ottobre 2007


Mozilla Labs, il team di Mozilla Foundation dedicato alla ricerca di nuovi software, sta portando avanti un progetto che potrebbe sfumare la linea di confine che oggi separa le applicazioni desktop da quelle web. Il suo ultimo frutto porta il nome di Prism, programma sperimentale che, basato sulle stesse tecnologie di Firefox, è stato progettato per svincolare le web application dai browser tradizionali e renderne l’utilizzo più semplice e immediato.

Prism non è altro che un’evoluzione di WebRunner, di cui si è parlato lo scorso luglio, e come questo include una versione ridotta ai minimi termini di Firefox pensata per far girare le applicazioni all’interno di una finestra priva di toolbar, barra degli indirizzi e pulsanti di navigazione. Rispetto ai browser tradizionali, Prism fornisce agli utenti di applicazioni web almeno tre vantaggi: è più leggero; permette di associare rapidamente qualsiasi web application ad un’icona sul desktop, nel menù Start e/o nella barra di Avvio veloce di Windows; ogni web application gira in una differente istanza del browser.

Quest’ultima caratteristica è forse la più importante: il fatto che che ogni applicazione o servizio web giri in un processo separato non solo fornisce un maggior livello di sicurezza (ad esempio, contro gli attacchi cross-site scripting), ma fa anche sì che il crash di un’istanza del browser non causi la chiusura a catena delle altre web application. Per gli sviluppatori il principale vantaggio è invece costituito dalla possibilità di distribuire le proprie web application insieme a versioni personalizzate di Prism, rendendone così l’installazione, per gli utenti, molto simile a quella di un software tradizionale.

"A dispetto di Adobe AIR e di Microsoft Silverlight, noi non stiamo creando una piattaforma proprietaria per rimpiazzare il web", si legge in questo articolo di Mozilla Labs: "Noi pensiamo che il web sia una piattaforma aperta e potente per questo genere di innovazione, e di conseguenza il nostro obiettivo è quello di identificare e semplificare lo sviluppo di tecnologie che portino nella piattaforma web i vantaggi tradizionalmente legati alle applicazioni desktop".

Il riferimento di Mozilla alla tecnologia AIR non è andato a genio a Mike Chambers, product manager di Adobe. In questo post Chambers contesta non soltanto l’accostamento di AIR a Silverlight, che a suo dire sono tecnologie "assolutamente non correlate fra loro", ma soprattutto il fatto che Adobe – secondo Mozilla – aneli a sostituire la piattaforma web con una proprietaria.

"Si potrebbe descrivere Adobe AIR nello stesso modo utilizzato da Mozilla per descrivere Prism: basta sostituire Prism con Adobe AIR e Firefox con Webkit", ha affermato il manager di Adobe. "Mozilla sembra impegnata a creare qualcosa di davvero simile a Adobe AIR (il che è bello e fantastico), ma per un motivo o per l’altro questo è intrinsecamente un bene se lo fa Mozilla, e intrinsecamente un male se lo fa Adobe".

Al di là di queste scaramucce, Prism appare come un piccolo passo nel tragitto verso la convergenza web/desktop intrapreso da Mozilla. Di fatto, Prism non fa altro che creare una scorciatoia ad una web application e farla girare all’interno di un browser "nudo e crudo", senza fronzoli. A differenza di Adobe AIR, ad esempio, il programma open source non fornisce una vera integrazione tra web application e desktop, e soprattutto non supporta l’esecuzione di applicazioni offline. Prism è oltretutto privo di un account manager: lanciare un’applicazione web direttamente dal desktop del sistema operativo è una comodità di poco conto se, ogni volta, l’utente è poi costretto ad autenticarsi nell’applicazione in modo manuale.

Va tuttavia ricordato che Prism è soltanto una tecnologia sperimentale, che in futuro Mozilla ha intenzione di migliorare e ampliare in modo considerevole: ad esempio, aggiungendovi il supporto all’archiviazione offline (che dovrebbe arrivare con Firefox 3) e l’accesso alle accelerazioni 3D delle schede grafiche.

