Google Chrome vs Firefox

Ora che Google Chrome è uscito, vediamo di esaminarlo meglio.

La finestra principale di Google Chrome mostra uno stile minimalista che si fonde al meglio con le applicazioni Google.

Chrome può importare le impostazioni da Firefox e Internet Explorer, tra cui segnalibri, motori di ricerca, password salvate e cronologia.

Il task manager di Chrome fornisce un modo semplice per identificare quale scheda sta utilizzando la maggior parte della banda, CPU e memoria. E grazie alla sua architettura multiprocessore vi permette di eliminare le schede e recuperare risorse.

Al posto di una pagina bianca, si ha una barra di ricerca, le pagine visitate di recente e i segnalibri più recenti.

Il gestore dei download ha un design molto attraente e semplice.

E’ aggiunta un’icona di download alla scheda in cui sta avvenendo lo scaricamento del file.

La funzionalità di ricerca è attivata con la combinazione di tasti Ctrl + F.

La barra informativa di salvataggio della password di Google Chrome.

Le finestre popup vengono ridotte nella zona in basso a destra dello schermo e possono essere visualizzate trascinandole.

E’ possibile salvare una qualunque applicazione web come una scorciatoia per la barra di avvio rapido di Windows, il desktop e il menu Start.

La navigazione in incognito fornisce uno spazio privato in cui ogni traccia della sessione viene eliminata quando si abbandona questa modalità e si ritorna alla navigazione "normale".

In modo coerente con il suo approccio minimalista, la finestra delle opzioni di Google Chrome contiene pochissime voci di base.

Per essere il più concisi possibile, vediamo che cos’ha Chrome in più rispetto a Firefox.

Direi che il vantaggio più grande rispetto a Firefox è la possibilità di gestire le schede in processi indipendenti il che significa che un bug nel browser o in un plugin, o una pagina web codificata male non mandano in crash l’intera applicazione, ma solo quella scheda o quel determinato plugin. Questa architettura consente anche l’utilizzo del task manager grazie al quale, una volta per tutte, saremo in grado di sapere se è il browser oppure una certa pagina a rallentarci.

C’è un rilevante overhead di memoria ma non se avete a bordo 1 GB o 2 GB di RAM non c’è molto da preoccuparsi se vengono utilizzati 200MB o 300MB. Essere snelli è sempre una buona cosa, ma essere rapidi è persino meglio.

Poi c’è quel tema davvero accattivante: nessun menu principale, la barra di stato viene mostrata in basso solo quando necessario, come la barra Trova; non c’è alcuna barra di ricerca perché è integrata nella barra degli indirizzi. C’è un pulsante per aprire una nuova scheda, una bella animazione quando si accede alla barra degli segnalibri o quando ci si sposta tra una scheda e l’altra.

La sua modalità privata, in incognito, la vedo più come una comoda funzionalità a disposizione piuttosto che un "must" ma la sua implementazione, insieme a quella di Microsoft e Apple, sta diventando uno standard, come la protezione dal phishing.

Chrome totalizza un 79/100 nel test Acid3, davanti a Firefox 3 che ha fatto segnare 75/100 ma dietro alle ultime nightly di Firefox 3.1 (85/100). Nel benchmark Sunspider JavaScript, Chrome supera nettamente Firefox 3.0.1: 3700 ms contro 5100 ms sul mio Dell Inspiron 6400 (equipaggiato con un Centrino Duo 2GHz, 2 GB di RAM).

Un’altra cosa positiva è quello che Google non ha fatto, vale a dire non hanno riempito il browser di applicazioni Google. Non c’è l’integrazione con Gmail (o con qualunque altro servizio di webmail), Google Reader, Google Docs, Gtalk e così via. Google naturalmente è il motore di ricerca predefinito ma si può facilmente cambiare. E naturalmente parliamo di una Beta e un’integrazione potrebbe già essere nei piani di Google, ma è bello sapere che c’è Chromium, il progetto open source dal quale deriva Chrome, così gli sviluppatori potranno modificarlo in caso di necessità.

Cosa manca a Chrome rispetto a Firefox? Beh, l’elenco è lungo e naturalmente inizia con la mancanza di ogni estendibilità che è il punto forte di Firefox: un modo per far fare al browser qualunque si possa immaginare, fino al punto di renderla un’applicazione completamente diversa, come fanno FireFTP o Pencil.

