aprile 2010


Si chiama Web Open Font Format e potrebbe presto essere uno standard riconosciuto che Mozilla, Microsoft e Opera Software sono pronti a supportare sui propri browser. Permette la creazione delle pagine utilizzando sul testo qualsiasi font si desideri

Il Web Open Font Format (WOFF) sta per diventare realtà. È questo un passo importante perché, dopo anni di “www” sui medesimi font su ogni singolo sito, con l’introduzione di un nuovo standard si potrebbe aprire la strada ad una vera esplosione di stile e fantasia tale da offrire allo sviluppatore un’ampia scelta nel preparare i testi per la propria pagina.

Il World Wide Web Consortium ha detto sì: il Web Open Font Format è stato accettato in qualità di potenziale standard riconosciuto. Ma la notizia è corredata anche da un passo molto importante nel percorso che porta l’eventuale standard W3C a diventare qualcosa di diffuso ed utilizzato: anche Microsoft ha firmato il proprio sostegno al WOFF assieme alla proponente Mozilla e ad Opera Software. Ciò significa che ora il WOFF non sol ambisce a divenire uno standard riconosciuto, ma diventa anche uno strumento pronto ad essere abbracciato dai due principali browser sulla piazza: Firefox ed Internet Explorer (in comunione con Opera). Più chiaro il percorso del primo, ignoto il secondo: Firefox supporta WOFF fin dalla versione 3.6, IE invece potrebbe compiere il proprio passo soltanto con la prossima milestone identificata in IE9. La compilazione delle specifiche è in mano al WebFonts Working Group.

Il Web Open Font Format permette allo sviluppatore di un sito di inserire all’interno della pagina un font a piacimento: richiamato all’interno del codice della pagina ed interpretato in qualità di file compresso correlato, il font è così utilizzabile anche se non installato all’interno della macchina. Così facendo viene superata l’attuale barriera che limita l’uso dei font ad un range standard esistente (e definito in larga parte dalla dotazione Windows), permettendo agli sviluppatori maggior creatività pur nel pieno rispetto degli standard.

Il WOFF è il punto d’unione di più scorciatoie che avevano tentato in passato di giungere alla medesima conclusione. Il nuovo standard si propone ora come uno strumento di conversione per TrueType, OpenType e Open Font portando ogni singolo stile sul medesimo piano, creando un layer che permetta (con giusto compromesso nel caricamento delle pagine) l’interpretazione del codice e l’uso del font preferito indipendentemente dalla dotazione dell’utente. Tutto è mediato dal browser e tale tecnologia, reggendosi sui nomi Mozilla e Microsoft, non può che nascere sotto una buona stella.

Fonte: Web News

Tanto per cambiare stiamo avendo qualche problema con l’hosting: a quanto pare abbiamo generato “extreme disk i/o issues”, per cui ci hanno letteralmente buttato giù il web server (senza preavviso). Il fatto che ci troviamo su un VPS (Virtual Private Server) e non su normale hosting condiviso non mi rende particolarmente entusiasta del servizio ricevuto.

In attesa che il servizio tecnico di DreamHost si faccia vivo, se là fuori c’è qualcuno che offre server dedicati ad associazioni senza fini di lucro siamo in ascolto :(

Mozilla ha rilasciato una versione beta di Firefox Lorentz, una build del famoso browser in grado di salvaguardare la stabilità del browser dal crash di uno o più plugin. Una tecnologia che farà presto parte di Firefox 3.6

Una delle più grandi novità di cui presto potranno beneficiare gli utenti di Firefox 3.6, ossia l’indipendenza del processo in cui girano i plugin, è appena stato rilasciato da Mozilla in versione beta.

Lorentz, questo il nome in codice del progetto, è stato integrato in una build di Firefox 3.6.3 scaricabile da qui (nella sola lingua inglese) per Windows, Mac OS X e Linux. “Questa beta consente agli utenti di navigare su Internet senza interruzioni, questo anche nel caso in cui plugin come Adobe Flash, Apple Quicktime o Microsoft Silverlight vadano in crash” si legge in questo post del Mozilla Developer Center.

Mozilla spiega che, in caso di crash di un plugin, gli utenti possono inoltrare una segnalazione e successivamente ricaricare la pagina per provare nuovamente a visualizzarne il contenuto. “Preghiamo coloro che vogliano scaricare e provare Firefox Lorentz di utilizzare questa versione sui siti di maggior interesse e segnalare le anomalie riscontrate aprendo un bug o compilando questo modulo” si legge ancora nel post, di cui una traduzione italiana è accessibile sul sito di Mozilla Italia.

Da tempo disponibile nelle developer preview di Firefox, Lorentz implementa quello che gli sviluppatori chiamano out of process plug-in: in altre parole, isola il processo in cui girano i plugin da quello in cui gira il browser, di modo che il crash di un plugin non causi anche il crash dell’intero browser.

