aprile 2005


Da ieri è disponibile per il download il pacchetto contenente le traduzioni “ufficiali” di Camino 0.8.4 (tra cui anche l’italiano).
Anche questa versione di Camino è scaricabile, come sempre, dalla nostra Sezione Download.

Le novità di questa release riguardano la chiusura di alcune falle di sicurezza, una completa compatibilità con Tiger, la risoluzione un fastidioso crash e (ultimo ma non meno importante) il fatto che la versione multilingue è stata pubblicata contemporaneamente a quella originale.

Consigliamo a tutti gli utilizzatori di Camino di provvedere all’aggiornamento.

Richieste di supporto relative all’utilizzo del browser o riguardanti problematiche riscontrate possono essere fatte presso il nostro apposito forum.

Fonte: Mozilla Italia

Mozilla Foundation e la sua comunità open-spurce festeggiano con orgoglio i 50 milioni di download del browser Firefox.


Per l’occasione il sito-progetto Spreadfirefox.com sta offfrendo 50 monete celebrative a coloro che hanno collaborato in maniera più originale alla diffusione dell’ormai famoso browser open-source. è previsto anche un premio speciale per il fortunato utente che avviato per la cinquatamilionesima volta il download di Firefox.

Circa due settimane fa Mozilla Foundation aveva rilasciato l’ultimo aggiornamento del browser, la versione 1.0.3, con la quale ha fornito in tempi rapidi le correzioni ad alcune vulenrabilità riscontrate nel codice del prodotto. Mozilla Firefox 1.0.3 Finale

Auguri Firefox, Evviva l’opensource

Fonte: Tweakness.net

Prima tappa del viaggio esplorativo fra gli accessori (o piuttosto necessOri) disponibili per ottimizzare il browser più gettonato del momento. Scopriamo come tenere lontane tutte – ma proprio tutte – le inserzioni pubblicitarie indesiderate.

Libero, veloce, ormai sulla soglia dei cinquanta milioni di download: il biglietto da visita di Firefox è eloquente. Ma il browser Web del momento ha anche un altro pregio: è personalizzabile in maniera pressoché infinita.
Alla pagina Mozilla Update è infatti possibile scaricare temi, plugin ed estensioni.
Se i primi danno un vestito sempre nuovo alla Volpe di fuoco, i secondi forniscono un interfacciamento con applicazioni presenti sul sistema per gestire correttamente contenuti specifici: per esempio, permettono di aprire un documento in formato Pdf o un’animazione Flash direttamente nel browser.
Le estensioni, per contro, sono vere e proprie mini-applicazioni che arricchiscono Firefox di funzioni inedite: un’estensione è il langpack italiano per visualizzare nella nostra lingua i vari menu e sottomenu, così come lo sono – al momento in cui scriviamo – altri 397 arricchimenti per Firefox.
Installare un’estensione (che ha sempre formato xpi, ed è per Firefox ciò che a grandi linee un controllo ActiveX per Internet Explorer) è semplice: basta acconsentire alla richiesta del browser Web, facendo ovviamente attenzione che la fonte sia affidabile.Il formato xpi è un acronimo per Cross platform installer: come il nome suggerisce, le estensioni della volpe di fuoco sono comuni a Windows, Linux, Mac Os X e a tutte le piattaforme che supportano il browser Web.

_Adblock: come tenere lontane le pubblicità indesiderate
Adblock 0.5.2.039 è un filtro sugli indirizzi Web, e nasce per evitare pubblicità e popup indesiderati. Si tratta di un’estensione da 70 Kbyte che, una volta installata, compare nel menu “Strumenti” e può essere istruita – per così dire – con liste costruite appositamente, o direttamente all’istante: basta selezionare un elemento (immagine, animazione Flash o altro) con il tasto destro del mouse e decidere se bloccarlo o meno.
Dal menu “Strumenti/Adblock/Preferenze” è semplice aggiungere nuovi termini e Url, utilizzando una sintassi chiara e potente (sono supportate le wildcard * e i tipi di file), al pari delle espressioni regolari: pezzi di testo che possono combaciare con determinate stringhe.
È possibile disinstallare Adblock dal menu “Strumenti/Adblock/Preferenze” richiamando il menu contestuale “Disinstalla” con il tasto destro del mouse.