Come detto in precedenza, penso che Google tenterà di integrare Google Gadgets e presentarlo come un metodo per personalizzare il browser, ma ovviamente sarebbe limitato come quando Apple fece un annuncio simile per il primo iPhone.

Che altro? Tenetevi forte. Senza un ordine particolare: non c’è una gestione del sovraffollamento delle schede, non c’è l’etichettatura o una gestione dei segnalibri smart, non c’è il recupero dei download tra le sessioni, non c’è il recupero di una scheda appena chiusa, non c’è il supporto multidizionario, nessuna personalizzazione della barra degli strumenti oltre al fatto di nascondere il pulsante della pagina iniziale e la barra dei segnalibri (accessibile solo tramite Ctrl + B), nessun tipo di supporto ai feed web, nessun supporto nativo video/audio, nessuna seleziona discontigua del testo, nessuna opzione di stampa della pagina, e così via.

La lista è lunga ma poiché si tratta di una Beta possiamo aspettarci di vedere alcune di queste funzionalità in futuro. Oppure no. Questo è Google e la versione finale potrebbe anche non arrivare mai e quindi penso che se Google non fornirà presto una tabella di marcia (ah ah!) potremo chiamarlo definitivamente Chrome 1.0.

Conclusioni

Mi piace Google Chrome, e credo che riuscirà ad acquisire una significativa fetta del mercato dei browser, si spera ai danni di Internet Explorer. Ma è ancora tutto da vedere.

Anche se ancora non lo trovo sufficientemente competitivo per battersi con Firefox, si tratta di un’alternativa davvero succulenta per centinaia di milioni di utenti Google ai quali viene offerto di installarlo in ogni pagina di ricerca, o tramite qualunque prodotto targato Google. Il che mi sta bene, perché ne va a beneficio sia della concorrenza che di Mozilla ma la preoccupazione nel lungo periodo è: dove si fermerà Google?

Dopotutto, Google è una public company e, come minimo, le sue intenzioni per il bene di tutti si collocano in secondo piano rispetto ai suoi azionisti.

Funzionalità a parte (possono sempre essere copiate, anche l’estendibilità) la differenza principale tra Chrome e Firefox, entrambi progetti open source, è l’azienda che vi sta dietro e la loro missione. Mozilla è un’organizzazione che opera per il bene di tutti, si preoccupa di Internet, un principio nobile e idealistico, e devo ancora avere la prova che dimostri il contrario.

In passato, ha lottato per restare fedele alla propria missione. Oggi si gode il successo per la medesima ragione, per buona parte grazie ad un partner commerciale come Google. Il che non significa che Mozilla morirebbe senza Google: non mancano le aziende che sono interessate a raggiungere 200 milioni di utenti, ogni giorno.

Sono contento di dare il benvenuto a dei prodotti nuovi, soprattutto così validi come Chrome.

Fonte: mozilla links – edizione italiana

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Firefox inarrestabile in Europa

Certi analisti pronosticavano che Internet Explorer 7 avrebbe fermato o persino invertito il trend di crescita di Firefox. Ma secondo la società francese XiTi, che monitora e analizza gli accessi a migliaia di siti web sparsi per il mondo, il successo di Firefox non sembra affatto declinare.

Stando ai dati dell’azienda relativi all’Europa, lo scorso anno Firefox è cresciuto complessivamente di quasi il 5%, passando dal 23,1% di dicembre 2006 al 28% di dicembre 2007. Dopo uno stallo durato da giugno a settembre, e una flessione registrata nel mese di ottobre, tra l’inizio di novembre e la fine di dicembre Firefox è cresciuto di quasi due punti percentuali, toccando il suo massimo annuale.

Mentre il trend Firefox è caratterizzato dal segno più, Internet Explorer continua a perdere posizioni: nel solo mese di dicembre IE ha ceduto agli avversari, ed in particolare al browser di Mozilla, quasi un punto percentuale. Nello scontro tra Firefox e IE, XiTi ha messo in evidenza un dato di particolare interesse, soprattutto se guardato dal punto di vista della sicurezza: mentre il 93% degli utenti europei di Firefox utilizza la versione 2 del browser, ossia la major release più recente, gli utenti di IE che usano la versione 7 sono il 46%.
Questo significa che oltre la metà di coloro che navigano con il browser di Microsoft utilizza ancora IE6 o una versione persino più vecchia.

