Lilly non c’è superficialità nella slide, non c’è errore, non c’è omissione: Jobs vuole esplicitamente scalzare Firefox e la slide è una esplicita dichiarazione di guerra. Però, spiega il COO Mozilla, la realtà del Moscone Center è «distorta» ed in verità il destino porta i numeri in tutt’altro posto.
Lilly sottolinea il fatto che Wikipedia, Creative Commons, Linux e Firefox siano tutte espressioni di un nuovo vento che spira sul web anche se a Cupertino nessuno se ne accorge. Il suo intervento, però, non vuole essere dissacrante: Safari sia il benvenuto e, anzi, ne viene auspicata una solerte versione per Linux. Quello che Lilly respinge è l’idea del duopolio che da fin troppo tempo Gates e Jobs hanno animato a loro favore soffocando ogni ipotesi alternativa.
Sarebbe interessante sapere cosa se ne pensa a Mountain View di tutto ciò. Google oggi porta YouTube sulla Apple Tv e nel contempo finanzia le attività Firefox con forti partnership che in passato avevano fatto pensare ad un prossimo Google Browser eretto sulle basi proprie di Mozilla. Nulla s’è mai avverato, Google ha mai fatto il passo decisivo e le due anime son rimaste sempre separate. Vicine, ma separate. Sarà interessante capire come si posizionerà Safari in questo contesto, sarà interessante capire come Google vorrà posizionarsi in questa contesa/non-contesa, sarà interessante capire in che misura il vecchio duopolio Redmond/Cupertino tenterà di imporsi nuovamente sul mercato.
In un secondo post Lilly spegne comunque l’incendio ed abbassa i toni. Per Apple solo elogi, mentre sul duopolio il boccone rimane difficile da mandare giù. Abbiamo pertanto chiesto un parere personale a Giuliano Masseroni, Presidente dell’Associazione Italiana Supporto e Traduzione Mozilla, il quale offre un ulteriore contributo per placare l’improvvisa disputa: «ho letto con molta attenzione ciò che John Lily scrive nell’articolo in questione del suo blog e sinceramente non mi trovo d’accordo con le sue valutazioni [...] sono del parere che Apple abbia scelto di rilasciare Safari per Windows (a proposito, ora mi aspetto anche Safari per Linux!) spinta dalla volontà di ampliare al massimo le possibilità di mercato di iPhone [...] Con questa mossa infatti buona parte dei test potrà esser fatta direttamente al PC per poi (se necessario) passare al telefono solo per le ultime verifiche. Senza questo "escamotage" Apple avrebbe potuto trovarsi tra le mani una grossa bomba pronta ad esplodere; è facile infatti immaginare lo scontento che si sarebbe potuto creare tra chi, avendo acquistato a caro prezzo un iPhone, si fosse ad un certo punto reso conto che un gran numero dei siti che vistava e delle applicazioni web che voleva usare con Safari era del tutto o parzialmente inaccessibile a causa del diverso rendering del browser [...] Insomma, per concludere, non è tutto oro quel che luccica e sono certo che a mente fredda si Lily renderà conto di poter dormire sonni tranquilli ancora a lungo prima di doversi davvero preoccupare della concorrenza di Safari su Windows (e su Linux?)».
Una cosa è certa: chi prevedeva un periodo di stallo per l’infinita guerra dei browser si prepari a vivere una nuova puntata della serie. Gli ingredienti per un proseguimento piccante non mancano. Lilly vuole iniziare da protagonista e lancia la sfida: un mondo con soli due browser? «Io non ci scommetterei».
Di Giacomo Dotta, tratto da WebNews.HTML.it