Di Guido Sintoni , tratto da MyTech.it

È interessante vedere come, pure nella generale approvazione riguardo l’uscita del browser Firefox, vi siano voci dissonanti.

Una di queste è Fred Langa, che in un suo articolo per InformationWeek ha espresso le sue opinioni riguardo i pro e i contro di Firefox.

Tale articolo ha suscitato molti spunti di riflessione, polemici e non. Vediamo di riportarne alcuni e di commentarli.

Fred Langa innanzitutto dice giustamente che vi sono meno attacchi verso Firefox che non verso IE, e conseguentemente, Firefox è più sicuro. Purtroppo poi Langa si contraddice: prima asserisce che “solo perché un prodotto non è realizzato da Microsoft, non implica necessariamente che sia più sicuro”. Poi aggiunge: “Il software Microsoft è esposto ad attacchi di hackers più di altri, in virtù della sua diffusione”.

Peccato però che i bug riscontrati in Mozilla e Firefox siano stati corretti in tempi molto più rapidi rispetto alle patch Microsoft. Alcuni difetti di Firefox e Mozilla sono stati corretti in meno di 24 ore dal momento della loro conoscenza, mentre alcuni bug di Internet Explorer hanno richiesto mesi o anni per venire corretti.

Secunia mostra ancora adesso 19 falle di IE in attesa di venire corrette, alcune di esse addirittura definite come critiche. Un analogo report per Firefox mostra 4 falle ancora non risolte, tutte comunque definite non critiche; nessuna falla è attualmente definita critica.

Sono piccoli numeri, ma che dimostrano come Firefox sia più sicuro di IE. Inoltre, mentre a tutt’oggi il 14% delle falle scoperte su Firefox “avrebbero potuto consentire” un attacco da parte di hackers, il 30% delle falle scoperte su IE “hanno consentito” tali attacchi, tipo il classico arbitrary execution of code.

In pratica, la battaglia è appena cominciata, ma una volta di più si può notare come il dinamismo della community open source riesca a fornire un prodotto affidabile, con poca o nulla spesa, tempi di aggiornamento rapidissimi e quanto altro, in confronto a un gigante che sembrava oramai aver inglobato definitivamente il mercato del software.

I pochi detrattori che avranno magari fatto notare le falle riscontrate su Firefox, e i conseguenti aggiornamenti, dovrebbero piuttosto riflettere sulle tempistiche, ovvero il poco tempo intercorso tra la scoperta delle falle e il rilascio delle versioni aggiornate e la facilità di aggiornamento, ovvero: nessuna patch enorme, semplicemente basta riscaricare la versione aggiornata e installarla sopra la vecchia versione.

Fonte: Programmazione.it

Giancarlo Livraghi ci parla di FireFox. Una Fenice che risorge dalle sue ceneri? Non proprio, ma è un salutare rinnovo di un mercato – quello dei browser – che si era impaludato nel monopolio di Explorer.

Fra tante novità finte, complicazioni indesiderabili o inutili pseudo-innovazioni, c’è un fatto interessante. Si chiama Mozilla Firefox ed è un browser web che sta guadagnando terreno, sfidando con successo il monopolio brutalmente “imposto” dalla Microsoft con le risorse incorporate nel suo sistema operativo.

Non sarebbe esatto dire che Netscape, come la Fenice, è rinato dalle sue ceneri. Né che si tratti, semplicemente, di un ritorno alle origini. Ma questa nuova risorsa (che tiene efficacemente conto delle esigenze e dei problemi di oggi) è cresciuta dalle radici di quel percorso di Netscape (chiamato Mozilla) che non si era suicidato nelle avventure speculative di AOL, ma aveva trovato una strada diversa nel libero sviluppo delle risorse opensource. Cioè appartiene alla stirpe originaria che discende da Mosaic (il primo browser, nato nel 1993) e oggi riafferma la sua superiorità rispetto all’intruso Explorer.

