luglio 2007


Facendo seguito all’annuncio di mercoledì scorso nel quale Mozilla sta valutando delle alternative per un nuovo modello organizzativo per il progetto Thunderbird, le gente (io compreso) sta reagendo nei blog e su altri mezzi comunicativi dicendosi molto preoccupata per ciò che questo potrebbe significare per Thunderbird, come prodotto, e per Mozilla, come progetto open source.

Per fortuna, e come ci si attendeva, Mitchell Baker, amministratrice delegata di Mozilla, sta già rispondendo ad alcune di queste giuste preoccupazioni.

Innanzitutto, smentisce decisamente la teoria secondo la quale "Google voglia Thunderbird morto". Non mi era mai passato per la testa ma è comunque bello vedere che questo punto è stato chiarito.

Poi Mitchell risponde alla mia preoccupazione di come il taglio di un progetto di posta elettronica si allinei con la missione di Mozilla di potenziare Internet come piattaforma e come servizio e bene pubblico. La mia preoccupazione è nata solo dopo aver letto l’opinione del responsabile dello sviluppo di Thunderbird, Scott MacGregor, sul proprio blog.

Mitchell ribadisce che Mozilla si rivolge ad Internet e non solo al web: "La missione di Mozilla è molto ampia; ampia abbastanza per racchiudere diversi aspetti dell’interazione umana con Internet".

Dunque, come è solito in questo tipo di discussioni, non si tratta di una decisione binaria se Thunderbird sia allineato oppure no con la missione Mozilla. Invece, si tratta di capire se è il modo più efficace per Mozilla per essere coinvolta nella messaggistica Internet. E poiché esiste questo dubbio, Mozilla, per come è attualmente organizzata, potrebbe non essere l’ambiente più adatto per lo sviluppo di Thundebird. Almeno è quello che penso dopo aver letto questo paragrafo: "Stiamo cercando di capire il modo migliore per utilizzare le risorse con efficacia. Questo comprende Thunderbird, questo comprende un potenziale nuovo approccio alla posta elettronica, questo comprende nuove idee che potrebbero emergere nel tempo".

E il problema, per come Mozilla è attualmente organizzata, è l’attenzione, o la sua mancanza: "Ogni giorno il team di sviluppo può lavorare su Thunderbird, che serve a dovere i propri utenti. Oppure possono lavorare su Firefox, che tocca una zona enorme dell’industria del web, e servire una base di utenti che è almeno un ordine di magnitudo più ampia", si legge nel suo ultimo post. "Questa non è una bella situazione per Thunderbird per ottenere attenzione e impegno. Assumere nuove persone non risolve il problema e non cambia l’equazione per determinare l’attenzione relativa".

La mancanza di attenzione è una preoccupazione comprensibile per stimolare la ricerca di alternative su come preparare un ambiente adatto per lo sviluppo di Thunderbird. Ho letto da qualche altra parte che il team di Thunderbird presso la Mozilla Corporation è composto da solo 2 o 3 persone. Questi numeri evidenziano ciò a cui si riferisce Mitchell nella sua citazione precedente e quello che Scott fa notare nell’ultimo aggiornamento del suo blog: "Ad esempio, un ingegnere dedicato allo sviluppo di Thunderbird farebbe un’enorme differenza. Infatti, solo quella persona in più ci avrebbe permesso di far uscire Thunderbird 2.0 un paio di mesi prima".

Ora, ogni azienda ha un prodotto di punta. Ed è Firefox. Ma questo non significa (necessariamente) che ci si debba sbarazzare degli altri prodotti ma piuttosto creare una nuova divisione con un team di supporto diverso. Questo assomiglia alla Opzione 2: creare una società affiliata alla Mozilla Foundation che svilupperebbe e si occuperebbe del marketing di Thunderbind, disponendo del proprio team completo per garantire la giusta attenzione che si merita Thunderbird.

Sfortunatamente questo significherebbe, in alcuni casi, raddoppiare i costi: doppia contabilità, doppio ufficio legale, doppia infrastruttura IT. Che ne dite di un Mozilla Shared Sharvices? La Mozilla Corporation e la Thunderbird Corporation si impegnerebbero solamente nello sviluppo e nel marketing mentre Mozilla Shared Services fornirebbe tutti gli altri servizi di supporto. Questo inoltre faciliterebbe la possibilità per Mozilla di abbracciare nuovi progetti e distribuire le risorse in modo più efficiente, ma significherebbe anche un maggiore impegno per lanciare questa nuova organizzazione.

