febbraio 2009


Come si va dicendo da tempo, il numero di versione della prossima release di Firefox, la 3.1 (alias Shiretoko), non fa giustizia alle numerose e importanti novità che saranno introdotte nel nuovo browser. Quello che in principio avrebbe dovuto essere un semplice aggiornamento a Firefox 3.0, si è infatti trasformato in una major release vera e propria, con la conseguenza però di un significativo dilatamento dei tempi di sviluppo e testing.

il prossimo firefoxNegli scorsi giorni Mike Beltzner, responsabile di Firefox e colui a cui è toccato annunciare per ben tre volte il posticipo della terza beta di Shiretoko, ha ammesso di non essere ancora in grado di dire se Firefox 3.1 uscirà questo trimestre oppure il prossimo.

Secondo i piani iniziali, il rinnovato browser open source avrebbe dovuto vedere la luce verso la fine dello scorso anno, ed il suo principale compito avrebbe dovuto essere quello di portare a piena maturità le funzionalità più acerbe del predecessore, introducendo anche alcune delle caratteristiche che Mozilla non aveva fatto in tempo ad includere nella versione 3.0. Ma quello che sulla carta appariva come una passeggiata, si sta rivelando una maratona.

Il principale – ma non unico – responsabile del ritardo di Shiretoko è il suo nuovo motore JavaScript TraceMonkey, che tanto promette ma che tanto pretende in termini di messa a punto e testing. Alcuni sviluppatori del browser, come David Baron, si sono persino spinti a proporre la cancellazione di TraceMonkey dall’attuale roadmap di sviluppo.

“Senza TraceMonkey probabilmente avremmo potuto rilasciare la versione 3.1 finale adesso, o quanto meno il prossimo mese”, ha scritto Baron. “Penso bisognerebbe porre un limite alla quantità di tempo in cui Firefox 3.1 debba rimanere in sospeso in attesa di TraceMonkey, e dovremmo stabilire quale sia questo limite”.

Opinione condivisa anche da uno degli sviluppatori di TraceMonkey, Graydon Hoare, che afferma come il nuovo motore JavaScript, seppure importante, non è la sola novità di Shiretoko: rimandarne l’implementazione ad una futura release, pertanto, non sarebbe peccato mortale. Tantopiù, suggerisce il programmatore, che è sempre possibile includere TraceMonkey in questa release ma lasciare all’utente la decisione se utilizzarlo oppure no.

firefox 3.1Come noto, il nuovo motore di Firefox promette performance significativamente superiori a quelle dell’attuale SpiderMonkey, e questo grazie soprattutto al supporto della compilazione just-in-time nativa del codice. Tale tecnologia consentirà a Firefox di tenere testa ai motori di nuova generazione di terze parti, quali il V8 di Google Chrome, il Presto di Opera 10 e il Nitro di Safari 4.

Ma come ha detto Hoare, TraceMonkey non è la sola novità di rilievo che Firefox 3.1 porterà con sé. Lo ha ben sottolineato Chris Blizzard, noto evangelist di Mozilla, che in occasione della recente Southern California Linux Expo (SCALE) ha illustrato tutte le maggiori caratteristiche del nuovo browser, spingendosi a dire che Shiretoko ridefinirà il modo in cui le web application del futuro saranno progettate e usate.

Una sintesi del discorso e della dimostrazione tenuta da Blizzard è stata pubblicata da Ars Technica, mentre slide e video dell’evento sono accessibili qui.

E mentre Mozilla prepara il lungamente atteso rilascio della terza beta di Firefox 3.1, Microsoft ha consegnato ai propri tester una nuova build di Internet Explorer 8 che, secondo diverse fonti, coinciderà con la Release to Manufacturing (RTM). Secondo il sito Tech ARP, ciò significa che il testing del nuovo browser è finito, e che la versione finale verrà probabilmente rilasciata al pubblico entro la metà del prossimo mese.

Fonte: Punto Informatico

Mozilla e Skype appoggiano ufficialmente l’EFF nella battaglia contro Apple. Cupertino intende tagliare le gambe al jailbreaking. Mozilla e Skype invece invocano apertura e libertà, così che gli utenti possano installare sull’iPhone ciò che desiderano.

Due documenti, disponibili online sotto forma di pdf, sono tutta la documentazione che porta Mozilla e Skype sul versante opposto rispetto ad Apple nella battaglia che vede la casa di Cupertino sfidare gli autori del ‘jailbreak‘. Mozilla e Skype, insomma, si sono schierate ufficialmente dalla parte dell’Electronic Frontier Foundation (EFF) in una battaglia che potrebbe significare molto per il telefono con la mela.

