novembre 2008


Mozilla è forte e in continua crescita, oltre ad essere potenzialmente al riparo dalla turbolenza che ha investito l’economia. E’ il ritratto della fondazione effettuato dal suo presidente Mitchell Baker in occasione dei risultati finanziari.

Mozilla Foundation gode di ottima salute, avendo tutte le carte in regola per mantenersi vitale ed efficiente nonostante la turbolenza che ha investito l’economia a livello globale. Il 2007 è stata un’ottima annata per Mozilla, sia dal punto di vista finanziario che organizzativo, con ricavi per oltre 75 milioni di dollari, registrando così una crescita del 12% rispetto ai 67 milioni ottenuti nel 2006. Mitchell Baker, presidente di Mozilla Foundation, coglie l’occasione per svelare all’interno del suo blog la parte più intima della fondazione.

A garanzia delle entrate vi è sempre Google, grazie all’accordo tra le due società sul piano della ricerca (di recente esteso sino al 2011), ma anche il Mozilla Store, con il suo merchandising, sembra aver dato il suo contributo. Le spese sostenute nel 2007 sono state pari a 33 milioni di dollari, circa il 68% in più rispetto ai 20 milioni del 2006. I soldi in uscita sono serviti ad alimentare due aree principali: persone e infrastrutture; a fine 2007, erano ben 150 i lavoratori a tempo pieno o part-time impiegati presso Mozilla, concentrati per la maggior parte in Stati Uniti, Canada e Francia. Parte dei 33 milioni di dollari sono serviti a sostenere alcuni programmi di finanziamento portati avanti dalla fondazione: 700.000 dollari sono infatti andati a sostengo di progetti come mozdev.org, un portale incaricato di raccogliere applicativi ed estensioni gratuiti per i prodotti Mozilla, NonVisual Desktop Access (NVDA), uno screen reader gratuito per Windows e GNOME. In aggiunta, Mozilla Corporation ha contribuito con 321.326 dollari a sostenere progetti open source indipendenti, la comunità Bugzilla, Creative Commons, la Oregon State University e altri ancora.

«Noi crediamo che la struttura di Mozilla e la sua gestione finanziaria ci permetteranno di continuare con una relativa stabilità, nonostante le preoccupanti condizioni economiche di quest’estate e dell’autunno 2008», spiega Baker all’interno del suo blog. «Non ci sono garanzie e naturalmente Mozilla non è invulnerabile. Certamente sentiremo gli effetti della situazione economica». Tuttavia, Mozilla possiede alcune caratteristiche che la rendono diversa dalle altre organizzazioni e potenzialmente meno soggetta ad essere travolta dalla turbolenza che ha investito l’economia. Innanzitutto, obiettivo finanziario di Mozilla è la sostenibilità, non il ritorno finanziario o gli investimenti, mentre la struttura di organizzazione non-profit comporta il non avere una valutazione di mercato legata alle azioni e quindi non essere coinvolta dai ribassi che hanno colpito la borsa internazionale. Le risorse finanziarie costituiscono solamente uno strumento per ottenere un ritorno degli investimenti, ma non costituiscono l’unico mezzo e non sono l’unico obiettivo; lo sviluppo di software open source è volto ad alimentare un Internet aperto, partecipativo ed innovativo. Infine, lo stile manageriale adottato da Mozilla impone che ogni persona pagata per lavorare costituisca una risorsa per molte altre persone.

«Mozilla è forte. Stiamo crescendo», grida ad alta voce Baker. «Stiamo provando nuove cose. Il 2007 e 2008 sono stati importanti e ricchi di successo per Mozilla», lo riprova una comunità a tutt’oggi in buona salute e vibrante, la base utenti in continua crescita e iniziative importanti quali l’entrata nel mercato dei dispositivi mobile e la sperimentazione portata avanti con Mozilla Labs. «Siamo eccitati per cosa faremo. Internet è ancora giovane e in una fase di formazione. Mozilla continuerà a dare la forza a tutti noi di fare di Internet un posto migliore».

Fonte: Business.WebNews.it

Il 2007 è stato un ottimo anno per Mozilla: 75 milioni di dollari sono finiti nelle sue casse, il cui 88 per cento – pari a 66 milioni – è frutto degli accordi con il gigante del search di Mountain View. Un valore in crescita rispetto all’anno passato, e che lega sempre di più Mozilla e la sopravvivenza di Firefox ai generosi contributi di Google: la situazione, in ogni caso, fa comodo a chi lavora per e con Mozilla Foundation.

