Ballot screenSta assumendo sempre più i toni di una vera e propria sceneggiata la “battaglia” che ormai si protrae da mesi riguardo la complessa questione del garantire parità di accesso a tutti i principali browser sul mercato funzionanti su piattaforma Windows.

La situazione sembrava essere praticamente chiusa quando Microsoft, l’imputata della vicenda, aveva annunciato l’adozione del cosiddetto ballot screen, ovvero uno strumento che dovrebbe presentare, in un’apposita schermata, una panoramica dei vari browser disponibili, con una piccola descrizione per ognuno e tanto di link per consentirne il download.

Diciamo che la questione sembrava risolta anche perché le ultime modifiche avevano convinto pure la Commissione Europea, la quale aveva fortemente fatto pressione su Microsoft negli anni scorsi per porre fine alla presunta posizione dominante atta a favorire il proprio browser, Internet Explorer, rispetto ai concorrenti.

Non sembrano però dello stesso parere le tre concorrenti principali, ovvero Google, Mozilla e Opera, che hanno detto di voler presentare una richiesta affinché la Commissione Europea non dia il via libera all’implementazione del ballot screen così come Microsoft l’ha presentato, giudicando chiaramente inefficace la sua utilità rispetto all’obiettivo di garantire eque condizioni di mercato a tutti i concorrenti.

Così un rappresentante di Opera è intervenuto sulla questione:

Speriamo che la commissione sia aperta a risolvere i problemi. Pensiamo sia molto importante che questo rimedio funzioni. una opportunità unica per garantire che il mercato dei browser funzioni.

I punti richiesti dai tre sono essenzialmente quelli di avere una schermata di scelta del browser assolutamente anonima, senza alcun richiamo, nella grafica così come nei loghi usati, a Microsoft e al proprio programma per la navigazione, oltre all’implementazione di una funzione che disponga i browser nella finestra del ballot screen in maniera casuale ogni volta che viene attivata, evitando quindi favoritismi di tipo “alfabetico” o altri condizionamenti dettati dall’abitudine.

Adesso la decisione, che si annuncia difficile, spetta alla Commissione. Di certo c’è che questa vicenda, partita con le premesse di una giusta domanda di condizioni eque per tutti, sta diventando una vera e propria telenovela con una trama ricca di colpi di scena imprevedibili quanto improbabili e poco credibili.

Google, Mozilla e Opera puntanto spesso, nelle loro dichiarazioni, a far notare come l’utente possa scegliere Internet Explorer anche solo per “abitudine”, un aspetto che secondo loro potrebbe sfavorire la concorrenza, ma che al tempo stesso non sembra possa risolversi con le proposte fin qui fatte.

Se l’utente dovesse infatti scegliere “ad occhio”, che l’icona di Internet Explorer sia la prima o che sia l’ultima, la scelta ricadrà sempre su questa in base al ragionamento di prima, pertanto queste ulteriori polemiche appaiono più pretesti per “allungare” il discorso e tenere alta l’attenzione sui propri prodotti più che richieste veramente sensate.

In fondo, se proprio dà fastidio che un qualche richiamo a Microsoft possa influenzare la scelta, forse il prossimo passo potrebbe essere di creare un ballot screen che presenti tutti i browser tranne Internet Explorer, probabilmente in questo modo la scelta sarebbe, a detta delle “tre sorelle”, la più equa e giusta possibile…

Fonte: OneWindows

Prima anteprima del prossimo Firefox, che punta ad arricchire il numero di funzioni, perfezionare l’interfaccia utente e a integrarsi sempre di più con il web e i sistemi operativi su cui viene usato

È disponibile per il download la prima versione beta di Firefox 3.6

Nonostante il cambio di numero da 3.5 a 3.6 e una serie di cambiamenti piccoli e grandi, Mozilla avvisa che si tratta semplicemente di una graduale evoluzione del browser, migliorato anzitutto nell’elaborazione delle pagine web, in quella del codice Javascript nonché nella reattività e nei tempi che impiega per partire.

