Tra pochi giorni, Firefox taglierà l’ennesimo traguardo: quello dei 75 milioni di download. Il mese prossimo, questo popolare navigatore Open Source presenterà la versione 1.5 beta. Tra le novità, il motore di rendering ‘Gecko’ nuovo di zecca, e alcune migliorie per la nostra piattaforma. Da ricordare che il browser già gira con successo sul ‘Mactel’, cioé il computer Apple equipaggiato con processori Intel, destinato agli sviluppatori.
Era il novembre dello scorso anno quando venne resa disponibile la versione 1.0 di Firefox, con l’obiettivo dichiarato (da parte della Fondazione Mozilla, che ne cura e coordina lo sviluppo), di raggiungere il 10% degli utilizzatori. Se in principio si poteva credere l’impresa impossibile, ora al contrario, questo traguardo appare a portata di mano. Secondo le ultimissime stime, questo browser alternativo nel mese di giugno sarebbe stato adottato dall’8,71% degli utenti Web. A farne la spese soprattutto l’imperdonabile leggerezza di Microsoft, che per anni ha evitato con cura di aggiornare il proprio Internet Explorer. Risultato: il browser di Redmond perde costantemente terreno, e costringe gli uomini di Bill Gates a scendere dagli allori e ad annunciare prossimamente la versione 7.0 di Internet Explorer. Di certo il predominio di Redmond in questo settore durerà, ma il pregio di Firefox è proprio quello di aver costretto la più potente software house del mondo a rimettersi al lavoro: perché non c’è niente di scontato, soprattutto sul Web. Inoltre, gli utenti di ogni piattaforma (anche Linux), hanno finalmente un’alternativa valida, moderna e potente per navigare.
E pensare che questo browser nasce da un sostanziale insuccesso: quello della suite ‘Mozilla’, composta da client di posta elettronica, browser, Composer, client IRC, che non è mai riuscita a sfondare davvero. Quindi, il radicale cambio di rotta: un navigatore snello, leggero, affidabile, che permettesse semplicemente di navigare. La chiave del successo di Firefox è certamente il suo essere Open Source, e perché no, anche l’aver sposato tecniche di comunicazione e di marketing assolutamente nuove per questo genere di prodotto. Basti ricordare la pagina di pubblicità sul quotidiano ‘New York Times’, pagata proprio dagli utilizzatori del navigatore. Ma i progetti della Fondazione Mozilla si chiamano anche Camino (il browser per Mac OS X), e Thunderbird, un client per la posta elettronica. Un insieme di applicazioni di qualità, per tutte le piattaforme (ad eccezione appunto di Camino), cui si aggiunge anche il Calendar Project. Insomma, il mondo Open Source è divenuto un attore adulto del panorama Web di questi ultimi tempi: forse non cambierà il mondo, ma di certo lo rende più interessante, aperto e semplice. Per tutti.
Se volete saperne di più su Firefox il sito omonimo è qui.
Fonte: ilMac.net