Ci sono ancora alcuni punti per Mitchell da coprire. Ma devo notare quanto sia unica la possibilità di partecipare in questa discussione, persino per un progetto open source, data la visibilità e la copertura mediatica di cui gode Mozilla.

Di Percy Cabello e tradotto da Rossano Orlandini, tratto da mozilla links – edizione italiana

È disponibile per il download la versione 2.0.0.6 di Firefox: è possibile consultare le note di versione in inglese, nei prossimi giorni verranno messe a disposizione degli utenti le note di versione in italiano e l’elenco dei bug risolti. Si tratta di un aggiornamento che risolve alcuni problemi di sicurezza e di stabilità tra cui quello ormai noto relativo alla gestione degli URI, tutti gli utenti sono invitati ad aggiornare i propri software all’ultima versione disponibile.

Gli utenti riceveranno automaticamente l’aggiornamento in queste ore; vi ricordiamo che è comunque possibile avviare manualmente la ricerca degli aggiornamenti attraverso l’apposito comando (in Linux e Mac Os X si trova nel menu Guida, in Windows nel menu ?).

A coloro che ancora stiano usando la versione 1.5.x, ricordiamo che tale versione non verrà più supportata né aggiornata da Mozilla, e consigliamo a tutti gli utenti di effettuare l’aggiornamento al ramo 2.0.x (dopo aver verificato i requisiti di sistema).

Per le richieste di supporto gli utenti possono utilizzare l’apposita sezione del forum di Mozilla Italia.

Fonte: Mozilla Italia

Al contrario di quanto in molti dicono, Mozilla Firefox, usato “così come esce dalla fabbrica” non è un browser blindato dal punto di vista della sicurezza, infatti, non ci protegge ne da cookie e referer intrusivi/spioni ne da attacchi di tipo XSS.
La maggiore forza di Firefox, come tutti voi geek saprete, è la possibilità di ampliarne le funzioni tramite estensioni, infatti, noi oggi vedremo insieme come blindare il nostro browser open source proprio tramite alcune di queste.
niziamo a proteggere il nostro Firefox dai cookie abusivi, ovvero, quei piccoli file che memorizzano e tracciano le nostre abitudini sul web senza il nostro consenso. Per farlo, basta installare l’estensione CookieSafe per poi andare nel menu “strumenti” > “componenti aggiuntivi” > “CookieSafe” > “Opzioni” > “Globali” e mettere la spunta alla voce “Accetta solo per il sito web di origine”.


Adesso occupiamoci di altri spioni, ovvero i referer, installando l’estensione RefControl. Per avere una protezione efficace, andiamo nel menu “strumenti” > “componenti aggiuntivi” > “RefControl” > “Opzioni” > “Modifica” e mettiamo la spunta sulla voce “Contraffai”.
Ultima, ma non meno importante, protezione da mettere è quella contro gli attacchi XSS. Qui non bisogna configurare niente: basta installare XSS Warning ed il gioco è fatto.

Fonte: Geekissimo

Pubblichiamo la traduzione in italiano del post di ieri di Scott MacGregor, responsabile dello sviluppo di Thunderbird, dopo l’annuncio di Mitchell Baker sui nuovi piani relativi a Thunderbird.

Nel blog di Mitchell si parla della necessità di trovare una nuova dimora organizzativa per Thunderbird. Volevo condividere i miei pensieri sul perché abbiamo bisogno di fare qualcosa, fornire maggiori dettagli su quello che io e David crediamo sia il meglio per Thunderbird e i propri utenti, e sollecitare un feedback dalla community per i loro pensieri e le loro idee.

Perché

Agli albori della Fondazione, le applicazioni di navigazione e di posta elettronica erano legate insieme poiché erano le due attività Internet più importanti in cui erano occupati gli utenti. All’epoca aveva senso avere sia Firefox che Thunderbird sotto la Mozilla Foundation.

