Fennec


Firefox 3.6 sarà in grado di rilevare l’orientamento del vostro portatile, sfruttando l’accelerometro integrato e adattando, di conseguenza, il contenuto della pagina.

“Una nuova funzione che stiamo integrando in Firefox 3.6 è il supporto per le pagine web dell’accesso all’informazione di orientamento, ovviamente quando disponibile. Molti portatili moderni come i MacBook e i ThinkPad integrando dispositivi e driver che mettono in mostra questa informazione. Abbiamo aggiunto il supporto per Linux, Mac e alcuni ThinkPad dove i dispositivi e i driver sono presenti”, ha dichiarato Christopher Blizzard, Mozilla Evangelist. La versione Beta di Firefox 3.6 sarà disponibile a ore.

L’azienda sta lavorando anche sulla versione mobile di Firefox, dove questa capacità è senz’altro più interessante.

Fonte: Tom’s Hardware News

Dopo il rilascio, lo scorso febbraio, di una versione pre-alpha, Firefox mobile alias Fennec si ripropone ora sui dispositivi Windows Mobile nella versione alpha ufficiale. Come la precedente, anche questa nuova release del browserino di Mozilla supporta ufficialmente solo il PDA phone HTC Touch Pro e, su stessa ammissione dei suoi sviluppatori, soffre ancora di seri problemi di usabilità e stabilità.

 Fennec avanza, adagio, verso Windows MobileRispetto all’implementazione di Fennec per gli handheld Nokia N810 e N800, che ha raggiunto lo stadio di beta lo scorso marzo, Fennec Alpha 1 appare assai più indietro nello sviluppo: provata su un palmare di HTC con caratteristiche simili al Touch Pro, tale release ha mostrato seri problemi di reattività dell’interfaccia e scarsa stabilità. L’impressione è che gli sviluppatori di Mozilla abbiano ancora moltissimo lavoro da fare prima di portare Fennec per Windows Mobile a livello dei prodotti commerciali, soprattutto in termini di ottimizzazione delle risorse. Ma di questo il team di sviluppo del “piccolo” browser sembra ben consapevole.

“Non è ancora raccomandato utilizzare questa release per la quotidiana navigazione. Certi problemi di performance sono da subito evidenti all’utente”, ha spiegato uno degli sviluppatori del browser in questo post. “Il panning soffre di un visibile ritardo da quando l’utente tocca lo schermo a quando la pagina si muove. Ci sono poi altri bug meno evidenti che vi invitiamo ad aiutarci nel portare alla luce”.

Fennec Alpha 1 porta con sé una serie di nuove funzionalità, quali un gestore di add-on e di download, una interfaccia ridimensionabile basata su CSS, il nuovo motore JavaScript TraceMonkey (lo stesso alla base dell’imminente Firefox 3.5), la libreria per la gestione della memoria jemalloc di Firefox 3, e un gestore di bookmark più avanzato (che permette ora di suddividere i link preferiti in cartelle). Rispetto alla pre-alpha, gli sviluppatori affermano poi di aver migliorato anche le performance, soprattutto quelle relative al caricamento del programma.

Il supporto agli add-on è una caratteristica chiave di Fennec, e quella che più d’ogni altra potrebbe contribuire al suo successo, compensando – almeno in parte – il forte ritardo accumulato dal cucciolo di Firefox nei confronti dei rivali. Sebbene altri browser mobili come Opera Mobile abbiano introdotto i widget, l’architettura modulare di Fennec appare più versatile e potente. Un primo esempio è dato dal Gestures Module, versione preliminare di un add-on che estende le potenzialità dell’interfaccia di Fennec aggiungendovi il supporto alle gesture.

Nonostante l’interfaccia di Fennec si basi sui CSS, e prometta dunque di adattarsi a molteplici dimensioni e risoluzioni dello schermo, quella dell’Alpha 1 appare ancora ottimizzata per la risoluzione VGA, la stessa utilizzata dall’HTC Touch Pro e da molti altri Pocket PC di ultima generazione. È tuttavia lecito attendersi che le prossime release del browser migliorino il supporto anche alla miriade di smartphone e palmari che utilizzano risoluzioni inferiori, come la classica QVGA.

Il file cab di Fennec Alpha 1 per Windows Mobile può essere scaricato da qui.