Il documento più completo è quello compilato da Mozilla (pdf). Il gruppo apre il proprio manifesto spiegando come con Firefox sia riuscito a conquistare grandi fette di mercato facendo leva sull’etica open ed elargendo opportunità e libertà agli utenti. Nel nome del principio di apertura, pertanto, ora Mozilla chiede che anche il mondo mobile possa godere delle stesse opportunità. Solo l’apertura, infatti, permette un pieno accesso alla Rete ed un pieno sfruttamento delle opportunità derivabili. Il documento esplicita nel dettaglio come il blocco sui telefoni (nella fattispecie sull’iPhone) imponga invece vincoli determinati dalle volontà della casa costruttrice, il che costringe gli utenti a cercare le proprie libertà sfruttando il jailbreaking ed installando in seguito quanto desiderato.

Mozilla, peraltro, compie il proprio passo senza palesare apparenti interessi diretti. Alcune dichiarazioni rilasciate da John Lily (CEO Mozilla), ad esempio, spiegano che il gruppo non ha ad oggi grossi interessi nel vedere i propri software sul telefono Apple. La battaglia sarebbe dunque più che altro una battaglia di principio, che vede Apple come controparte ma che mira probabilmente anche al restante mondo degli smartphone e degli App Store che stanno nascendo. Non solo: secondo l’analisi AppleInsider, l’eccezione alla DMCA non determinerebbe la piena libertà di installare qualunque cosa sull’iPhone, anzi. Apple avrebbe comunque forti argomenti dalla propria parte, ma perderebbe invece l’arma più efficace per combattere i pirati.

Nel nome degli stessi principi declamati da Mozilla, Skype contribuisce alla battaglia apportando il proprio punto di vista legato più strettamente alla telefonia ed al VoIP (pdf). Skype (da breve in partnership con Nokia e Sony per trovare posto sugli smartphone di nuova generazione), infatti, spiega come molte case costruttrici tentino di limitare il pieno accesso alle chiamate VoIP per interessi propri, interessi comunque alieni da quelli dei consumatori. Skype, in particolare, potrebbe essere tagliato fuori dai vincoli imposti al software, il tutto al fine di ritagliare un mercato proprio senza regalare l’utenza al gruppo leader nel settore ed in grado di catalizzare più di ogni altro la nuova utenza che intende sperimentarne il risparmio possibile. Così come in passato ha lottato contro i filtri sul traffico dati, ora Skype si trova a lottare anche contro le limitazioni software, altro orpello artificioso che potrebbe limitarne un mercato di grandi potenzialità.

Tanto per Mozilla quanto per Skype, dunque, Apple dovrebbe permettere agli utenti di installare ciò che meglio preferiscono sull’iPhone, o comunque senza imporre limiti capziosi. Apple ha in passato spiegato come i propri vincoli siano legati a problemi di sicurezza ed alla necessità di avere un dispositivo sempre efficiente ed equilibrato senza incorrere in malfunzionamenti causati da software esterno. L’appello alla DMCA è però ora osteggiato da tre nomi che pesano quali EFF, Mozilla Foundation e Skype. Il che non gioca a favore delle argomentazioni di Cupertino.

Fonte: Business.WebNews.it

Bespin

I Mozilla Labs continuano a sfornare idee e progetti. Questa volta è il turno di Bespin, un editor di testo online progettato per diventare una base estendibile per lo sviluppo Web.

Il principale scopo di Bespin è quello di sostituire efficacemente gli editor di testo desktop con un servizio “cloud”, in grado di offrire agli sviluppatori la possibilità di collaborare online e di accedere ai propri file e progetti da qualunque computer.

Bespin è anche dotato di una riga di comando in stile Vi o Emacs, che anche grazie a Ubiquity permette aggiungere velocemente delle funzioni all’editor. Anche i “plugin” possono essere condivisi tra i collaboratori di uno stesso progetto.

La principale funzione della command line è però quella di accedere alle funzioni dell’editor. Bespin è infatti privo di menu e tutte le funzioni disponibili sono messe a disposizione tramite una ricerca dei termini inseriti nella riga di comando.