XiTi fornisce le quote di diffusione di Firefox anche per ciascuno dei 32 paesi europei monitorati. Il paese "più amico" del panda rosso è la Finlandia, dove Firefox vanta una quota del 45,4%, seguita da vicino da tutti i principali paesi dell’Est Europa: Slovenia, Polonia, Slovacchia, Ungheria ecc. L’Italia, con il suo 21,7%, si colloca al di sotto della media europea.

Nel Vecchio Continente, durante l’ultimo anno Firefox è cresciuto quasi dappertutto tranne in Portogallo (dove si è mantenuto stabile), in Danimarca (-3%), in Ucraina (-2%) e nei Paesi Bassi (-1%).

Secondo XiTi, l’Europa è il continente, dopo l’Oceania (31,1%), dove Firefox fa registrare le più elevati percentuali di diffusione. Seguono Nordamerica (21%), Sudamerica (20,2%), Africa (16,6%) e Asia (16,5%).

Wired afferma che parte del successo di Firefox è da ricercare nella sua comunità di sviluppo, capace di dar vita a molteplici localizzazioni in tempi molto rapidi. Microsoft supporta 36 lingue mentre Firefox è disponibile in oltre 40 versioni localizzate, ed altre sono in beta testing.

Tutte le statistiche diffuse da XiTi, insieme a vari grafici, sono consultabili qui in lingua francese, inglese e spagnola. La cartina sottostante, tratta dal sito della società d’oltralpe, mostra le percentuali di diffusione di Firefox nei vari paesi europei.

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Addio Netscape

Netscape, un pezzo di storia, il browser per eccellenza, “chiude i battenti”.  Nato nel 1994 con il nome di Mosaic browser, ma presto rinominato in Netscape navigator e successivamente Netscape Communicator, ha dominato per anni il panorama mondiale dei browser grafici. L’avvento di Internet Explorer, Firefox e successivamente Opera ha pian piano fatto perdere quote di mercato alla Netscape corporation.

Nel 1999 AOL, il più grande internet service provider attualmente esistente, ha acquisito l’azienda tentando di far risorgere dalle ceneri il glorioso progetto. Al momento dell’acquisizione, il team di Netscape aveva iniziato a lavorare sulla conversione di Netscape Communicator in software open source, con un nuovo nome: Mozilla. AOL ha svolto un ruolo significativo nel lancio del browser Netscape 6, il primo basato su Mozilla, rilasciato nel 2000, e ha continuato a finanziare esclusivamente lo sviluppo e il marketing di Netscape browser. Nel 2003, è stata creata una fondazione indipendente per sostenere l’ulteriore sviluppo della suite open source.

AOL è stata una delle principali fonti di sostegno per la Mozilla Foundation, e la società ha continuato a sviluppare le versioni del browser Netscape basato sul lavoro della fondazione.
Ora ad 8 anni dall’acquisto e a 13 dalla nascita del primo browser Netscape, arriva dalla stessa AOL la notizia dell’abbandono definitivo del progetto e del supporto.
Il rilascio di aggiornamenti, fix e supporto continuerà fino al 1 febbraio 2008. Dopo tale data verrà sospeso ogni ulteriore sviluppo.

Fonte: PiantetaPC.it

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FireFox Mobile: è ufficiale il via allo sviluppo

La notizia era già circolata in rete poco più di un mese fa. Adesso è ufficiale: la Mozilla FoundationW ha confermato l’avvio del porting di FireFox sulle principali piattaforme relativi a dispositivi mobili (cellulari, smartphoneW e palmari).

Lo ha confermato nel suo blog anche Christian Sejersen, capo del team di sviluppo di Firefox Mobile nonchè ex responsabile dell’area browser di Openwave Systems: Windows Mobile 6 sarà una delle prime piattaforme ad ospitare il browser della volpe di fuoco, insieme a Linux/ARM. Nessuna notizia al momento riguardo un possibile sviluppo su SymbianW.