Negli scorsi giorni Mozilla ha anche annunciato che la prima (e unica, salvo imprevisti) release candidate di Firefox 3.5 verrà rilasciata all’inizio di giugno.

Fonte: Punto Informatico

Grazie ad una intervista esclusiva a Tristan Nitot, Presidente Mozilla Europe, è stato possibile scavare sotto la superficie tecnologica del gruppo per capire qualcosa di più dell’anima non profit e del cuore open source di Firefox.

Tristan Nitot. Sposato, due figli, fondatore e Presidente di Mozilla Europe. La sua è una lunga esperienza nel mondo dei browser: nel Maggio del 1997 è già in Netscape, pochi anni dopo annusa il profumo di Mozilla, dal 2003 ne è alla guida della divisione europea.

Ma Mozilla è un elemento a sé stante nel quadro che analizziamo ogni giorno: ha cuore open source, anima non profit, carattere arrembante e pedigree nobile. Il browser ha spiazzato il mercato riuscendo ove nessun altro era mai riuscito: sfidare Internet Explorer. Il gruppo, per questo motivo, ha solleticato un’idea tale per cui una nuova possibilità potesse esistere, un’alternativa fosse possibile. Oggi Firefox ha cifre in continua crescita mentre Internet Explorer si è ormai adagiato su una nuova dimensione, allontanandosi giorno dopo giorno dalla vecchia posizione di predominio mantenuta per molti anni (gli ultimi dati fotografano un ulteriore -0.7% nel mese di Aprile per IE con parallelo 0.4% per FF).

Tristan Nitot

Ma con la crisi economica che grava sul mercato, e con una crescente concorrenza che mette ulteriore pressione sul mondo dei browser, capire come sta procedendo l’attività di Mozilla significa carpirne l’essenza. Significa arrivare a vederne le fondamenta. Mozilla è una mosca bianca in un mercato tanto caleidoscopico quanto indifferenziato e merita pertanto una analisi a sé. Della tecnologia sappiamo tutto o quasi; Firefox è parte integrante della cultura condivisa; Prism lo abbiamo imparato a conoscere oggi stesso, Fennec lo incontreremo a breve. Grazie all’intervista esclusiva concessaci da Tristan Nitot, Presidente Mozilla Europe, abbiamo pertanto tentato di scavare un po’ sotto la superficie.

E ne è uscita materia di studio del tutto interessante: da Chrome ai rapporti con Google, dalla posizione sulle indagini relative ad Internet Explorer fino alla sostenibilità della dimensione social del Web.

Quando la crisi economica ha iniziato a far pressioni sul mercato, in molti si sono chiesti quale fosse la reale sostenibilità di quelle che sono le aziende che si basano su business meno tradizionali e meno collaudati. Andando al cuore del problema: come sta rispondendo la Mozilla Foundation alle pressioni della crisi economica?
«La maggior parte delle entrate di Mozilla deriva da accordi con motori di ricerca partner. I motori ricevono traffico dal box di ricerca della start page di Firefox (nell’angolo in alto a destra sul browser) e pagano Mozilla per questo. Per questo motivo non siamo così colpiti dalla crisi. Siamo stati una azienda molto parsimoniosa fin dall’inizio, per cui siamo pronti ad affrontare la crisi se dovesse giungere a colpirci»

In passato vi sono state molte speculazioni relativamente alla dipendenza di Mozilla dai capitali provenienti da Google. Oggi il rapporto tra le parti quanto pesa sul computo totale degli introiti del gruppo? «È vero che Google è il nostro partner numero uno in quanto ad entrate, circa l’80%. Una cosa poco risaputa è il fatto che Mozilla mette da parte una significativa quota delle entrate in un “fondo di riserva” tale per cui se uno dei nostri partner dovesse improvvisamente lasciarci, non dovremmo cercare un nuovo partner presi dall’emergenza. Stiamo anche lavorando per diversificare le nostre entrate»