Bespin non è solo un editor di testo, ma è fornito anche di una “dashboard” per la gestione dei file che compongono un progetto. Sia la dashboard che l’editor in sé sono stati sviluppati da zero: in pratica Bespin non fa uso del solito componente “textarea”, ma usa invece un canvas generico. Tutte le funzioni, dallo scrolling alla selezione del testo, sono puro codice JavaScript.

Le performance sono eccellenti: anche con file di qualche decina di migliaia di righe l’editor non accenna alcun rallentamento, una caratteristica che è difficile trovare in altri applicativi online. Da una prima prova non sembra altrettanto veloce la riga di comando, ma potrebbe essere un problema di intasamento della rete: i server di sviluppo di Mozilla non hanno mai brillato per ampiezza di banda.

Per quanto promettente, Bespin ha ancora parecchia strada da fare. La versione presentata è la 0.1 e rappresenta poco più di una demo. Bespin si può usare online, previa registrazione gratuita, direttamente dal sito di Mozilla, oppure se ne possono scaricare i sorgenti per installarlo sul proprio server. Cosa ne pensate?

Fonte: OneOpensource

Mentre gli utenti rimasti fedeli a Thunderbird aspettano con tanta, tanta pazienza l’arrivo di Thunderbird 3 – che per altro non sembra promettere nulla di rivoluzionario – un gruppo di ex sviluppatori di Mozilla ha deciso di dare un seguito non ufficiale a Thunderbird 2. Il risultato è Postbox, un client di posta elettronica basato sullo stesso framework di Thunderbird ma dotato di un’interfaccia più accattivante e di alcune funzionalità inedite.

La prima beta pubblica del programma, disponibile qui per Windows e Mac OS X, migliora Thunderbird sostanzialmente in quattro aree: la ricerca di messaggi e parole chiave, che può essere effettuata con un maggior numero di criteri e utilizzando il linguaggio naturale (ad esempio, “before june 2008″); la gestione dei contenuti delle email, come allegati, link, immagini e contatti, che vengono elencati ordinatamente in un pannello a lato del messaggio e che possono essere facilmente inclusi in altre email; la gestione e l’organizzazione dei messaggi, che utilizza una visuale a thread (ogni conversazione viene racchiusa in un singolo thread) e permette di assegnare a ciascun messaggio un argomento (topic), concetto che estende quello alla base delle etichette (label) di Thunderbird 2; l’integrazione con i servizi Web 2.0, quali i social network e i motori di ricerca.

Al pari di Thuderbird 3, anch’esso ancora allo stadio di beta, Postbox implementa i tab, rendendo così possibile aprire in una nuova scheda messaggi, lista dei contatti, cartelle, ricerche, allegati ecc.

A differenza di Thunderbird, Postbox mostra solo le cartelle relative all’account di posta selezionato: chi ha un elevato numero di cartelle può trovare questa funzione utile, perché riduce gli elementi visualizzati nella barra laterale; in caso contrario, questa scelta può risultare scomoda, perché costringe l’utente ad un click in più (selezione dell’account più selezione della cartella).

In Postbox i topic hanno un ruolo centrale nell’organizzazione dei messaggi, e lo dimostra il fatto che questi sono visualizzati proprio sotto gli account e le cartelle, nella barra laterale: con un solo click l’utente può così scegliere, in qualsiasi momento, di visualizzare solo le mail relative al lavoro, quelle personali o, ancora, quelle ad alta priorità.

Il neonato client di posta elettronica offre poi all’utente la Composite Sidebar, che semplifica l’inserimento, all’interno di un nuovo messaggio, di contenuti presenti sul disco del PC, all’interno di altre email (immagini, link o contatti) o persino sul web, come mappe e dizionari. L’integrazione con il web si concretizza anche nella possibilità di uploadare contatti su Facebook o foto su Picasa.

Tra le altre funzionalità degne di nota c’è la possibilità di utilizzare le email per annotare cose da fare e appuntamenti. Sul fronte della sicurezza è invece presente un filtro antiphishing e antimalware che controlla tutti gli URL che vengono aperti all’interno del client. Contribuisce a rafforzare la sicurezza del programma anche la funzione di aggiornamento automatico, ormai praticamente d’obbligo in questo genere di applicazioni.

Attualmente Postbox manca di un sistema per i plug-in come quello di Thunderbird, limitandone pesantemente l’espansività: non è ad esempio possibile abbinare a questo programma un tool per il PIM come Lightning.