Nel tempo la missione della Mozilla Foundation si è evoluta per concentrarsi sull’avanzamento del web aperto grazie alla navigazione e alle attività collaterali. Oggi Thunderbird, come client desktop per la posta elettronica, non appoggia questa missione con il risultato di avere avuto una bassa priorità per qualche tempo. Thunderbird distoglie l’attenzione dagli impegni su Firefox e non ha il livello di risorse e di supporto necessari per far fare un passo in avanti alla posta elettronica. Le versioni di Thunderbird sono riorganizzate grazie agli sforzi eroici dei gruppi di QA e Release, ancora provati dall’ultima recente uscita di Firefox.

Affinché la comunità di Thunderbird possa crescere e diffondersi, abbiamo bisogno di una nostra missione che promuova gli interessi della posta elettronica aperta e dei propri utenti, e abbiamo bisogno di un’organizzazione dedicata ad appoggiare questa missione. Noi (David, io, i responsabili del consiglio di amministrazione della Corporation e della Foundation) siamo tutti d’accordo che è giunta l’ora di formare una nuova organizzazione dedicata a Thunderbird e ai propri utenti.

Alcune possibilità

Il post di Mitchell delinea alcune opzioni disponibili. Stiamo pensando a tutte queste possibilità da diverso tempo e queste sono le nostre osservazioni. Siamo interessati a sapere anche quello che pensano gli altri.

Opzione 1. Creare una nuova organizzazione senza fini di lucro analoga alla Mozilla Foundation – una Thunderbird Foundation. Se ne risulta che Thunderbird genera un modello di ricavi provenienti dal prodotto allo stesso modo di Firefox, allora una Thunderbird Foundation potrebbe seguire il modello della Mozilla Foundatione e creare un’azienda affiliata.

Le complessità e i carichi organizzativi associati a questa possibilità sono molto elevati. In fondo, siamo un piccolo gruppo di sviluppatori che vogliono concentrarsi nel servire gli utenti e lavorare con la community e non trascorrere la maggior parte del tempo a gestire le complessità di questo tipo di organizzazione.

Opzione 2. Creare una nuova azienda affiliata alla Mozilla Foundation per Thunderbird. Questa avrebbe meno carichi amministrativi, sebbene richieda comunque una nuova azienda che sia al servizio della missione della Mozilla Foundation.

Questa possibilità non risponde agli obiettivi né della Mozilla Corporation né della nuova azienda, poiché un’affiliata di Thunderbird non proseguirebbe la missione della Foundation di avanzare verso il web aperto e continuerebbe a togliere risorse a Firefox.

Opzione 3. Thunderbird è pubblicato come progetto di community in modo quasi analogo a SeaMonkey, e viene formata dagli sviluppatori di Thunderbird una piccola società di servizi e di consulenza indipendente per continuare lo sviluppo e la cura per gli utenti Thunderbird. Molti progetti open source utilizzano questo modello, potrebbe essere più semplice e più efficace rispetto ad un’azienda affiliata alla Mozilla Foundation. Tuttavia, la creazione di una simile società senza fini di lucro sarebbe estremamente difficile e la risposta più naturale sarebbe quindi condurre un’azienda di servizi come azienda indipendente soggetta a tassazione. Dovremo capire in che modo una simile azienda si metterebbe in relazione con il prodotto Thunderbird in sé. Qual è il modo migliore per una simile azienda di pubblicare un prodotto? In che modo tutto questo si lega al progetto di community che rimane all’interno di Mozilla?

Noi crediamo che la creazione di un’azienda separata indipendente concentrata sulla missione di Thunderbird sia il modo migliore per curare i nostri utenti, avendo allo stesso tempo la massima flessibilità per crescere e sostenere la nostra missione.

La nostra visione è quella di creare una società indipendente responsabile dello sviluppo delle prossime versioni di Thunderbird, supportando i nostri utenti e fornendo scelta e innovazione nell’ambito della posta elettronica. L’azienda incorporerebbe gli stessi princìpi che rendono così eccezionale Mozilla: dedizione all’open source, trasparenza, coinvolgimento delle community e dare il meglio ai propri utenti.