Rispetto al 2006, gli introiti hanno fatto segnare un interessante aumento del 12 per cento (più 8 milioni): l’anno scorso, il contributo di Google si era fermato all’85 per cento del totale, poco meno di 60 milioni, e già allora le polemiche erano infuriate. Dalla Foundation voci autorevoli si erano levate per difendere la filosofia e gli obiettivi di Mozilla: ma è indubbio che quei quattrini, qualunque sia la provenienza, facciano maledettamente bene allo sviluppo di Firefox, Thunderbird e tutti i progetti collegati direttamente e indirettamente alla Foundation.

Basti ricordare che sia Gnome che Creative Commons sono tra i destinatari delle donazioni di Mozilla, e si tratta in entrambi i casi di progetti che rivestono una certa importanza per la community dell’open source e in ogni caso in linea con la mission della Foundation: vale a dire lo sviluppo e la diffusione del web secondo standard condivisi, obiettivi che ne fanno (o forse ne hanno fatto fino ad oggi) un’organizzazione non profit che gode anche di notevoli benefici fiscali.

A quanto pare, però, l’ufficio delle imposte statunitense (IRS) starebbe pensando di rivalutare la posizione di Mozilla in tal senso: la crescita vertiginosa dei bilanci, la diversificazione degli impegni e quindi il successo della Foundation sembrano aver convinto l’organo di controllo a rivedere la definizione "non profit" della organizzazione, nonostante nel frattempo sia nata anche la Corporation proprio per tenere in regola i conti. In ogni caso, fanno sapere da Mozilla, le tasse arretrate non dovrebbero superare di molto l’ordine delle centinaia di migliaia di dollari, e un cospicuo fondo cassa era stato già accantonato proprio in questa prospettiva.

Il presidente della Foundation, Mitchell Baker, ha espresso la sua soddisfazione per i conti di Mozilla: il progetto è in buona salute, lavora alacremente alla diffusione del software anche grazie alle localizzazioni, la community è sana e rigogliosa e contribuisce ad oltre il 40 per cento di tutto il codice scritto per il browser, il numero di utenti che utilizzano quotidianamente Firefox è cresciuto fino a quasi 50 milioni (il doppio rispetto al 2006).

Nel futuro, poi, ci sono il mercato mobile (Fennec scalpita), una nuova attesa versione di Thunderbird e tanto, tanto lavoro per continuare a irrobustire la community che ruota attorno alla Foundation: così da garantire un futuro solido a Firefox anche quando Chrome dovesse sottrarre un po’ di spazio sulla scena, e magari anche un po’ dei soldi di Google.

Fonte: Punto Informatico

Già da qualche tempo Mozilla sta cercando di mettere un po’ d’ordine nella caotica e spesso dispersiva offerta di add-on gratuiti per Firefox. Dopo aver riorganizzato completamente il sito ufficiale addons.mozilla.org, epurandolo dalle estensioni ormai defunte e mettendo in evidenza quelle più utili e popolari, Mozilla ha ora inaugurato una nuova sezione del sito, chiamata Fashion Your Firefox (FYF), che si rivolge a tutti coloro che desiderano "moddare" Firefox senza perdersi tra la selva di add-on disponibili.

In FYF gli add-on non sono organizzati secondo le categorie classiche, ma in base agli interessi coltivati dall’utente e alle attività che questo desidera svolgere in Internet: sotto la voce Shutterbug si possono ad esempio trovare tool per vedere e condividere foto e video; sotto Rock Star tutto ciò che serve per trovare, ascoltare e scaricare musica; sotto Excetuive Assistant i migliori strumenti per organizzare le proprie attività quotidiane.

Per ciascuna categoria, il sito di Mozilla propone poche ma ben mirate scelte, costituite dalle estensioni più note, aggiornate e apprezzate dal pubblico. Estensioni, ci tiene a sottolineare Mozilla, selezionate anche secondo il criterio della complementarietà: in linea di massima, ogni add-on fornisce funzionalità che gli altri non offrono, evitando così inutili sovrapposizioni.

"Uno degli aspetti più eccitanti di Firefox è rappresentato dalla disponibilità di oltre 5mila add-on gratuiti: una ricchezza straordinaria", ha affermato Mike Shaver, vice president of engineering di Mozilla. "È con grande entusiasmo che lanciamo FYF, perché esso semplifica ancor di più la ricerca di add-on utili che rendono l’esperienza di navigazione migliore e più personale".

