Per chi pensa che molti indizi costituiscano una prova inconfutabile, la notizia dell’assunzione di Ben Goodger da parte di Google (ne dà notizia lo stesso sviluppatore sul proprio blog,) è l’ennesima conferma che il browser made in Mountain View si farà.
Per chi pensa che molti indizi costituiscano una prova inconfutabile, la notizia dell’assunzione di Ben Goodger da parte di Google (ne dà notizia lo stesso sviluppatore sul proprio blog,) è l’ennesima conferma che il browser made in Mountain View si farà.
Anzi, per ricordare un altro tassello della strategia di Google, il G-Browser: l’azienda ha già registrato a proprio nome il dominio gbrowser.com e assunto programmatori del team Mozilla.
Venticinquenne nativo di Auckland, il kiwi Goodger è l’enfant prodige del progetto Firefox, di cui è lead engineer, vale a dire il responsabile per lo sviluppo: una carica che si basa sulle qualità personali e sulla pregressa esperienza lavorativa nella divisione Netscape di Aol, da cui deriva quel Mozilla che è padre di Firefox.
Goodger getta acqua sul fuoco: “Il mio ruolo nel progetto Mozilla e in Firefox rimarrà inalterato” ha infatti scritto. C’è da pensare, quindi, che il suo destino sarà affine a quello di molti guru dell’open source assunti da aziende che producono software chiuso: un ottimo biglietto da visita nei confronti della comunità di sviluppo, e un valido investimento sulle capacità del neoassunto.
_La volpe che verrà. Il futuro di Firefox, quindi, non è in pericolo: dopo Firefox 1.0 (arrivato a quota 20 milioni di download in pochissimi mesi), che è riuscito nell’impresa di sottarre quote di mercato a Microsoft Internet Explorer (pur ricordando che nove utenti su dieci usano il browser made in Redmond), la prossima versione (1.1, nome in codice Deer Park, prevede strumenti per la migrazione da altri browser specifici per Mac Os X e una miglior capacità del browser di lavorare con contenuti multilingua.
Le successive versioni 1.5 (The Ocho) e 2.0 prevedono, rispettivamente, miglioramenti in termini di scalabilità (ovvero le prestazioni nel caso di più connessioni concorrenti da parte di un gran numero di Pc) e una robusta rivisitazione dei tab di navigazione, la gestione delle password, gli aggiornamenti del software e i download, oltre alle performance per sistemi Apple.
Di Guido Sintoni, tratto da MyTech.it