Il progetto Thunderbird diventerebbe un progetto di una community Mozilla, come SeaMonkey e Camino. Il codice non si sposterebbe, i modi con cui tutti noi interagiamo (bugzilla, CVS, IRC) non cambierebbero. La community Thunderbird continuerebbe ad interagire e partecipare con altri collaboratori acquisiti (localizzatori, sviluppatori di SeaMonkey, sviluppatori di Penelope, volontari per il QA e così via) per continuare ad innovare sulla piattaforma della posta elettronica e dei newsgroup. La nuova azienda sarebbe responsabile per la "produttizzazione" di Thunderbird, in modo analogo alla "produttizzazione" di Firefox da parte della Mozilla Corporation.

Queste responsabilità sarebbero finanziate utilizzando le seguenti fonti di introiti potenziali:

  • donazioni da utenti esistenti, università, aziende ecc…
  • diversi contratti di supporto
  • altre partnership che appoggiano la missione di Thunderbird

David ed io ci siamo impegnati a trovare la giusta soluzione che ci possa permettere di supportare la nostra base di utenti, accrescere la nostra community e rivitalizzare lo sviluppo di Thunderbird. Desideriamo anche conoscere i vostri pareri e se ci sono altre possibilità da valutare.

Di Percy Cabello e tradotto da Rossano Orlandini, tratto da mozilla links – edizione italiana

Buone notizie per gli utenti Firefox. L’ultima nightly build di Firefox 3 (nome in codice Gran Paradiso) pubblicata oggi include il supporto per il completo zoom della pagina.

Sin dai giorni dell’ora defunta Mozilla Application Suite, gli utenti dei browser basati su Gecko avevano richiesto uno zoom completo della pagina che potesse ingrandire e ridurre, oltre al testo, anche le immagini. Il gran giorno è finalmente arrivato e il bug 4821, registrato nell’aprile del 1999, è stato etichettato come RISOLTO.

Ci sono ancora diversi altri bug da sistemare e l’interfaccia utente definitiva deve ancora essere scelta, ma la gran parte del lavoro per Firefox 3 è stata fatta.

Di Percy Cabello e tradotto da Rossano Orlandini, tratto da mozilla links – edizione italiana

Molti ritengono che nel prossimo futuro le applicazioni web-based siano destinate a rimpiazzare buona parte delle attuali applicazioni desktop. Il problema è che i tradizionali web browser, infarciti di funzionalità d’ogni genere, sono poco adatti per svolgere il ruolo di ambienti di esecuzione di applicazioni web. Mozilla Foundation sostiene di aver colmato questa lacuna sviluppando WebRunner, un browser ai minimi termini specificamente pensato per far girare applicazioni online.

Basato sul codice di Firefox, con il quale condivide il motore di rendering e la tecnologia d’interfaccia XUL, WebRunner è un browser che fa a meno dei menù, delle toolbar e dei finimenti di un normale web browser. I suoi sviluppatori definiscono WebRunner un Site Specific Browser (SSB), ossia un’applicazione "con un browser integrato progettata per far girare una sola applicazione web".

Rispetto a Firefox e ad altri browser, WebRunner si distingue anche per una migliore integrazione con il desktop, che gli permette di mostrare icone personalizzate per le singole applicazioni e di visualizzare notifiche, e la capacità di far girare ogni applicazione in un processo separato, così che il crash di una istanza del browser non causi la chiusura a catena delle altre web application.

WebRunnerMozilla ha spiegato che gli sviluppatori che desiderino personalizzare WebRunner per le proprie web application non sono costretti a ridistribuire versioni modificate del programma: possono semplicemente creare estensioni o script di dimensioni molto compatte.

L’elenco completo delle funzionalità implementate nell’attuale versione preliminare di WebRunner, e quelle di prossima implementazione, sono elencate in questo wiki. Qui si trova anche il link per scaricare WebRunner 0.5 per Windows, Mac OS X e Linux, la cui installazione comprende già i profili di esecuzione (con estensione ".webapps") di GMail, GCalendar, GDocs e GGroups.

Il modo più semplice per creare un nuovo profilo è quello di aprirne uno esistente con un editor di testo e modificare pochi parametri, tra i quali l’indirizzo (locale o remoto) della risorsa. Il collegamento ai profili può infine essere copiato sul desktop, così che lanciare una web application risulti non dissimile dall’eseguire un qualsiasi altro software (a patto di disporre di una connessione ad Internet a larga banda).

Fonte: Punto Informatico

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