Nei piani di Mozilla, Prism dovrebbe diventare anche un’estensione per Firefox: per gli utenti del Panda rosso questa opzione sarebbe senza dubbio più comoda, perché consentirebbe loro di linkare al volo qualsiasi applicazione web al proprio desktop senza lasciare il browser.

In attesa di piattaforme capaci di far girare le applicazioni web 2.0 a braccetto con quelle desktop, si vanno diffondendo software tagliati su misura per certe web application: questo consente a tali programmi di fornire un livello di integrazione con il desktop molto più sofisticato di quello oggi fornito dalle tecnologie generiche. Un esempio è dato da Mailplane, un software per Mac OS X che aggiunge a Gmail il supporto alle operazioni di drag and drop, la possibilità di inviare immagini a iPhoto, un gestore di password integrato con Keychain e una funzione di notifica dei nuovi messaggi. Il punto di forza di tali software, ossia quello di essere tagliati su misura per una web application specifica, rappresenta però anche il loro più grosso limite.

Prism può essere scaricato da qui, al momento nella sola versione per Windows. In futuro Mozilla conta di rilasciarlo anche in versione Linux e Mac OS X.

Fonte: Punto Informatico

Da Alta Gradazione arriva un bel trucchetto per nascondere la barra dei segnalibri e farla apparire quando si passa col mouse sopra la barra degli strumenti (dove c’è la barra degli indirizzi). Questo è il codice da inserire nel file userChrome.css o in un nuovo stile creato con Stylish:

/**Barra dei segnalibri a scomparsa**/
#PersonalToolbar {
display: none !important;
}
#navigator-toolbox:hover > #PersonalToolbar {
display: -moz-box !important;
}

Probabilmente il trucchetto si può applicare anche ad altri browser Gecko based che non siano Firefox, ma non ho provato.

di gialloporpora, via Il blog che non c’è

Secondo le notizie trapelate da fonti interne alla stessa azienda, Mozilla rilascerà a breve – probabilmente già agli inizi della prossima settimana – un’altra nuova versione di Firefox per risolvere cinque bug introdotti nel browser con il rilascio della release 2.0.0.8.

Quest’ultima versione del browser opensource è stata infatti resa disponibile per il download settimana scorsa ed integra le patch per dieci vulnerabilità di sicurezza precedentemente scoperte. L’introduzione di tali aggiornamenti avrebbe però causato la comparsa di alcune problematiche aggiuntive.

Tre dei problemi scoperti dopo il rilascio di Firefox 2.0.0.8 riguarderebbero esclusivamente gli utenti di Windows mentre gli altri due si rifletterebbero sulle funzionalità di rendering delle pagine web ed interesserebbero tutte le piattaforme compresi i sistemi Mac OS X e Linux.

Tra i bug relativi ai sistemi Windows, uno impedirebbe – in determinate circostanze – l’utilizzo delle estensioni installate. Ci sarebbe anche la possibilità che il browser vada in crash all’avvio.

Da Mozilla si ridimensiona la gravità delle problematiche che verranno sistemate con il rilascio di Firefox 2.0.0.9, nel corso della prossima settimana.

di Michele Nasi, via Il Software

La fondazione Mozilla gode di ottima salute. I dati finanziari del 2006 da poco resi noti mostrano un profitto pari a 66,8 milioni di dollari, un aumento di ben 26 punti percentuali rispetto all’anno precedente, nel quale erano state registrate entrate per 52,9 milioni di dollari. Le spese sono state alquanto contenute e pari a 19,7 milioni di dollari, la maggior parte dei quali sono stati investiti in due aree chiave: le persone e le infrastrutture. «La cosa più importante è come Mozilla rimanga finanziariamente in ottima salute», ha affermato il chairman della fondazione Mitchell Baker all’interno del suo blog, «rendendoci così liberi di assumere più persone, realizzare più prodotti, aiutare gli altri progetti e offrire più possibilità di partecipazione ad Internet a milioni di persone. Il progetto Mozilla è in crescita sotto molti aspetti – di dimensione, proporzioni, tipi di attività, nuove comunità e ricerca».