Mozilla ha anche annunciato che, ad oggi, il numero di add-on per Firefox scaricati dal sito ufficiale ha superato il miliardo.

"Si tratta di un numero assolutamente sbalorditivo", ha commentato in questo post David Rolnitzky, program manager di Mozilla. "Firefox è l’unico browser a poter vantare una comunità così vasta di creatori di add-on, sviluppatori la cui passione è quella di estendere le capacità del web attraverso Firefox".

Rolnitzky ha anche svelato che è già in programma l’aggiunta di nuove categorie di add-on, quali ad esempio News Hound (relativi a notizie e feed), Web Monkey (relativi allo sviluppatore web) e Multi-media (relativi a musica, video e foto). L’ampliamento delle collezioni presenti in FYF avrà anche il merito di portare all’attenzione del grande pubblico estensioni che, benché molto apprezzate e popolari, sono rimaste fuori dalla prima, rigorosa scrematura effettuata da Mozilla.

Fonte: Punto Informatico

Ad ulteriore conferma della grande simpatia nutrita dalla NASA verso il software open source, la famosa agenzia spaziale americana ha annunciato la creazione di un nuovo software ad uso interno, chiamato Problem Reporting Analysis and Corrective Action (PRACA), basato sul codice del noto bug-tracker open source BugZilla.

Sviluppato dallo Human-Computer Interaction Group dell’Ames Research Center, PRACA è un software che permette ai tecnici NASA di tracciare e analizzare i problemi di funzionamento relativi allo Space Shuttle. Questo sistema dà accesso ad un singolo, imponente database contenente tutte le informazioni relative a milioni di possibili cause di malfunzionamento – accertate o potenziali – dello Shuttle. PRACA sostituisce i 40 differenti database che venivano usati da oltre 30 anni per la diagnostica dello Shuttle.

PRACA è stretto parente dell’Items for Investigation (IFI) utilizzato per l’International Space Station, uno strumento basato anch’esso su BugZilla. In entrambi i casi, i responsabili dei relativi sistemi di tracking affermano che l’utilizzo delle tecnologie alla base di BugZilla hanno drasticamente ridotto i tempi e i costi di sviluppo. Alonso Vera, a capo dell’Ames Human-Computer Interaction Group, ha svelato che sviluppare PRACA è costato all’incirca 100mila dollari: "Se lo avessimo dovuto sviluppare da zero – ha dichiarato Vera – sarebbe costato 10 volte di più".

"Grazie ai tool di BugZilla, i tecnici saranno in grado di apportare cambiamenti sia a PRACA che a IFI più o meno in tempo reale", ha spiegato Vera. "In precedenza tali modifiche dovevano essere proposte al proprietario del software, e spesso ci volevano due settimane per ottenere quanto richiesto".

Gli autori del PRACA sostengono che questo software è stato pensato per semplificare la ricerca di soluzioni ai problemi dello Shuttle: in questo si rivela di capitale importanza il database a cui PRACA è interfacciato, che permette di confrontare i problemi attuali con quelli già risolti nel passato e trovare così eventuali cause e soluzioni comuni.

Come noto, BugZilla è un sistema per la raccolta e la tracciatura dei bug inizialmente sviluppato e usato da Mozilla e pubblicato sotto l’omonima licenza open source. Nonostante il nome, BugZilla è stato concepito per gestire una grande varietà di informazioni: Mozilla, ad esempio, lo usa anche per tenere traccia delle richieste di modifica delle funzionalità delle proprie applicazioni (Firefox in primis).

Fonte: Punto Informatico

Con uno degli aggiornamenti di sicurezza più sostanziosi dell’anno, ieri Mozilla ha corretto circa una dozzina di vulnerabilità relative a Firefox 2 e 3. Gli advisory che interessano gli utenti di Firefox 3 sono nove, quattro dei quali classificati con il più elevato grado di rischio.

Gli esperti di sicurezza avvertono che le falle più serie potrebbero essere sfruttate da malintenzionati per eseguire codice da remoto e, nei casi peggiori, installare malware o prendere il pieno controllo di un PC vulnerabile. In particolare, il bug descritto qui, relativo al parsing del formato http-index, potrebbe essere innescato da un cracker per mezzo di un header malformato: se un utente apre una pagina web contenente tale header, Firefox va in crash e può causare l’esecuzione di codice maligno.