Firefox 3.6b1 - WelcomeProviamo però a fare un elenco di alcune delle novità che attendono gli utenti più impazienti e che se tutto va bene gli altri ritroveranno più in là nella versione definitiva.

Anzitutto si confermano caratteristiche in lavorazione da un po’ come l’incorporazione di Personas, per cambiare l’aspetto di Firefox, la riproduzione a tutto schermo di filmati in formato libero Ogg Theora e il supporto per i caratteri WOFF, nuovo formato di font per il web. Altre funzioni sono il potenziamento della geolocalizzazione, resa più precisa, e la conferma di un sistema che all’avvio segnala plugin da aggiornare (magari per noti problemi di sicurezza) e che va a braccetto con una pagina di controllo realizzata qualche tempo fa da Mozilla.

Diverse novità anche sul versante dell’interfaccia utente.
Ora Firefox riesce a sfruttare la presenza di un eventuale accelerometro per ruotare il contenuto sullo schermo o per interagire muovendo il computer.

Firefox 3.6b1- Ctrl-tabOpzionale ma potenzialmente utile è invece l’anteprima grafica nel passaggio da un tab all’altro che si ottiene usando la combinazione ctrl+tab (simile a quella resa per i programmi, e resa comune da Windows). Per usarla bisogna digitare “about:config” nella barra degli indirizzi, impostare la riga “browser.ctrlTab.previews” al valore “true” e poi riavviare il browser.

Gli utenti di Windows 7 infine noteranno che Firefox 3.6 prende spunto dall’ultimo sistema operativo di Microsoft e si integra con la nuova taskbar fornendo preview delle pagine aperte quando si passa sui tab con il mouse. Per gli utenti Macintosh è invece prevista in futuro una maggiore integrazione con strumenti di sistema tra cui l’accesso al Portachiavi delle password (Keychain), il dizionario, i servizi e anche ad AppleScript.

Firefox 3.6 beta 1 si può scaricare dal sito di Mozilla in versioni per Windows, Linux e Macintosh localizzate in numerose lingue tra cui anche l’italiano.

Fonte: MyTech.it

Tra le novità che Mozilla introdurrà nel suo browser Firefox a partire dalla versione 3.7, prevista per il prossimo anno, c’è anche il supporto avanzato a touchscreen e multitouch.

In questo video viene mostrato come con una semplice applicazione javascript e una versione preliminare di Firefox 3.7, sia possibile disegnare in pochi minuti il logo del browser, utilizzando le dita come se fossero dei colori.

Fonte: oneITVideo

I Mozilla Labs hanno da poco annunciato l’avvio della fase di sviluppo di Raindrop, una nuova piattaforma per la gestione della messaggistica online. Il sistema sarà basato sugli standard aperti del Web e offrirà numerose API per ulteriori implementazioni

La prima risposta al tanto chiacchierato Google Wave potrebbe giungere presto da Mozilla. I Labs della celebre fondazione hanno da poco presentato Raindrop, un’innovativa piattaforma concepita per semplificare lo scambio di messaggi tra gli utenti e offrire funzionalità avanzate per fruire dei contenuti condivisi attraverso un unico applicativo. Il nuovo sistema è ancora in fase di sperimentazione, ma sembra contenere numerose analogie con Wave, la soluzione creata da Google per la comunicazione tra gli utenti online.

«Quando ti arriva un link da YouTube o Flickr, il tuo client per la messaggistica dovrebbe essere in grado di mostrarti il video o le fotografie insieme o come parte del messaggio invece di rimandarti a una nuova tab del tuo browser. Le notifiche inviate dal computer e le mailing list dovrebbero essere organizzate per te, non inserite in massa nella tua inbox a tal punto da richiedere la tediosa impostazione manuale di alcuni filtri. Dovrebbe essere semplice integrare nuovi servizi web nel sistema per visualizzare le tue conversazioni utilizzando unicamente tecnologie aperte per il Web» si legge in un post da poco pubblicato sul blog ufficiale dei Mozilla Labs. Raindrop si configura come la risposta a queste domande e potrebbe contribuire al processo di innovazione degli attuali sistemi per la messaggistica online.