Così come nel 2005, la maggior parte dei ricavi derivano dalle funzioni di ricerca integrate nel browser Firefox, le quali fanno riferimento principalmente a Google. L’accordo tra le due società termina comunque nel 2008, anno in cui Mozilla potrà decidere se estendere la partnership oppure volgere lo sguardo altrove.

Alla fine del 2006 erano 90 le persone che lavoravano a tempo pieno o part time all’interno di Mozilla, in particolar modo nelle sussidiarie di California, Tokyo, Toronto, e Parigi. La fondazione è comunque in continua espansione, come illustra Baker, in particolar modo per quanto riguarda le infrastrutture tecniche: nel 2006 sono state scaricate 600.000 copie di Firefox (oltre 2,1 terabyte di dati) e 25 milioni di aggiornamenti al giorno, fattore che ha richiesto un notevole incremento nelle capacità della infrastruttura. Ma non è solo il movimento di bit ad interessare Mozilla. L’infrastruttura per la gestione degli add-on per Thunderbird e Firefox è un esempio di sito multi linguaggio, e non semplicemente localizzato, nato con l’intento renderlo il più godibile possibile anche a coloro i quali non parlano la lingua inglese, e esempio di come i guadagni legati a Firefox possano essere utilizzati per il bene dell’intera comunità Mozilla.

La filosofia di Mozilla comunque va oltre la semplice produzione di progetti open source: «serve anche a sviluppare una Internet dove la scelta, l’innovazione, la partecipazione, il potenziamento individuale e i benefici pubblici sono intrinsechi al tessuto della vita online. [...] 120 milioni di persone utilizzano Firefox e godono di una esperienza di navigazione più sicura e personale. Milioni di persone usano Thunderbird e godono di un esperienza aperta di gestione della posta».

di Tullio Matteo Fanti, via WebNews

Se in seguito all’aggiornamento a Firefox 2.0.0.8 tutte le estensioni risultano disabilitate, per risolvere il problema è sufficiente eliminare 3 file dalla cartella del profilo (non del programma!): extensions.rdf, extensions.ini and extensions.cache.

Altro problema su Windows Vista: se Firefox non è in grado di rilevare la Java Virtual Machine, è necessario eseguire almeno una volta Firefox come amministratore (tasto destro sull’icona->Esegui come amministratore) e aprire una pagina contenente una Applet Java (meglio farlo su un sito sicuro).

Si tratta di due dei cinque bug introdotti con la nuova versione e porteranno in brevissimo tempo al rilascio di una versione 2.0.0.9.

Fonte: pseudotecnico:blog

Ho appena terminato l’inserimento delle nuove release 2.0.0.8 su Mozilla Italia. Qui di seguito l’annuncio:

È disponibile per il download la versione 2.0.0.8 di Firefox: è possibile consultare le note di versione in italiano e l’elenco dei bug risolti. Si tratta di un aggiornamento che, tra le altre cose, adegua la compatibilità del pacchetto in vista dell’uscita del nuovo sistema operativo Apple (Leopard).

Gli utenti riceveranno automaticamente l’aggiornamento in queste ore; vi ricordiamo che è comunque possibile avviare manualmente la ricerca degli aggiornamenti attraverso l’apposito comando (in Linux e Mac Os X si trova nel menu Guida, in Windows nel menu ?).

A coloro che ancora stiano usando la versione 1.5.x, ricordiamo che tale versione non è più supportata né aggiornata da Mozilla dal maggio scorso, e consigliamo a tutti gli utenti di effettuare l’aggiornamento al ramo 2.0.x (dopo aver verificato i requisiti di sistema).

Per le richieste di supporto gli utenti possono utilizzare l’apposita sezione del nostro forum.

I bug corretti sono diversi:

E’ stata inoltre aggiornata la compatibilità in previsione dell’uscita di Leopard (il prossimo 26 ottobre). Inutile dire che l’aggiornamento è caldamente consigliato. Non perderete in alcun caso i dati legati al vostro profilo e le estensioni (la maggior parte almeno sono tutt’ora compatibili con il ramo 2.0.0.x).

di Gioxx, via Gioxx’s Wall

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