Agli utenti di Thunderbird farà enorme piacere apprendere che Postbox è in grado di importare tutti i loro messaggi, cartelle, impostazioni, password e regole antispam: una funzione che in redazione siamo riusciti a utilizzare con successo persino con la beta di Thunderbird 3. Gli altri client supportati sono SeaMonkey/Netscape e Outlook Express.

Con il rilascio della prima beta pubblica di Postbox, con numero di versione 1.0b7 (2009020812), il team di sviluppo ha inaugurato anche il sito web e il blog ufficiale. Qui si apprende che alla fase privata di beta testing hanno partecipato oltre 10mila persone.

“Il nostro obiettivo è semplice: aiutarti ad essere più produttivo ed efficiente offrendoti la miglior esperienza di messaggistica possibile”, ha dichiarato Sherman Dickman, ex dirigente di Mozilla. Tra gli altri ideatori di Postbox c’è Scott MacGregor, uscito dal team di sviluppo di Thunderbird nel 2007 dopo la costituzione di Mozilla Messaging, società controllata da Mozilla Foundation con lo scopo di separare le attività di sviluppo e marketing di Firefox da quelle inerenti a Thunderbird ed eventuali futuri prodotti per la messaggistica e la comunicazione.

La prima versione stabile di Postbox dovrebbe vedere la luce entro la fine della primavera, e in tale occasione gli sviluppatori contano di rilasciare anche una versione per Linux. Per il momento nulla è stato detto circa la licenza sotto la quale sarà distribuito il software, ma è assai probabile che questa sarà la stessa di Thunderbird e Firefox.

I creatori di Postbox non hanno fatto alcun cenno a possibili collaborazioni con Mozilla Messaging: per il momento il progetto appare un’iniziativa del tutto slegata a quella di Mozilla, seppure basata sulle stesse tecnologie sviluppate da quest’ultima. Di certo una fusione dei due progetti sarebbe auspicabile, ed eviterebbe un inutile dispendio di risorse ed energie.

Fonte: Punto Informatico

Disponibile la prima milestone di Fennec per Windows Mobile (dispositivo target HTC Touch Pro)

This release is pre-alpha, and intended to get the product into the hands of early adopters in order to get feed back and bug reports. In order to focus our efforts on getting this release out, we have targeted only one device, the HTC Touch Pro. This has a number of user interface implications, including graphics designed for a 300 dpi screen, control layout intended for a vga screen and reliance on a hardware keyboard for text input.

Come anticipato da Christian Sejersen nel suo talk al Fosdem, una release analoga dovrebbe essere disponibile per Symbian S60 nel primo quadrimestre del 2009. Entro poche settimane sarà invece rilasciata la versione beta1 per Maemo (Nokia N8×0), sperando che Mozilla riesca a realizzare l’infrastruttura necessaria per la distribuzione di build localizzate (come avviene per gli altri software).

Fonte: pseudotecnico:blog

Il lavoro portato avanti dai Mozilla Labs presto vedrà un’applicazione concreta in Firefox. Stando a quanto dichiarato da Mike Connor, la versione successiva a Firefox 3.1, cioè, verosimilmente, Firefox 3.2, incorporerà i tre progetti più noti dei Labs: Ubiquity, Prism e Personas.

Con Ubiquity, Firefox 3.2 si doterà di una estensione da linea di comando per eseguire velocemente delle operazioni (riavvio/chiusura del browser, aggiornamento di Twitter etc.), con Prism invece sarà possibile creare delle applicazioni desktop da pagine Web mentre con Personas sarà aggiunta la possibilità di creare/personalizzare facilmente i temi grafici di Firefox.

Per quanto riguarda Ubiquity sembra che l’integrazione dovrebbe avvenire direttamente nella barra degli indirizzi di Firefox, la cosiddetta “Awesome Bar”. In questo modo Firefox 3.2 si doterebbe di una console davvero potente, utile per eseguire virtualmente qualsiasi comando. Infatti, grazie all’estensibilità permessa da Ubiquity è possibile creare facilmente nuovi comandi “sottoscrivibili” in modo simile a quanto accade quando ci si abbona a un feed RSS.

Ultimamente, Aza Raskin ha addirittura presentato un abbozzo di un editor di immagini richiamabile direttamente da Ubiquity.

Insomma grazie a Ubiquity incorporato nel core di Firefox, il browser Mozilla potrebbe diventare un vero e proprio sistema operativo, adatto a svolgere le funzioni basilari per l’utilizzo desktop di un PC.

Fonte: OneOpensource

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