Non è piaciuta ai pubblicitari l’estensione Adblock che permette agli utenti di Firefox di navigare senza alcun banner. Alcuni siti hanno bloccato l’accesso a chi usa il browser open source, mentre le polemiche dilagano.

A ogni nuovo sistema pubblicitario corrisponde una reazione uguale e contraria da parte dei consumatori. Un teorema che, portato all’apice del successo dal statunitense TiVo, oggi rivive anche sul web attraverso Adblock Plus, estensione per il browser Firefox che permette di eliminare tutti i banner e pubblicità da qualsiasi sito web. La notizia, inizialmente diffusa grazie a una segnalazione su Digg, torna attuale in questi giorni, grazie a un editoriale di Noam Cohen sul New York Times.

Per chi utilizza Firefox, è sufficiente un solo click per installare l’add-on che blocca le animazioni pubblicitarie. Una volta installato, Adblock offre una serie di liste preimpostate in grado di valutare con diversi criteri gli eventuali spazi dedicati alle inserzioni. Come qualsiasi filtro, Adblock è in grado di adattarsi all’ambiente, e può essere impostato con criteri aggiunti, o eliminati, personalmente da ogni utente, a più livelli di complessità. Ma anche per chi di estensioni non sa nulla, il sistema è in grado di riconoscere e bloccare efficacemente un buon numero di banner, in particolare quelli animati. Il funzionamento di Adblock appare semplice sia come idea che come utilizzo e, per questo, risulta ancora più minaccioso per le agenzie pubblicitarie.

Non per nulla, infatti, hanno preso forma polemiche accese e rivolte a Firefox: il motivo è che il browser non impedirebbe agli utenti di utilizzare Adblock e sarebbe quindi corresponsabile di questo affronto indetto contro il mondo della pubblicità. E non potendo affrontare direttamente coloro che hanno installato Adblock, lo scontro è con chi usa il Panda rosso, nessuno escluso. Alcuni siti web, per ora un numero ancora imprecisato ma limitato, hanno intrapreso una battaglia contro Firefox, impedendo l’accesso a tutti gli utenti che utilizzano il browser incriminato. Un boicottaggio a tutti gli effetti che reindirizza immediatamente al sito Why Firefox is blocked, in cui vengono pazientemente esplicitate le colpe di cui si sarebbero macchiati gli utenti.

E per i siti web che vivono con le entrate pubblicitarie, Adblock è un ostacolo troppo ingombrante. Soprattutto nell’era che segue quella delle finestre pop-up, prontamente sconfitte con il blocca pop-up introdotto per la prima volta dal browser della Mozilla Foundation. Anche la diffusione dei feed Rss si insinua tra le tecnologie che più allontanano i visitatori dalla pubblicità, nonostante i trucchi di feed troncati siano legittimati e frequenti.

I banner, tanto amati dai pubblicitari quanto rifiutati dagli utenti, ricevono un altro brutto colpo, sebbene la percentuale di utenti che usano Firefox e che, a loro volta, conoscono gli add-on è ancora limitata. Lo dichiarano anche gli stessi siti che appoggiano l’iniziativa Why Firefox is blocked: dalle statistiche è emerso che gli utenti a cui stanno rinunciando implicano "minimi svantaggi finanziari". E l’aspetto finanziario è l’unico che sembra interessare queste aziende che, bloccando Firefox, permettono ad Adblock di farsi conoscere per la rete.

Di Marina Rossi, tratto da VisionPost