Una falla analoga è quella relativa all’nsFrameManager, anch’essa sfruttabile per crashare il browser ed eseguire del codice a distanza. Il bug relativo a XSS e JavaScript può invece essere utilizzato da un malintenzionato per elevare i propri privilegi. L’ultimo bollettino "critico", infine, descrive diverse vulnerabilità che possono portare al crash del browser o alla corruzione della memoria.

Firefox 2.0.0.18 risolve buona parte dei problemi di sicurezza corretti dalla versione 3.0.4 e qualche altro in più: qui le falle "critiche" sono infatti sei, e gli advisory undici. Mozilla Foundation consiglia a tutti gli utenti di Firefox 2 di passare quanto prima all’ultima versione del proprio browser.

Le nuove versioni di Firefox possono essere scaricate dai siti di Mozilla (.com, europe.org e italia.it) o attraverso la funzione di aggiornamento automatico integrata nel software.

Fonte: Punto Informatico

Mozilla ha rilasciato una versione sperimentale di Firefox, nota con il nome in codice Minefield, che integra per la prima volta la funzione Private Browsing presentata lo scorso settembre. Questa release si basa su una recente nightly build di Firefox 3.1 (Shiretoko), e rappresenta una sorta di banco di prova per alcune delle tecnologie che faranno parte di Shiretoko o della successiva release 3.2.

Private Browsing non è altro che l’implementazione del cosiddetto porn-mode, uno strumento che consente all’utente di non lasciare alcuna traccia in locale delle attività svolte sul Web. Questa feature è in grado di fare automaticamente piazza pulita di cronologia, file temporanei, elenco dei download, password salvate, cronologia delle ricerche, cookie, sessioni salvate, dati delle form ecc.

A differenza dello strumento Elimina dati personali già incluso in Firefox 2.x e 3.0, che si limita a cancellare le informazioni personali quando queste sono già state scritti su hard disk, Private Browsing non scrive nulla su disco: quando l’utente attiva questa modalità, il browser archivia tutti i dati sensibili nella memoria RAM, all’interno di un ambiente virtuale chiamato sandbox. Alla chiusura della sessione di navigazione, la sandbox viene "distrutta" senza lasciare alcuna traccia.

Per passare alla modalità di "navigazione privata", Firefox chiude la sessione attiva, salvandola su disco, e si riavvia. Questo significa che, a differenza di quanto permette la modalità Incognito di Google Chrome, con Firefox 3.1 non è possibile tenere contemporaneamente aperte finestre in modalità privata e finestre in modalità standard.

I più paranoici possono rendere la modalità "privata" quella di default per mezzo di una modifica alle impostazioni del browser.

La sessione aperta prima dell’attivazione del Private Browsing viene automaticamente ripristinata alla chiusura del browser o al crash di quest’ultimo.

Va detto che oggi è già possibile far girare Firefox o altre applicazioni all’interno di una sandbox per mezzo di vari software, tra i quali uno dei più noti è Sandboxie. A differenza della funzione Private Browsing di Minefield, che utilizza la sandbox solo come un contenitore di dati, i software come Sandboxie "virtualizzano" l’intera applicazione: questo isola il resto del sistema da tutto ciò che viene eseguito all’interno della sandbox, inclusi eventuali download infetti.

"È molto importante evidenziare che Private Browsing non è uno strumento capace di garantirvi l’anonimato su Internet o di proteggervi da quegli spyware che, per mezzo di sofisticate tecniche, sono in grado di intercettare il vostro traffico online", ha commentato Ehsan Akhgari, principale autore del tool. "Private Browsing è stato unicamente concepito per garantire che Firefox non archivi alcun dato che possa essere ricollegato alle vostre attività online. Niente di più e niente di meno che questo".

Dopo Safari, che dispone di una modalità per la "navigazione privata" già da diverso tempo, pare che il porn-mode sarà una caratteristica quasi obbligata per i browser di prossima generazione: tale funzionalità sarà infatti offerta, oltre che da Firefox 3.1, da Internet Explorer 8 e da Google Chrome. Per la verità questa caratteristica avrebbe già dovuto far parte di Firefox 3.0, ma Mozilla non è riuscita a completarla per tempo.

La tecnologia sviluppata da Akhgari è stata introdotta in Minefield proprio poche ore prima che l’ultima build di Firefox 3.1 fosse dichiarata "code freeze", ossia non più passibile di modifiche ad eccezione della correzione dei bug. Questa mossa anticipa il rilascio, previsto nelle prossime settimane, della seconda beta di Shiretoko.

È possibile provare Private Browsing scaricando l’ultima nightly build di Firefox 3.1 da qui.

Fonte: Punto Informatico

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