Se il processo di testing filerà liscio, Mozilla ha in piano di introdurre questa tecnologia nella prossima minor release di Firefox, la 3.6.4, il cui rilascio è stato fissato per inizio giugno.

In precedenza novità del calibro di Lorentz sarebbero state introdotte soltanto in versioni maggiori del browser, come ad esempio l’eventuale 3.7 o la 4.0. Con il rilascio di Firefox 3.6 Mozilla ha però deciso di cambiare linea di condotta, e rilasciare gli aggiornamenti tecnologici mano a mano che questi vengono completati. Lo scorso gennaio, Mike Beltzner, responsabile dello sviluppo di Firefox, ha spiegato che questo approccio permette agli sviluppatori di completare le nuove funzionalità con più calma, dilazionandone il rilascio lungo il corso dell’anno.

Nel frattempo Mozilla sta portando avanti lo sviluppo della prossima major release di Firefox, chiamata in codice Minefield, temporaneamente identificata dal numero di versione 3.7. Le ultime release preliminari di Minefiled, attualmente delle pre-alpha, possono essere scaricate da qui.

Fonte: Punto Informatico

È disponibile per il download la versione 3.6.3 di Firefox (note di versione). Questo aggiornamento risolve un bug di sicurezza critico confermato ieri (MFSA 2010-25).

Gli utenti che già utilizzano Firefox 3.6 riceveranno automaticamente l’aggiornamento in queste ore; ricordiamo che è comunque possibile avviare manualmente la ricerca degli aggiornamenti attraverso l’apposito comando nel menu Aiuto.

Ricordiamo che il ramo 3.0.x non è più supportato da gennaio 2010. Per questo motivo consigliamo di effettuare quanto prima il passaggio alla versione 3.6 (dopo aver verificato i requisiti di sistema).

Per le richieste di supporto è possibile utilizzare l’apposita sezione del forum di Mozilla Italia.

Mozilla ha iniziato una pubblicazione trimestrale dedicata ai dati statistici sull’adozione del browser Firefox nel mondo. 350 milioni gli utenti Firefox stimati, con una quota di mercato in Europa pari ormai al 39.2% (152.7 milioni di utenti)

Mozilla si sente maturo e, dall’alto del 30% della quota di mercato media ormai raggiunta a livello globale da Firefox, intende esprimere il proprio punto di vista privilegiato sulla Rete così come è vista dai laboratori Mozilla. Il report Mozilla State of Intenet (pdf) è alla prima pubblicazione in assoluto, ma il team promette fin da subito di tornare sull’argomento alla fine di ogni trimestre per aggiornare lo stato dei fatti sulla crescita del browser del gruppo. Il prossimo appuntamento è pertanto fissato per gli ultimi giorni del mese di Giugno.

L’Europa, con 152.7 milioni di utenti, è la roccaforte di Firefox: 39.2% la quota di mercato raggiunta nel vecchio continente. Seguono l’America del Sud (31.7 milioni di utenti, 31.4%), l’Africa (5.6 milioni di utenti, 29.7%) e l’America del Nord (100 milioni di utenti, 26%). Simpatico l’indizio relativo all’Antartide, ove la quota di mercato stimata sarebbe dell’80%. Nell’ultimo trimestre una delle zone più “calde” per il mercato Firefox è stata la Russia, seguita da nazioni quali Indonesia, India, Filippine, Australia, Messico e Turchia. Il gruppo non fornisce però particolari motivazioni a supporto, correlando improvvisi exploit soprattutto a eventi isolati e circostanziati.

Interessante il dato relativo al numero delle tab tipicamente utilizzate durante la navigazione. Se la media è infatti di 2-3 tab per sessione, la rappresentazione sembra delineare la tipica “coda lunga” con la frequenza maggiore sul numero minore di tab e calo via via decrescente all’aumentare del numero delle pagine aperte contemporaneamente (fino ad un massimo poco consono di 600 tab).

Mozilla State of Internet: così Firefox cresce nel mondo

Mozilla State of Internet

Asia e Africa sono i luoghi in cui è maggiore l’adozione degli add-on, mentre il sud America è la regione ove è maggiore la personalizzazione del browser. Ulteriori dati vengono forniti in relazione all’uso del browser nelle varie ore della giornata, con differenze peculiari tra città e città utili ad analizzare le tipologie di fruizione a cui il browser è sottoposto.

In totale il browser conta 350 milioni di utenti in tutto il mondo, cifre configurante un laboratorio statistico di forte attendibilità e grande significato. Il primo “State of Internet” appare limitato ad una prima serie di rilievi di massima, ma in futuro il report potrebbe essere approfondito offrendo uno spaccato ancor più interessante relativamente all’utenza di uno dei software in assoluto più importanti del World Wide Web.

Fonte: WebNews