Pochi ricordano come si è arrivati alla contorta situazione di oggi. La Microsoft, che non aveva mai inventato né il personal computer né alcuna soluzione fondamentale della tecnologia elettronica, per anni non si era accorta dello sviluppo dell’internet. Quando, con molto ritardo, capì di aver perso l’autobus, i suoi tentativi di impadronirsi della rete ebbero scarso successo. Solo grazie al monopolio del sistema operativo – e al perverso meccanismo che le permette di “imporre” le sue soluzioni “impacchettate” con il resto – è riuscita a diffondere il suo sistema di posta (che non è il migliore) e il suo browser (che si chiama Explorer e non ha qualità paragonabili a quelle di risorse più serie, come Mozilla Firefox). Il problema è che molti utilizzatori della rete (persone, imprese e organizzazioni) sono talmente imprigionati nel lager Microsoft da non rendersi neppure conto del fatto che esiste un mondo esterno in cui possono scegliere soluzioni diverse.

Di questo problema si era parlato in un articolo del luglio 2003 Il dilemma dei browser e, più recentemente, nel giugno 2004, in La triste fine di Netscape. In una breve nota dell’ottobre 2003 La scomparsa di Aol c’è un riassunto della bizzarra, quanto clamorosa, vicenda di America On Line, che non solo aveva comprato Netscape per poi portarlo al suicidio, ma era anche riuscita ad autodemolirsi, rischiando di trascinare con sé nella rovina il gigantesco gruppo editoriale-cinematografico-televisivo Time Warner.

Le “bolle speculative” non sono estinte. Altre montature e conseguenti catastrofi sono ancora possibili – anzi probabili, benché sia difficile prevedere quale delle imponenti facciate che nascondono strutture guaste sarà la prossima a crollare. Ma intanto ci sono sviluppi che hanno basi meno fragili. Un caso noto è quello di Google, il cui (meritato) successo è diventato così enorme da suscitare qualche sospetto sulla possibilità che sia tentato di approfittarne in modi indesiderabili. Ma, se lo facesse, aprirebbe uno spazio a favore dei suoi concorrenti. Perché la sua posizione di forza è basata sulla qualità del servizio, non su un monopolio impenetrabile.

Nel campo dei browser, finora i tentativi di scalzare l’usurpatore Explorer avevano avuto scarso successo. Per esempio Opera, nonostante le sue buone qualità, non era mai riuscito a raggiungere una larga diffusione. Ma ora sembra che Firefox abbia aperto una nuova prospettiva.

In un servizio di copertina su Wired del 13 febbraio 2005 The Firefox Explosion Josh McHugh spiega come Firefox abbia avuto, in pochi mesi, una crescita impressionante. L’idea giusta al momento giusto, perché la proliferazione di invasività e inconvenienti aveva diffuso fra le persone più esperte molte preoccupazioni sull’uso di Explorer. Ma anche un modo nuovo di concepire un software che ha tutte le qualità di una risorsa opensource, ma offre, in più, la facilità d’uso che lo rende appetibile anche a chi non ha le capacità tecniche di usare sistemi di non immediata comprensibilità.

Nonostante la sua veloce affermazione, Firefox finora (secondo l’analisi di Wired) ha il 4 % del mercato, contro il 92 % di Explorer. La quota è piccola, ma ci è arrivato in pochi mesi, mentre (per esempio) il sistema operativo Linux esiste da tredici anni (Unix da più di trenta) e nei personal computer ha (per ora) il 3 %, contro il 95 % di Microsoft (altre soluzioni opensource sono molto più forti: per esempio Apache ha il 68 % dei web server).