La piattaforma è aperta e non mira solamente a concentrare in un unico luogo virtuale tutte le informazioni e i messaggi – che interessano un singolo utente – provenienti dai numerosi servizi online oggi disponibili. Il team di sviluppo intende mettere a punto una serie di API per coinvolgere gli sviluppatori di terze parti, incentivando l’adozione di standard condivisi per potenziare progressivamente le funzionalità di Raindrop.

Il nuovo sistema concepito da Mozilla potrà essere dunque adattato per svolgere differenti compiti legati alla messaggistica online. Stando alle prime informazioni, le implementazioni iniziali saranno tese alla creazione di un client versatile e “intelligente”, in grado di riconoscere la natura dei messaggi di posta ricevuti (notifiche dai social network o dai siti di condivisione, email da gruppi di amici…) e suddividerli automaticamente in apposite categorie, consentendo all’utente di filtrare i contenuti visualizzati e di orientarsi meglio all’interno della propria inbox.

«Intendiamo supportare le applicazioni front-end di vario tipo (incluse piattaforme per il mobile), ma le nostre principali applicazioni saranno costruite interamente per tutti i moderni browser web che supportano le tecnologie aperte per il Web. La versione 0.1 del nostro prototipo comprende Bespin per consentire uno sviluppo veloce e iterativo. Offre inoltre alcuni widget front-end e codice back-end per il supporto di alcuni elementi fondamentali come gli utenti, le conversazioni e le mailing list, con ulteriori novità per il futuro. CouchDB e Python sono una parte fondamentale dell’architettura del nostro prototipo» prosegue poi il post pubblicato da Mozilla.

Il team di sviluppo di Raindrop, guidato dal gruppo di sviluppatori che ha in carico la gestione e l’organizzazione del client per la posta elettronica Thunderbird, realizzerà nel corso delle prossime settimane una prima serie di installer per consentire agli utenti di installare una prima versione della piattaforma sui propri computer. Ciò permetterà di sperimentare il sistema su larga scala e di raccogliere un maggior numero di informazioni su bug, malfunzionamenti e possibili migliorie da mettere in campo. La pagina per effettuare il download del software è già disponibile, ma occorrerà attendere ancora qualche settimana prima di poter ottenere una versione di prova del nuovo Raindrop.

La piattaforma in fase di sviluppo da parte di Mozilla presenta, con sfumature diverse, numerose similitudini con Google Wave, ma al momento è prematuro identificare in Raindrop una alternativa vera e propria al sistema di interazione tra utenti messo a punto da Mountain View. Numerosi dettagli del progetto della fondazione saranno definiti nel corso delle prossime settimane e consentiranno di comprendere meglio la natura dell’iniziativa e la direzione verso la quale si vorranno muovere gli sviluppatori. La scelta di adottare unicamente standard aperti e di fornire da subito un certo numero di API potrebbe rivelarsi determinate per favorire la diffusione di Raindrop a scapito delle soluzioni concorrenti proprietarie.

Fonte: WebNews

La prossima versione del panda rosso presenterà novità per il design e lo sviluppo web. Promessa la possibilità di avere la stessa esperienza web su tutti i sistemi, anche se la strada per la standardizzazione appare in salita

Dopo l’introduzione, in Firefox 3.5, dei font scaricabili in formato TrueType e OpenType, Mozilla si prepara a introdurre i propri utenti all’ennesima novità in fatto di design e web experience evoluta. La nuova versione del browser del panda rosso, in arrivo per la fine dell’anno, garantirà il supporto per Web Open Font Format, un nuovo formato di font scaricabile da mettere a disposizione direttamente sui server HTTP dei siti web che offre alcuni vantaggi non secondari rispetto agli altri standard.