I dispositivi su cui sono già in corso i test delle release in corso d’opera sono:

Firefox Mobile, che andrà a sostituire completamente Mozilla Minimo, manterrà tutte le caratteristiche salienti della versione desktop, tra cui principalmente:

  • supporto ai plug-in di terze parti
  • supporto allo XML User Interface Language (XULW)
  • rispetto degli standard W3C

Maggiori informazioni si possono reperire, oltre che nel succitato blog di Sejersen, su:

di Cristiano Fino, via cristianofino.net

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Internet Explorer 7 più sicuro di Firefox?

Report sulle vulnerabilità  tra Internet Explorer e Mozilla Firefox © 2007, Jeffrey R. Jones, All Rights Reserved
Festeggiando il primo anno dal lancio di Internet Explorer 7, Tony Chor, Group Program Manager di Internet Explorer ha citato su IEblog i dati di una analisi comparativa tra il proprio browser e quello di Mozilla.

Chor afferma che nel periodo di dodici mesi Microsoft ha eseguito tra il 10 e il 20 per cento in meno di interventi per correggere falle di sicurezza e che la nuova versione ha intercettato ben 900.000 tentativi di phishing alla settimana: dati che confermano il fatto che la nuova versione ha migliorato considerevolmente la sicurezza degli utenti rispetto alla versione precedente.

I dati del report non mancheranno di fare discutere, intanto riassumiamoli.

Innanzitutto dal novembre 2004 Microsoft ha corretto 87 vulnerabilità totali, su tutte le versioni supportate di Internet Explorer, suddivise in Internet Explorer 5.01 SP3 e SP4, Internet Explorer 6.0 Gold, SP1, SP2, e Windows Server 2003 edition, più Internet Explorer 7: le 87 vulnerabilità sarebbero da suddividere tra 54 ad alta pericolosità , 28 di medio livello e 5 di basso livello.

Mozilla nello stesso periodo ne ha corrette 199 nelle versioni supportate (Firefox 1.0, 1.5 e 2.0), 75 ad alta pericolosità, 100 di livello medio e 24 di basso livello.

Dall’autunno 2004 sono stati analizzati quattro casi: gli utenti che hanno eseguito l’aggiornamento da Firefox 1.0 alla 1.5 e successivamente alla 2.0 all’uscita delle stesse, gli utenti che hanno aggiornato Firefox alla scadenza del supporto della versione precedente, gli utenti che hanno aggiornato Internet Explorer dalla versione 6 SP2 alla 7 al rilascio della nuova versione, e quelli che non hanno ancora aggiornato il proprio browser di Microsoft.

Timeline tra diverse versioni di Internet Explorer e Mozilla Firefox © 2007, Jeffrey R. Jones, All Rights Reserved

Proprio per il fatto che il report parta dalla metà del 2004, i dati potrebbero rischiare di essere fuorvianti, in quanto per Firefox vengono conteggiate le vulnerabilità sia delle nuove versioni che di quelle precedenti, nei periodi in cui queste si sovrappongono, e che sono più lunghi di quelli di Microsoft.
Nell’analisi manca inoltre un dato molto importante, forse più importante del numero di vulnerabilità, cioè il tempo di risposta che è intercorso tra la scoperta della vulnerabilità e il rilascio di una nuova versione o di una patch per ovviare al buco di sicurezza.

Il report completo è disponibile in formato PDF.

Fonte: Download | blog.it

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Google e Firefox ti spiano, stai attento!

Stamattina in azienda si discuteva di Mozilla e del suo rapporto con Google. Io -come sempre- tendo a stare zitto più tempo possibile cercando di non radere al suolo colleghi che si informano su siti che “per sentito dire” spacciano notizie fasulle, incomplete, a volte inventate pur di realizzare inesistenti scoop sfruttando un nome ormai sulla bocca di tutti dopo la fatica fatta per renderlo un marchio vincente.