Un altro prodotto Mozilla è Thunderbird, il nuovo software per l’e-mail che ha avuto un impulso iniziale paragonabile a quello di Firefox (un milione di copie distribuite nella prima settimana) anche se è ancora presto per poter capire quale potrà essere la sua diffusione (secondo altre fonti, sarebbe arrivato rapidamente al 2 %). In questo settore, secondo Wired, Outlook Express, benché automaticamente “preinstallato” nei sistemi operativi della Microsoft, ha “solo” il 19 % del mercato – ma il quadro non è chiaro, perché fra gli “altri” potrebbero esserci versioni diverse di Outlook, che porterebbero il totale Microsoft a una quota più alta – probabilmente oltre il 60 %.

Il problema è che, per la gestione della posta come per i browser e per altre applicazioni, molti sono schiavi dell’abitudine fino a non sapere quale software stanno usando, a pensare che sia quella l’unica risorsa disponibile e a ignorare il fatto che esistono soluzioni migliori. C’è una situazione analoga, naturalmente, nei sistemi di scrittura e nelle altre applicazioni comprese nel “pacchetto” che si chiama Office (molti lo usano anche per attività private) con molteplici problemi di incompatibilità non solo con prodotti di altri fornitori, ma anche fra versioni diverse dello stesso software.

Ogni tentativo di prevedere il futuro sarebbe azzardato. Anche Wired si chiede se il passaparola continuerà a far crescere Firefox con la stessa andatura o se, quando lo avranno installato tutte le persone più attente e consapevoli, si andrà ad assestare in uno spazio limitato, senza riuscire a penetrare in quella larga area di pigrizia che sta usando Explorer senza neppure saperlo.

Firefox, benché giovane, è solido, collaudato, funziona bene. È gratis e si installa facilmente. Poiché la comunità opensource lo conosce e lo sostiene, ha abbondanti risorse di sviluppo e miglioramento. Pare che grandi imprese, come Sun e Ibm, lo stiano appoggiando. Insomma la partita è appena cominciata.

Se Firefox avesse il successo che merita potrebbero aprirsi scenari interessanti. Non solo si riaprirebbe l’evoluzione dei browser, ma si creerebbe una nuova e vistosa crepa nel mito dell’insostituibilità dei sistemi Microsoft. E tutto lo sviluppo dell’opensource potrebbe capire meglio come rendersi accessibile a chi non ha le competenze tecniche per gestire sistemi intrinsecamente robusti ed efficienti, ma non sempre di immediata e facile comprensione.

Si vedrà. Ma intanto possiamo tutti, e facilmente, disporre di una buona risorsa che, dopo il tramonto di Netscape, sembrava difficilmente reperibile. E Firefox non è un “caso isolato“. Ci sono, in altri tipi di applicazioni, sviluppi alrettanto interessanti. Se, per l’effetto combinato di queste evoluzioni, si riaprisse il mercato, potremmo sperare di vederci offrire anche altre proposte più affidabili, funzionali, compatibili e sane (oltre che meno costose) di quel contorto ciarpame che, da troppi anni, tanti si sentono costretti a usare.

Di Giancarlo Livraghi e Luca De Nardo, tratto da i-dome.com

Continua l’ascesa di Firefox nella classifica dei browser più utilizzati nella rete, a farne le spese ancora una volta Internet Explorer.

Le statistiche di w3school, uno dei più famosi portali per lo sviluppo di siti web, evidenziano che nel mese di marzo Internet Explorer è sceso al 62,2% perdendo 1,6 punti percentuali, Firefox invece ha recuperato 2 punti consolidando il secondo posto (28,8%) tra i browser più utilizzati e raggiungendo i 45 milioni di download.
Dati significativi, che con i tutti i distinguo del caso (w3school è un portale per addetti ai lavori e utenti piuttosto evoluti), segnano un trend in forte ascesa per Firefox.
Inoltre, a meno di un mese dal lancio della versione 1.0.2, la fondazione Mozilla annuncia l’uscita di Firefox 1.0.3, la nuova versione ha come obiettivo primario quello di chiudere le falle di sicurezza recentemente scoperte che permetterebbero ad un pirata informatico di prendere il controllo a distanza del computer colpito, o di lanciare l’esecuzione di un virus a partire da una pagina Web.
Il download è dunque fortemente consigliato!

Fonte: JavaOpenBusiness.it

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