Alla base dell’implementazione della nuova funzionalità, e dei font scaricabili in genere, c’è la restrizione con cui gli sviluppatori web devono da sempre fare i conti quando si tratta di realizzare template per CMS famosi, codice backend e fogli di stile, vale a dire la scelta dei font più comunemente installati sui PC degli utenti per garantire a un sito web la corretta visualizzazione su un numero quanto più ampio è possibile di sistemi client.

Tale restrizione-paradigma è un po’ saltato con gli standard HTML 5 e CSS 3, e per far fronte alle nuove possibilità offerte agli sviluppatori mantenendo nel contempo la consistenza dell’esperienza web sono stati appunto introdotti i font scaricabili, link diretti ai file presenti sui server da indicare nel codice sorgente della pagina/template in modo da visualizzare correttamente il portale in qualsiasi condizione di utilizzo.

I vantaggi garantiti dall’adozione del formato WOFF, spiega Mozilla, sono principalmente due. Prima di tutto si tratta di un formato di font compresso “lossless”, capace di restituire la stessa nitidezza dei caratteri possibile con TrueType e OpenType ma con un consumo di banda per il download inferiore. La compressione potrebbe in realtà essere adottata anche applicando le specifiche di trasferimento di HTTP, ma la codifica integrata direttamente nel font né renderà più facile l’utilizzo soprattutto nei casi in cui non è possibile modificare la configurazione dei server.

L’altro vantaggio di WOFF, dalle ricadute apparentemente meno immediate rispetto alla “banale” compressione dei dati, è l’impiego di metadati opzionali relativi ai font stessi grazie ai quali sarà ad esempio possibile identificare l’origine dei set di caratteri, integrare informazioni relative al loro impiego e altro ancora.

Sulla carta WOFF rappresenta una scelta vincente sia per gli utenti che per gli sviluppatori web, nella pratica Mozilla ha già messo in conto che la promessa compatibilità totale dell’esperienza web dovrà scontrarsi con un mercato dei browser in cui la compatibilità è una chimera mitologica ancora difficile da raggiungere.

In attesa di tastare con mano la portata della nuova evoluzione del web secondo Mozilla con Firefox 3.6, tester e curiosi possono provare in prima persona il supporto a WOFF grazie all’ultima nightly build del panda rosso messa a disposizione sui server FTP di Mozilla.

Fonte: Punto Informatico

oledì 21 ottobre 2009

Firefox 3.6 e i nuovi font scaricabili

La prossima versione del panda rosso presenterà novità per il design e lo sviluppo web. Promessa la possibilità di avere la stessa esperienza web su tutti i sistemi, anche se la strada per la standardizzazione appare in salita

Roma – Dopo l’introduzione, in Firefox 3.5, dei font scaricabili in formato TrueType e OpenType, Mozilla si prepara a introdurre i propri utenti all’ennesima novità in fatto di design e web experience evoluta. La nuova versione del browser del panda rosso, in arrivo per la fine dell’anno, garantirà il supporto per Web Open Font Format, un nuovo formato di font scaricabile da mettere a disposizione direttamente sui server HTTP dei siti web che offre alcuni vantaggi non secondari rispetto agli altri standard.

Alla base dell’implementazione della nuova funzionalità, e dei font scaricabili in genere, c’è la restrizione con cui gli sviluppatori web devono da sempre fare i conti quando si tratta di realizzare template per CMS famosi, codice backend e fogli di stile, vale a dire la scelta dei font più comunemente installati sui PC degli utenti per garantire a un sito web la corretta visualizzazione su un numero quanto più ampio è possibile di sistemi client.

Tale restrizione-paradigma è un po’ saltato con gli standard HTML 5 e CSS 3, e per far fronte alle nuove possibilità offerte agli sviluppatori mantenendo nel contempo la consistenza dell’esperienza web sono stati appunto introdotti i font scaricabili, link diretti ai file presenti sui server da indicare nel codice sorgente della pagina/template in modo da visualizzare correttamente il portale in qualsiasi condizione di utilizzo.