Premessa: sono di parte, passo parte del mio tempo libero collaborando attivamente con Mozilla Italia, sono un consigliere dell’associazione, conosco i fatti veri senza necessità di inventare cagate da raccontare in giro, so cose “voi umani non potete neanche immaginare” :P

Mettiamola così: Google finanzia in modo massiccio la Mozilla Foundation. Ci crede, pensa che Firefox possa davvero combattere il predominio di Microsoft Windows Explorer (ex Internet Explorer). Il software è valido, i programmatori sanno il fatto loro e sono stati in grado di tirare fuori un applicativo che ha velocemente conquistato l’approvazione del pubblico di massa togliendo una buona fetta di utenza sia dal fronte Microsoft (con tutte le varianti di Explorer) che dall’Operiano (mi si conceda licenza poetica ;) ).

Google NON è Mozilla. Durante l’ultimo incontro con Tristan Nitot più volte è stata avanzata l’ipotesi o fatta la fatidica domanda “e se Google decidesse di abbandonarvi?” ma la risposta è sempre stata la stessa: “Google è un donatore, non un datore di lavoro“. Fino a qualche tempo fa (neanche tanto) la sopravvivenza e tutti gli introiti dell’azienda venivano dalla vendita dei gadget, dal tempo libero dei programmatori e/o dei gruppi di assistenza tecnica, dal supporto morale / fisico / finanziario della comunità. Nell’agosto del 2005 Mozilla decise di fondare una Corporation per far si che grosse aziende potessero finalmente dare il loro supporto in modo trasparente. La prima fu AOL, a seguire tutte le altre. La nascita di una “S.p.a.” era necessaria. Anche in Italia le leggi sono parecchio restrittive nei confronti delle associazioni senza scopo di lucro (lo sappiamo fin troppo bene in Mozilla Italia): non si possono ricevere soldi come sponsorizzazione, tutte le uscite devono essere giustificate ed utilizzate per sostenere l’attività dell’associazione stessa, non si hanno guadagni di alcun tipo.

Google è solo un nome conosciuto che, se associato ad un altro grande logo, lascia spazio a facili supposizioni, a informazioni dubbie, a ipotesi infondate. Non fa eccezione nessuno (siti specializzati, blog, amici, colleghi, parenti). La cosa che più mi fa ridere è un’altra. Sono anni che macchine desktop e portatili nascono con sistemi operativi Microsoft forniti di Windows Internet Explorer. Articoli che parlano di “strani passaggi di dati verso Microsoft e simili” ce ne sono a bizzeffe, molto probabilmente fasulli anche loro. Perché quindi si grida allo scandalo contro Firefox? L’azienda (ed il software) è trasparente, qualunque programmatore con sufficienti capacità di interpretazione del codice può scorrere il sorgente e trovare ciò che gli interessa. Provate a farlo con Explorer.

Chiudo con un ultima riflessione riferita ad un particolare post del nostro forum:

http://forum.mozillaitalia.org/index.php?topic=29956.0

Ora: tralasciando la facile battuta sul nick dell’utente che ha cominciato la discussione, vorrei provare a buttare altre due righe oltre a quelle che gli ho dato “in risposta diretta“:

  • All’atto dell’installazione del browser vengono impostati due parametri fondamentali come predefiniti: home page di Google (personalizzato per Firefox) e barra di ricerca che punta allo stesso identico motore (in alto a destra). In entrambi i casi sarà possibile mettere mano alle impostazioni ed estirpare il noto motore di ricerca sia in pagina iniziale (mettendo la vostra pagina preferita) che nella search bar (installando plugin di decine di altri motori).
  • Google permette di proteggersi da siti malevoli (casi di phishing) attraverso un proprio database costantemente aggiornato. Da Strumenti / Opzioni / Sicurezza si può decidere di utilizzare una lista di siti sospetti senza fare appoggio a BigG. Per completezza di informazione, se si clicca sull’opzione “Verifica contattando Google…“, Firefox propone un messaggio che informa l’utente su quanto accadrà da quel momento in poi (fino alla successiva modifica dell’opzione).
  • Solo installando la toolbar di Google sarà possibile salvare e tenere attivo l’accesso a tutti i servizi del portale. Il software non si installa da solo, è l’utente a fare tutto.
  • La storia del cookie di Google valido fino al 2038 non dipende da Firefox, basterebbe informarsi in modo decente.

La smettiamo quindi di tirare fuori della gran fuffa? ;)

di Gioxx, via Gioxx’s Wall

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