IPO Mozilla?
No, non è un cavallo godzillato (ippomozilla), bensì l’ipotesi avanzata da Silicon Alley Insider di una IPO, OPV per dirla all’italiana, da parte di Mozilla.
But others–dare we say most?–will continue to contribute and carry on the Firefox anti-IE fight, especially after Mozilla distributes pre-IPO shares to the most prolific contributors (vesting over four years, of course, with more options granted every year, so as to ensure ongoing loyalty).
Subito sono arrivate le smentite lato Mozilla (oppure quella di John Lily, Chief Operations Officer in Mozilla).
We’ve said this before on the record and we’ll reiterate categorically that there’s no intent or desire to do a public offering, no plans to do so, and an overwhelming sentiment here that to do something like this would fundamentally undermine what Mozilla is about.
Seguono ulteriore risposta di Henry Blodget e contro risposta di John Lily.
Io intanto mi porto avanti e comincio a fare i conti:
- responsabile della localizzazione italiana di AMO
- responsabile della localizzazione italiana di Mozilla Europe e delle pagine statiche su Mozilla.com (per capirci, quelle che vedete ogni volta che aggiornate Firefox)
- responsabile quasi ufficiale della localizzazione italiana di Firefox
- amministratore del forum del progetto ufficiale di localizzazione italiana
Quante azioni mi toccherebbero? Io spero nessuna.
Da un lato mi piacerebbe vedere gratificato economicamente il mio impegno, dall’altro ho il timore che una simile scelta sarebbe l’inizio della fine per Mozilla.
Sia ben chiaro: ho sempre fatto questo lavoro gratis, così come tutti gli altri ragazzi di Mozilla Italia, e continuerò a farlo finché ne avrò tempo e possibilità, anche se non nascondo che un minimo ritorno economico semplificherebbe le cose. Ad esempio sarebbe possibile rinunciare a piccoli lavori per garantire ore di lavoro a Mozilla invece di lavorare di notte, a scapito di vita sociale e qualità del lavoro stesso. Per inciso: ritengo che tale qualità sia sempre stata buona, anche se alcuni lavori “giovanili”, visti con gli occhi di oggi e alla luce dell’esperienza accumulata, risultano delle discrete schifezze ![]()
Già adesso, a mio modo di vedere, è difficile conciliare l’esistenza di sviluppatori non pagati e di dipendenti, figuriamoci se si decidesse di distribuire azioni: alcuni collaboratori di lunga data farebbero le valigie per altri progetti OS, altri arriverebbero attratti solo dalla possibilità di guadagno. Meglio evitare.
di Francesco Lodolo, via pseudotecnico:blog