I vantaggi garantiti dall’adozione del formato WOFF, spiega Mozilla, sono principalmente due. Prima di tutto si tratta di un formato di font compresso “lossless”, capace di restituire la stessa nitidezza dei caratteri possibile con TrueType e OpenType ma con un consumo di banda per il download inferiore. La compressione potrebbe in realtà essere adottata anche applicando le specifiche di trasferimento di HTTP, ma la codifica integrata direttamente nel font né renderà più facile l’utilizzo soprattutto nei casi in cui non è possibile modificare la configurazione dei server.

L’altro vantaggio di WOFF, dalle ricadute apparentemente meno immediate rispetto alla “banale” compressione dei dati, è l’impiego di metadati opzionali relativi ai font stessi grazie ai quali sarà ad esempio possibile identificare l’origine dei set di caratteri, integrare informazioni relative al loro impiego e altro ancora.

Sulla carta WOFF rappresenta una scelta vincente sia per gli utenti che per gli sviluppatori web, nella pratica Mozilla ha già messo in conto che la promessa compatibilità totale dell’esperienza web dovrà scontrarsi con un mercato dei browser in cui la compatibilità è una chimera mitologica ancora difficile da raggiungere.

In attesa di tastare con mano la portata della nuova evoluzione del web secondo Mozilla con Firefox 3.6, tester e curiosi possono provare in prima persona il supporto a WOFF grazie all’ultima nightly build del panda rosso messa a disposizione sui server FTP di Mozilla.

Gli sviluppatori di Mozilla hanno disattivato il plugin Firefox che Microsoft distribuiva con Windows Update dicendo che presenta un rischio di sicurezza. L’annuncio viene dato in persona anche da Mike Shaver (Vice Presidente Engineering).

Gli sviluppatori di Mozilla hanno bloccato un plugin Firefox, il .NET Framework Assistant add-on poichè rappresentava un rischio per la sicurezza, era stato “inviato” via Windows Update agli inizi di quest’anno. Microsoft forniva l’addon come componente del Net Framework lo scorso Febbraio, numerosi sono stati gli utenti Firefox ad essersi lamentati inizialmente per le enorme difficoltà nella sua rimozione. (Vedi al riguardo: Remove the Microsoft .NET Framework Assistant (ClickOnce) Firefox Extension).

Ebbene, Microsoft avvisava già questo martedi’ che tutti gli utenti Firefox che non avessero applicato una determinata Patch a Windows sarebbero stati a rischio infezione di tipo “browse-and-get-owned attack. Vista l’apparente difficoltà nell’appliacare tale patch, gli sviluppatori Firefox hanno pensato di effettuare un blocco di tale estensione da Remoto, tramite il meccanismo di Blocklisting (Vedi al riguardo: Add-ons Blocklist. Si tratta di una misura cautelare, volta alla sicurezza degli utenti ma, ripetiamo che gli utenti con la patch “MS09-054 IE” rilasciata Martedi’ possono stare al sicuro, è ciò che ha confermato Microsoft. L’azione di Mozilla è quindi a scopo cautelare.

Ecco cosa ha detto al riguardo Mike Shaver:

Because of the difficulties some users have had entirely removing the add-on, and because of the severity of the risk it represents if not disabled, we contacted Microsoft today to indicate that we were looking to disable the extension and plugin for all users via our blocklisting mechanism,”"Microsoft agreed with the plan, and we put the blocklist entry live immediately.

Plugins obsoleti e non più aggiornati (mantenuti) sono un ulteriore problema per gli utenti Firefox, ecco perchè è già attiva una blacklist, visitabile all’indirizzo http://www.mozilla.com/en-US/blocklist/ dove notiamo anche il blocco preventivo di Apple QuickTime Plugin, v7.1.*, AVG SafeSearch, versioni minori della 8.0 oppure Crawler Toolbar, per quest’ultima si applica il blocco visto l’alto numero di crash.

Fonte: Italia SW

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