Come interpreta Mozilla l’avvento di Chrome e come può essere il rapporto tra i due browser e le due aziende nei prossimi anni? «Chrome è chiaramente un concorrente, e Google è certamente un gruppo che capisce a fondo il Web, ha ingegneri illuminati, un buon brand e molto denaro. Per questo motivo anche se Chrome non ha una significativa quota di mercato, ha comunque un forte potenziale e può diventare un serio concorrente in futuro. Penso che Chrome abbia l’obiettivo di soppiantare Internet Explorer, perché è pericoloso per Google dipendere dal rivale Microsoft nel mettere a disposizione i propri servizi. Inoltre Internet Explorer, in qualità di browser, è in ritardo dal punto di vista delle funzionalità e ciò limita la capacità di Google di innovare e mettere a disposizione nuovi servizi. Dall’altra parte Firefox è innovativo e veloce, e non appartiene a Microsoft. Per Google è Internet Explorer il target, non Firefox»

Tutti contro Internet Explorer: la denuncia di Opera presso la Commissione Europea è destinata a far discutere ancora per molto tempo. Se l’UE accordasse le tesi dell’accusa, quale potrebbe il nuovo quadro della situazione? «È una discussione molto complessa da affrontare. Come tutti sappiamo, Microsoft è colpevole per aver violato la legge antitrust statunitense, e ha abusato del proprio potere monopolistico con Windows estendendolo ai browser, il che è illegale. Per questo motivo il mercato è fortemente corrotto. Ora, il problema è che i regolamenti per la tecnologia sono molto complessi da formulare. In certi casi non sono utili, mentre in altri vanno a peggiorare i problemi stessi che tentano di risolvere. Mitchell Baker sta discutendo tutte queste cose sul proprio blog. È possibile leggere una serie di suoi post correlati qui»

Mozilla sta per approdare sul mobile. In un’ottica di lungo periodo quale potrebbe essere il comparto maggiormente remunerativo: desktop o mobilità?
«È difficile da dire, e Mozilla non approccia le cose in questo modo. Siamo una organizzazione non-profit, perciò non perseguiamo la massimizzazione dei profitti. La ragione per cui vogliamo costruire un browser per il mobile è nel fatto che il mobile è veramente importante e sempre più persone useranno il Web dai loro telefoni (o Mobile Internet Device), perciò se Mozilla vuole rimanere rilevante ovunque e spingere la propria missione in linea con il Manifesto Mozilla, abbiamo bisogno di essere importanti anche nel Mobile. Questo è il motivo per cui lavoriamo duro sul nostro browser mobile, nome in codice Fennec. Dovremmo vederne presto una versione per Nokia N810 (che gira su Linux), quindi una versione per Windows Mobile, quindi Symbian»

Second Life. Facebook. YouTube. Tutti grandi progetti, tutti con i conti in rosso. La parte “social” della Rete, insomma, ancora non ha dimostrato di essere matura. In cosa si differenzia un progetto come Mozilla?
«Mozilla è molto differente in almeno tre cose:

  1. Come dicevo prima, siamo una organizzazione non profit. Abbiamo bisogno di far soldi per operare, ma non è il nostro obiettivo. I servizi menzionati sono compagnie “for profit”. Non sto dicendo che siamo migliori di queste, ma che siamo molto differenti, tanto negli obiettivi quanto nel modo di operare;
  2. Abbiamo già raggiunto la sostenibilità molti anni fa e sicuramente i piani sono di rimanere sostenibili;
  3. Un’altra cosa è che siamo Open Source. Ciò che facciamo è pubblico, trasparente, basato sulla community e riusabile da altri. Se vuoi costruire un rivale di Firefox, puoi scaricare il nostro codice sorgente, trovare un nuovo nome per esso (non potrai chiamare il tuo browser “Firefox”) e sei a posto. Non puoi invece fare questa cosa con Second Life, Facebook o YouTube…»

Se Tristan Nitot fosse costretto ad affiancare sul proprio desktop un secondo browser al Firefox d’ordinanza, quale sceglierebbe e perché?
«Questa è una domanda veramente interessante. Amo la capacità di Firefox di essere personalizzabile tramite add-on (estensioni e temi), e sono sicuro che avrei tempi difficili se dovessi usare altri browser. Mi piace provare le nuove estensioni e rimango affascinato dall’innovazione che permettono. Poiché è facile creare estensioni, le persone con idee interessanti se ne escono con prototipi veramente “cool” di idee pazze. Penso userei Seamonkey, perché ha le estensioni, o Camino su Mac. Sono entrambi basati su Firefox. Se usi Windows Chrome è niente male, mentre se hai un Mac Safari è carino (non mi piace su Windows però). Ho usato a volte anche Opera, che gira su tutte e tre le piattaforme»

Fonte: WebNews

Fennec arriva allo stadio di beta 1. La release si fa notare per alcune novità significative, la volontà di Mozilla di estendere il bacino di utenza e il relativo feedback. E la scarsità di piattaforme supportate.

Con la dodicesima milestone di sviluppo, Fennec entra in fase beta, avvisa Mozilla nelle release note del software, una fase in cui l’organizzazione focalizzerà la propria attenzione sulla raccolta dei feedback per l’esperienza utente e da parte degli sviluppatori web, il coinvolgimento nel progetto dei vari team Mozilla (inclusi tester, localizzatori eccetera) e l’incoraggiamento del porting di add-on per Firefox o lo sviluppo di estensioni completamente nuove.

Fennec è infatti un mini-browser costruito partendo dagli stessi principi cardine di Firefox, a cui gli sviluppatori Mozilla hanno aggiunto la compatibilità con le interfacce touch-screen e le funzionalità necessarie a mimare su schermi di dimensioni ridotte la pienezza del browsing web possibile solo sullo schermo di un computer.

Il nuovo browser conserva dunque quelle caratteristiche che attualmente fanno la forza di Firefox 3 inclusa la “awesome bar”, la barra degli indirizzi intelligente che tiene conto delle abitudini di navigazione dell’utente e l’elenco dei motori di ricerca personalizzabile, che prevede di default (nella parte bassa dell’interfaccia della suddetta awesome bar) i soliti Google, Yahoo! e Wikipedia.

Di suo Fennec ci mette le capacità di zoom e panning orizzontale delle pagine web già presentate in passato, necessità imprescindibile per il browsing in mobilità, e soprattutto include il nuovo engine JavaScript Mozilla noto come TraceMonkey, il lungamente atteso avanzamento tecnologico della versione “next-gen” di Firefox (la 3.5) particolarmente prezioso su piattaforme di ridotte capacità computazionali come gli smartphone e altri MID di tale risma.

Tra le dolenti note di Fennec beta 1 va rimarcata la perdurante penuria di versioni specifiche per i dispositivi mobili più diffusi e relativi sistemi operativi, e mentre rimane valida la promessa di Mozilla di portare il browser su Windows Mobile, Symbian OS e altrove l’unica vera possibilità per testare il browser nel suo ambiente naturale è il tablet Nokia della serie N810.

Oppure ci si può “accontentare” di far girare Fennec su PC, sia esso di classe Windows, Linux o Mac. In entrambe i casi, ad ogni modo, e tenendo bene a mente che Fennec in versione desktop “non è un prodotto supportato”, i link ai download sono disponibili sulla pagina della release su Mozilla Labs.

Fonte: Punto Informatico

Disponibile la prima milestone di Fennec per Windows Mobile (dispositivo target HTC Touch Pro)

This release is pre-alpha, and intended to get the product into the hands of early adopters in order to get feed back and bug reports. In order to focus our efforts on getting this release out, we have targeted only one device, the HTC Touch Pro. This has a number of user interface implications, including graphics designed for a 300 dpi screen, control layout intended for a vga screen and reliance on a hardware keyboard for text input.

Come anticipato da Christian Sejersen nel suo talk al Fosdem, una release analoga dovrebbe essere disponibile per Symbian S60 nel primo quadrimestre del 2009. Entro poche settimane sarà invece rilasciata la versione beta1 per Maemo (Nokia N8×0), sperando che Mozilla riesca a realizzare l’infrastruttura necessaria per la distribuzione di build localizzate (come avviene per gli altri software).

Fonte: pseudotecnico:blog

Dopo il video tour di ieri relativo alla versione alpha di Mozilla Fennec per Windows Mobile, è con estremo piacere che vi annuncio che una versione alpha è già scaricabile online dallo spazio web dello sviluppatore Mozilla Brad Lassey.

Il file che la contiene pesa 22M e si chiama fennec-1.0a3pre.en-US.wince-arm.cab.

Datele un’occhiata e fateci sapere che ne pensate ;)

Fonte: mobileblog.it

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